venerdì 21 settembre 2012

Remember Us. Thriller - A Cruel Picture, La tempesta perfetta, Invasion

Thriller – A Cruel Picture
di Bo Arne Vibenius
con Christina Lindberg e Heinz Hopf
Drammatico/Azione, 107 min., Svezia, 1973
***

Da dove viene il cinema di Tarantino (v. Kill Bill vol. 1 e 2)? Certamente da qui. Da questo capolavoro dei B-movies anni Settanta. Sesso, sangue, violenza, ralenti, situazioni scabrose al limite della decenza e… una donna che si vendica in grande stile. Con La sposa in nero (F. Truffaut, 1968) e L’angelo della vendetta (A. Ferrara, 1981) forma un trittico che dimostra come sia principalmente la donna ad essere un’eccellente protagonista di film d’azione e reazione.

La tempesta perfetta
di Wolfgang Petersen
con George Clooney, Mark Wahlberg, Diane Lane, Karen Allen
Drammatico, 130 min., Usa, Germania, 2000
**

L’eterna lotta dell’Uomo contro la Natura. La buona recitazione degli attori fa solo da corollario alle atmosfere che preparano la catastrofe, indubbiamente ben costruita più sotto il punto di vista della spettacolarità che sotto quello della tensione. Opera “da divano” che non ci fa dormire solo perché il finale non vuole essere scontato.


Invasion
di Oliver Hirschbiegel
con Nicole Kidman, Daniel Craig, Jeremy Northam
Fantascienza, 93 min., Usa, 2007
**

Uno dei più grandi flop del 2007? Alle porte del 2008 la pensavano così. Poi sono passati cinque anni e pensiamo che non sia poi così malaccio. Certo, la Kidman sembra di gomma, Craig è inespressivo come pochi e la gente contagiata vomita nella bocca di altra gente per passargli il virus. A pensarci bene quest’opera potrebbe avere un merito. Quello di aver rivoluzionato gli stilemi del trash nel nuovo millennio.

venerdì 14 settembre 2012

Remember Us. Boogie Nights, Eraserhead, In questo mondo libero


Eraserhead – La mente che cancella
di David Lynch
con Jack Nance, Charlotte Stewart, Allen Joseph, Jeanne Bates
Inquietante, 89 min., Usa, 1977
****

Il film che ha fatto conoscere il genio di David Lynch al mondo intero. Non ci sono parole che possano descriverlo a pieno. Forse l’aggettivo “inquietante” è quello che si avvicina di più alla sua essenza. Da vedere anche perché, a pensarci bene, rientra in quella ristretta cerchia di film che non invecchieranno mai.


In questo mondo libero
di Ken Loach
con Kierston Wareing, Juliet Ellis, Leslaw Zurek
Drammatico, 96 min.,  Gran Bretagna, 2007
*** ½

Certo, non siamo sui livelli del capolavoro Il vento che accarezza l’erba (2006), ma lo stile di Loach è inconfondibile. Ogni suo film possiede una dignità e una coerenza che fanno impallidire qualsiasi altro regista. In questo caso si parla di sfruttamento, di lavoro in nero e non ci sono buoni e cattivi. C’è semplicemente un’umanità malata, incatenata e corrotta a tutti i livelli dal denaro.

Boogie Nights – L’altra Hollywood
di P. T. Anderson
con Mark Wahlberg, Burt Reynolds, Julianne Moore, John C. Reilly
Drammatico, 156 min., Usa, 1997
**½

Indubbiamente questo film riesce a ricostruire una stagione (fine anni Settanta, inizio anni Ottanta), ma non sono così sicuro che sia riuscito a carpirne l’anima. Agrodolce e ironico al punto giusto non riesce, però, a restituire fino in fondo l’idea “dell’altra Hollywood”, che sembra troppo finta, troppo artefatta, frutto di una ricostruzione basata su giornalini e video pornografici dell’epoca più che su una ricerca filologica di ciò che è realmente stato.

lunedì 10 settembre 2012

Remember Us. America Oggi (Short Cuts), Angel Heart - Ascensore per l'inferno, St. Elmo's Fire

America Oggi (Short Cuts)
di Robert Altman
con Andie MacDowell, Bruce Davison, Jack Lemmon, Julianne Moore, Matthew Modine, Tim Robbins
Drammatico, 187 min., USA, 1993
****
 
La Bibbia dei film corali. Ottima sceneggiatura (ispirata ai racconti di Raymond Carver), recitazioni sublimi, ottima regia. Siamo proprio sicuri che la società tratteggiata sia quella americana? Certo, ma è anche la nostra. E questo fa male. Il tempo comincia a farsi sentire ma il film rimane un classico imperdibile. Cosa manca: la dirompenza di un film epico.
 
P.s. Provate a chiedere ad una donna cosa si ricorda del film. Su tre ore di immagini, tutte mi hanno risposto “La donna morta nel fiume”. Chissà perché.
 
 
Angel Heart – Ascensore per l’inferno
di Alan Parker
con Mickey Rourke, Robert De Niro, Lisa Bonet, Charlotte Rampling
Thriller, 113 min., Usa, 1987
***
 
Ottime atmosfere per questo film di Parker, che avvince con la sua trama a tinte fosche e ad alto tasso di mistero. Incubi, riti, sesso e violenza costituiscono la malta di un tunnel che imprigiona lo spettatore e lo porta sino alla luce di un finale imprevisto. Pur essendo sopra le righe, la recitazione di Rourke funziona. Finale non all’altezza.
 
