domenica 2 maggio 2010

Terza lezione (30 aprile 2010) II

Com’è cambiato «Repubblica.it»

«Repubblica.it» ha cambiato volto perché vuole essere molto più multimediale di prima.
Fino a tre anni fa era molto difficile trovare in esso gallerie fotografiche e video. Del resto mancava la capacità di banda. Ora, invece, anche dispositivi di piccole dimensioni, come iPhone o Laptop, permettono di scaricare velocemente qualsiasi tipo di dato. Questo è stato possibile grazie all’evoluzione delle tecnologie: in pochi anni siamo passati dal wi-fi al wi-max, dalla banda larga alla maxi banda.
È anche per questo che, all’interno delle sedi dei maggiori quotidiani nazionali, sono nate vere e proprie redazioni finalizzate allo sviluppo e all’aggiornamento dei rispettivi quotidiani on-line: sono ben 45 le persone – tra giornalisti e tecnici – che lavorano a «Repubblica.it»; 20 quelle che lavorano per il sito del «Corriere della Sera». Sono redazioni che macinano, al mese, decine di milioni di contatti. Nonostante ciò, queste persone sono poche e non lavorano neanche con un contratto da giornalista. Il giornalista del web è infatti ancora considerato un giornalista di serie B, e non dovrebbe essere così.
Ma, tornando ai cambiamenti del sito, in che cosa consiste la multimedialità di «Repubblica.it»?

Abbiamo notato che, per ogni argomento, ci sono video e foto. Non solo. La proposta di immagini è veramente eccessiva. Non stupisce allora che molte di queste siano uguali, non solo all’interno del sito, ma anche in relazione a siti diversi e concorrenti.
Un’altra novità riguarda la presenza dei collegamenti a blog tematici, inerenti ad argomenti specifici o legati a firme conosciute.
Abbiamo poi potuto notare che tutte le notizie contenute nella home page sono estremamente sintetiche. Spesso non superano il titolo e le cinque righe di lunghezza. Questa constatazione ne ha originata un’altra, poco edificante: la professione di giornalista web consiste in un lavoro di back office, ovvero un immediato copia e incolla delle notizie di agenzia.
LA SCRITTURA AUTONOMA NON ESISTE. Non c’è un articolo che uno che non sia stato preso e copiato da un altro sito, spesso di agenzia. Sono pochissimi gli articoli redatti, o almeno modificati, dalle redazioni web.

La barra dei menù, situata sotto il titolo, ora risulta molto più evidenziata rispetto a prima (l’idea è stata rubata alla concorrenza). Non a caso in questa si trovano i link cliccabili delle sezioni tematiche – arte, cultura, sport, cinema, società, ecc. – in cui viene fatta la pubblicità, diretta o indiretta, dei prodotti. Questo ci ha poi spinti a fare una considerazione ancora più approfondita riguardo la pubblicità sul web. Abbiamo notato che sui giornali cartacei la pubblicità ha sempre avuto – e ha ancora – spazi rigidi: in colonna ai lati, sotto gli articoli in riquadro, in ultima pagina. Sul web, invece, la pubblicità è di preferenza – come è stato detto precedentemente – nelle pagine tematiche. Perché? Perché così il giornale ha la coscienza "pulita", in quanto le pagine tematiche vengono aperte solo per volontà dell’utente.
Nel sito di «Repubblica» si può inoltre notare che la pubblicità non è dichiarata. Tutto ciò crea un misto di redazionale e pubblicitario poco chiaro. In Francia, invece, la scritta publicité è obbligatoria.

In ultima analisi, LA VERA NOVITÀ è costituita dall’introduzione del quotidiano digitale, che si caratterizza per avere dei contenuti a pagamento. Il sistema adottato – quello PDF – è però già stato superato da sistemi ancora più multimediali che permettono di sfogliare il giornale e di guardare, invece delle immagini, video ad alta definizione e, all’occorrenza, di fare domande direttamente ai giornalisti. Anche questo sottolinea quanto il testo sia ormai il corollario di video e immagini.
IL FUTURO È SEMPRE PIÙ DIGITALIZZATO.

Infine abbiamo notato che è stata rimossa dalla home page la tag clouds. Perché? Perché ormai non c’è più tempo per quelle e, comunque, ognuno si fa ormai la sua play list.

1 commenti:

il mahatma ha detto...

ciao, sono gaspare, un tuo collega. ho preso in prestito un breve estratto da questo post:
http://questoblognondiceniente.blogspot.com/2010/05/lezione-del-3004-repubblicait-e.html

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