lunedì 13 dicembre 2010

Qualche documento rilevante diffuso da WikiLeaks?


In questi giorni abbiamo letto i documenti americani riguardanti i principali stati mondiali. In questi giorni abbiamo letto del gran gossip: Berlusconi leader vanitoso, stanco, incapace che sembra il portavoce di Putin; Putin capobranco; Gheddafi, il botulino e la procace dottoressa bionda; la tenacia della Merkel; Ahmadinejad non equilibrato e forse pazzo; Netanyahu (premier israeliano) non mantiene le promesse. Ma quante novità! Non se n’era accorto proprio nessuno!
A questo punto la domanda è legittima: nella grande messe di documenti inviati alle maggiori testate internazionali (circa 251.287) ce n’è almeno uno rilevante? Sì, ma l’impressione è che i telegiornali italiani perseverino nel voler percorrere la strada del pettegolezzo. Basta però aprire un giornale – in questo caso il «Corriere della Sera» – per riuscire a trovare qualche notizia importante. Di quelle notizie che ci fanno capire che forse Wikileaks entrerà di diritto nella storia. Eccone qualcuna:

Ombre cinesi Il Politburo cinese ha organizzato un attacco sistematico contro Google. Un’azione che fa parte di una campagna più ampia organizzata da Pechino e affidata da funzionari governativi, privati e hackers. L’intrusione è il seguito dell’offensiva scatenata a partire dal 2002 con le violazioni dei computer americani, degli alleati occidentali e del Dalai Lama.

Il mercato dei prigionieri Gli americani cercano di sistemare alcuni prigionieri di Guantanamo all’estero. E inizia un vero bazar. Alla Slovenia viene proposto uno scambio: vi prendete un detenuto e otterrete un incontro alla Casa Bianca. Alla piccola isola di Kiribati (Pacifico) è offerto un pacchetto di aiuti. Al Belgio è suggerito di accettarli perché si tratta di una soluzione «a basso costo per guadagnare prestigio in Europa».

Yemen e bugie Il governo yemenita ha più volte negato la partecipazione di forze USA ai raid contro i qaedisti. Ma in un incontro con il generale Petraeus, il presidente Saleh afferma: «Noi continueremo a dire che le bombe sono nostre e non vostre». E il vice premier arriva a scherzare sul fatto che ha «raccontato una frottola al Parlamento».

Le Coree Non escludendo il collasso della Corea del Nord, Washington e Seul discutono sulla possibilità di una «riunificazione» coinvolgendo anche la Cina con incentivi economici.

Nel Golfo I sauditi continuerebbero a garantire denaro ad Al Qaeda.

Usa e Israele Ricevendo un alto funzionario statunitense – siamo nel 2009 – il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak avverte: «Un attacco contro i siti atomici israeliani sarà possibile entro la fine del 2010, dopo qualsiasi soluzione militare porterà a danni collaterali inaccettabili».

(per queste notizie: Guido Olimpio, Quei cattivi voti senza censure ai leader mondiali, «Corriere della Sera», 29/11/2010, pagg.2-3.)

Conflitto Israele-Hezbollah Tehran, durante il conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano (2006), invia armi ai guerriglieri. «I veicoli della Mezza Luna rossa che trasportano medicinali trasferiscono anche materiale bellico». Una fonte cita un testimone che vede «razzi all’interno degli aerei (della Mezza Luna) che devono raggiungere il Libano… Prima dell’arrivo delle medicine la stiva era già mezza piena». Quello di usare le ambulanze è uno dei trucchi usati dai militari sciiti filo-iraniane.

(per questa notizia: Guido Olimpio, «Microchip sottopelle come con i falchi». L’idea saudita per il dopo Guantanamo, «Corriere della Sera», martedì 30/11/2010. pag. 5).

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