domenica 21 novembre 2010

Le vere parole del Papa sul preservativo

Ieri i giornali di tutto il mondo hanno riportato la notizia di una storica apertura del Papa verso l'uso dei preservativi, cui da sempre la Chiesa si oppone sia come mezzo contraccettivo che come strumento protettivo nei confronti delle malattie a trasmissione sessuale.

Il Papa ha infatti dichiarato che «in alcuni casi l'uso del preservativo è ammesso».
Molti di noi a queste parole si sono giustamente domandati: «Bene. Ma in quali casi?»
Nessun notiziario ha risposto a questo interrogativo.

Volendo fare un po' di chiarezza, dobbiamo innanzitutto ricollocare la frase in questione nel suo contesto originario. Benedetto XVI ha pronunciato queste parole durante una conversazione con il giornalista e scrittore tedesco Peter Seewald, raccolta in un libro-intervista che uscirà il 23 novembre.
La casa editrice del libro aveva inviato stralci dell’intervista ad alcune tra le maggiori testate internazionali, invitandole a non pubblicarli prima di martedì. L'impegno è stato però violato ieri unilateralmente dall’Osservatore Romano, che ha diffuso i passaggi del libro ed è poi stato ripreso dai giornali di mezzo mondo. Tra i passaggi diffusi dal quotidiano vaticano, quello sui preservativi, in cui Benedetto XVI afferma:

«Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole. Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione dell’Hiv. È veramente necessaria una umanizzazione della sessualità.»

Si capisce dunque che l'apertura del Pontefice verso i preservativi è assolutamente limitata, quasi simbolica, tanto più che essa trova posto in una semplice intervista, che non ha certo l'importanza e il valore di un documento ufficiale.

C'è poi un’altra anomalia riguardo l’affermazione di Ratzinger: il passaggio citato è stato ripreso dai giornali di tutto il mondo, talvolta con un grave fraintendimento. Infatti, a causa di quella che sembra essere una traduzione imprecisa, la maggior parte degli articoli in inglese e in francese parla di prostituzione maschile invece che di "utilizzo di preservativo da parte di una prostituta" (e dei suoi clienti). Così scrivono tra gli altri il New York Times, Time Magazine e Andrew Sullivan sull’Atlantic, i quali dunque allargano il discorso del Papa al tema dell'omosessualità, fraintendendo profondamente le sue parole.

3 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

ah ecco, la notizia adesso assume più senso

anche perché i tg ormai hanno del tutto dimenticato di spiegare veramente le news

Junjei ha detto...

Credo, purtroppo, che per avere un'informazione quantomeno completa e sicuramente più veritiera di ciò che succedde nel mondo, bisogna cercarsela da soli su internet, lì dove le fonti sono molte e molte delle quali senza influssi di "potenze maggiori"...personalmente ritengo che il Pontefice in carica sia solo l'emblema di una potente organizzazione della quale conosciamo molto poco e che, fra l'altro, non è neanche bravo a fare il suo "mestiere".

L.Z. ha detto...

Hai usato la parola giusta: "organizzazione".
Il Papa è un capo di stato come tutti gli altri, intento a difendere interessi che troppo spesso poco o nulla hanno a che fare con la religione.

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