lunedì 31 maggio 2010

Settima lezione (28 maggio 2010) II


Un esempio di (efficace) comunicazione politica

Barack Obama. Ma perché ci viene in mente subito lui? Perché ha vinto le elezioni statunitensi. Se avesse perso non avremmo di certo pensato a lui. Ma ha vinto, e negli USA non è una cosa da poco. Obama – queste le parole del Professore – è però un discreto comunicatore, un po’ ripetitivo nei modi di fare. (Il più abile comunicatore europeo nell’uso della televisione è stato Charles de Gaulle. Questo perché i militari sanno fare comunicazione benissimo, avendo delle strutture finalizzate proprio alla ricerca del consenso). Come fare per essere eletti come lui? Bisogna essere dei leader e dire cose innovative. Obama è anche questo. Ma bisogna specificare che la sua vittoria era abbastanza prevedibile. Innanzitutto l’alternanza tra repubblicani e democratici era abbastanza scontata: non è mai successo che i repubblicani avessero vinto per tre volte di fila. Poi la situazione statunitense, rispetto a quella europea, è particolare: l’affluenza arriva al massimo al 55%; gli statunitensi non amano la politica e i politici, portano però rispetto per il loro operato. Ma torniamo al punto di partenza: cosa vuol dire innovare? Innovare vuol dire convincere, e questo vale per tutti coloro che vogliono fare politica. Prima e dopo le elezioni bisogna allora avere un’organizzazione fatta di persone che curino i diversi aspetti della comunicazione: raccogliere denaro, informazioni, fare ricerche, sondaggi e via dicendo. È qui che le nuove tecnologie giocano un ruolo fondamentale. Basti pensare a Bush, il primo a vincere le elezioni grazie a internet. E per ben due volte consecutive. In questo, è innegabile, Obama è arrivato sensibilmente dopo. Non solo. Ha anche contattato proprio quelle figure professionali – consulenti, spin doctor, gostwriter – di cui si era avvalso anche il suo predecessore. Non c’è dunque poesia in questi lavori, bensì una preparazione maniacale sulle piccole cose. Consiglieri, comunicatori, attivisti, analisti e tecnici hanno, in campagna elettorale, un unico obbiettivo: demolire l’avversario. Accanirsi nel voler cercare di anticipare le mosse dell’avversario porta solo ad un (non)risultato: arrivare secondi. Nonostante questo Al Gore viene considerato un grande comunicatore. Ma la storia dice che ha perso. Quali sono le regole da seguire per vincere e per continuare a vincere?
1. Studiare l’avversario: per questo internet non è affatto male. Ma va sempre considerato il labile confine tra il lecito e l’illecito. Ad esempio negli USA, protestanti, amano i disonesti che dicono di essere tali, ma non le bugie;
2. Essere feroci, ma rispettare le regole della legge. Dove essere feroci? Sugli organi di informazione: stampa, blog, siti internet, ecc.
Obama ha effettivamente usato al meglio la sua squadra di comunicatori, formata da ben 160 persone! Ma ci sono anche quelli che hanno il compito di navigare nella rete per capire quale figura del Presidente viene veicolata. Obama ha usato molto bene anche il coinvolgimento. Per questo basta iscriversi al sito del governo statunitense. Subito mi arriveranno molte informazioni. Perché? Perché più informazioni mi verranno inviate, più io sarò incentivato a rispondere e a dare a mia volta informazioni. In questo modo loro calibreranno il loro agire in merito di informazione politica.

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