sabato 24 aprile 2010

Seconda lezione (23 aprile 2010) I


(Gli studenti che non erano presenti alla prima lezione si sono presentati alla classe ed al Professore)

Il Professor Alfonso ha incentrato questa lezione sulle differenze che intercorrono tra giornalismo "tradizionale" e quello digitale.
Ha dunque principiato in suo discorso affermando che il primo è ormai innervato di tecnologia, in quanto le tecnologie digitali vengono utilizzate in un numero sempre maggiore di campi dell’editoria (dalla fornitura della carta alla distribuzione dei giornali). La tecnologia sta inoltre vivendo un’evoluzione sempre più veloce: ogni anno le TV rinnovano la loro tecnologia; gli strumenti sono sempre più piccoli e potenti. Questi cambiamenti implicano più vantaggi o svantaggi?
Alcuni studenti hanno risposto affermando che ormai le notizie sono troppe, e che quindi sono poche le informazioni veramente utili.
Di contro, il professore ha asserito che effettivamente ci sono molte notizie, ma che molte di queste sono replicate. Ha dunque aperto la pagina di Google News affermando che al giorno d’oggi la difficoltà sta nel fatto che siamo noi a dover decidere dove reperire le informazioni. «E le "bufale"?», gli ha fatto notare una studentessa. «Siamo noi chiamati a verificare la notizia», ha risposto il Professore. E ha continuato dicendo che la rete non ha portato un numero maggiore di notizie false, bensì ha velocizzato il rapporto notizia-lettore. Di conseguenza viene a mancare la mediazione del giornalista che una volta prendeva, ad esempio, una notizia proveniente dall’estero e per renderla comprensibile la doveva rimpastare. Anche lui, comunque, poteva incorrere nell’errore.
Il problema della rete è dunque la VASTITÀ, e la conseguente PERDITA DI TEMPO.
Quale rapporto intercorre allora tra VELOCITÀ e QUALITÀ?
Tutti noi accediamo alle informazioni per saperne di più. Ma quante informazioni possiamo incamerare? E in quanto tempo?
Il Professore ha sostenuto che l’importante è avere le informazioni, poi deciderà il singolo come utilizzarle. La rete è dunque una piattaforma nella quale gli attori sono gli stessi fruitori. Da utenti è dunque molto difficile usare la rete. E lo è ancora di più quando gli utenti cominciano ad essere autori e fanno gli editori di sé stessi.

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