martedì 14 dicembre 2010

La verità sugli scontri di Roma (14 dicembre 2010)


Perché i manifestanti hanno aggredito le forze dell’ordine?
Perché, invece di incendiare le camionette della Guardia di Finanza, non hanno incendiato le auto blu e le fuoriserie dei politici?
Perché i manifestanti e le forze dell’ordine non si sono resi conto che si trovano nella stessa situazione?
Perché le forze dell’ordine non hanno aperto il perimetro della zona rossa ai manifestanti e non si sono uniti anche loro alla protesta?
Perché non hanno fatto prendere un bello spavento ai politici assediando i palazzi del potere?

È stata la guerra dei poveri: da una parte coloro che sono stati privati dei mezzi per garantire la sicurezza alla cittadinanza; dall’altra coloro che rischiano di non avere più futuro.
Questa classe politica una cosa la ha dimostrata: di riuscire a mettere tutti contro tutti.
A fronte di questo, è ancora possibile l’Italia?

5 commenti:

il mahatma ha detto...

C'erano infiltrati?
Chi erano?
Chi li ha mandati?
Chi li ha pagati e quanto?
Perchè i mezzi di informazione non differenziano tra il corteo della mattina, pacifico e partecipato, e gli scontri del pomeriggio, comunque da condannare?

A.V. ha detto...

Sì, comunque da condannare. Sono d'accordo. Ma c'è un dato che vorrei sottolineare. I politici continuano a sentirsi sicuri nella loro "torre d'avorio", felici come bambini per l'iPad che il partito ha fatto trovare loro sotto l'albero (mi riferisco al Pdl). Io però dico "Attenzione! Quando le forze dell'ordine si schiereranno - se mai lo dovessero fare - con lavoratori e studenti allora sarà rivoluzone. Spero pacifica, ma sempre rivoluzione".

il mahatma ha detto...

difficilmente le rivoluzioni sono pacifiche... non vedo nessun gandhi in giro... e mi sembra che questa volta gli studenti non si siano dichiarati "estranei" a posteriori. vedi la puntata di anno zero di ieri (dove comunque la russa ha sbagliato) e vedi le reazioni alla lettera di saviano su repubblic.it, sempre di ieri.

L.Z. ha detto...

il fatto è che a forza di essere preso in giro anche la persona più pacifica può esplodere in un moto violento

A.V. ha detto...

A me è venuta in mente questa situazione. E' come il bambino piccolo che dice alla mamma che deve fare la pipì ma non c'è il vasino (perchè è chiuso in bagno e il bambino alla maniglia ancora non ci arriva). Allora lo dice una volta, e la mamma non lo ascolta. Lo dice una seconda, e la mamma continua a fare dell'altro. Lo dice una terza, e la mamma fa finta di niente. Alla quarta volta il bambino non dice niente e se la fa addosso. Danno per lui ma soprattutto per la mamma che ora deve pulire casa e bambino.

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