 
St. Elmo’s Fire
di Joel Schumacher
con Emilio Estevez, Rob Lowe, Demi Moore, Judd Nelson
Drammatico/Generazionale, 110 min., Usa, 1985
**

Film generazionale che più generazionale non si può nonché film più anni Ottanta che più anni Ottanta non si può. Però qui, a differenza di The Breakfast Club, manca il tocco fine e la vena malinconica della sceneggiatura di John Hughes. Ci troviamo, infatti, di fronte a 8 amici dalla vita fin troppo irreale e spinta all’eccesso per essere verosimile: sono tutti appena usciti dall’equivalente delle nostre scuole secondarie superiori e sembrano già avere una vita da quarantenni. C’è, ad esempio, il musicista maledetto che ha già una moglie e una figlia e che non riesce a mettere la testa a posto; la ragazza ricca che si fa di cocaina e vende il proprio corpo per fare carriera; il laureando in legge che si innamora follemente di una dottoressa che conosce appena; lo yuppie che cerca la redenzione nel matrimonio (!). Come se non bastasse, in un crescendo di situazioni sconnesse, si giunge allo stucchevole patetismo delle scene finali.

domenica 2 settembre 2012

Nuova recensione Cineland. Il cavaliere oscuro - Il ritorno di C. Nolan

Il cavaliere oscuro – Il ritorno
di Christopher Nolan
con Christian Bale, Gary Oldman, Morgan Freeman, Michael Caine, Anne Hathaway
Azione, 164 min., USA, GB, 2012

Uno spettro si aggira per Gotham City: quello spettro è Batman

Scusate se rielaboro la celeberrima sentenza marxiana ma, in questo modo, riesco in un sol colpo a darvi qualche indizio su ciò che funziona e ciò che non funziona nell’ultimo film di Nolan, che passo a presentarvi per punti.

Ciò che non funziona:
1) Sceneggiatura semplice. Troppo semplice. Mi stupisco di tutti quei critici che hanno consigliato più di una visione per sviscerare i contenuti del film. Io declino l’invito con un bel “No grazie”, perché non riuscirei a rivedere tre ore di frasi fatte e luoghi comuni come “Non è importante il corpo ma l’anima”, “Per aumentare la forza bisogna avere paura della morte” e via dicendo. Come non riuscirei a vedere ancora il grande eroe tormentato del secondo capitolo ridotto al rango di macchietta. In questo capitolo la scena gli viene rubata da personaggi di contorno che non ci colpiscono più di tanto e i suoi tormenti lasciano il posto a situazioni poco plausibili. Qualcuno dirà che è giusto così. Ma c’è anche chi pensa, e io sono tra questi, che Il cavaliere oscuro - Il ritorno segni un passo indietro importante nell’evoluzione del genere ed elimina con un veloce colpo di spugna la novità che il capitolo precedente aveva presentato.
2) Come anticipato i personaggi non funzionano. Principalmente perché, se nel capitolo precedente l’attenzione era focalizzata sui due protagonisti (Batman e Joker), qui la selva è stata ampliata all’inverosimile senza conferire al film le peculiarità di un film corale. Le varie figure non vengono pertanto approfondite a sufficienza e l’interesse per loro scema precipitosamente. A Batman (C. Bale) manca il tormento, a Catwoman (A. Hathaway) le ragioni del suo sex appeal, a Bane (T. Hardy) la credibilità di cattivo (da qui si capisce la levatura della prova di Joker-H. Ledger) a Miranda Tate (M. Cotillard) la malizia.
3) Zero pathos, nessun combattimento o scena memorabile (vi ricordate, invece, la rapina con cui si apre il capitolo precedente?), nonché numerose riproposizioni di scene già viste. Qualche esempio? La bomba (e come viene trattata) l’avevamo già vista in Spider-Man 2; la modalità con cui Batman deve uscire dalla prigione/pozzo sembra il “salto nella fede” di Indiana Jones e l’ultima crociata (1989, S. Spielberg); Bruce Wayne torna a vincere il male soprattutto grazie alle sue attrezzature come accade con il protagonista di Iron Man 2. Come se non bastasse i combattimenti sono alquanto irreali. Si pensi che quando Batman è circondato gli avversari armati sembrano aspettare di essere sconfitti non sparando neanche un colpo.
4) Il finale (che mi vergogno ad esplicitare) sembra una presa in giro e schiude scenari che non vorremo vedere.

Cosa poteva funzionare (e non ha funzionato):
La critica sociale. Ad un certo punto del film parteggiamo per il cattivone Bane perché sembra mettere in piedi una sommossa popolare per il riscatto proletario contro lo strapotere dei ricconi di Gotham (che poi è New York) che hanno corrotto la città (e il mondo intero). Assistiamo dunque a una vera e propria Rivoluzione d’ottobre con immancabile attacco al Palazzo d’Inverno (qui la Borsa) e processi sommari che ci fanno sperare in una sterzata in senso politico del film intero e, magari, in un finale politically uncorrect che abbia la forza di rivoluzionare il tradizionale conservatorismo dei blockbusteroni hollywoodiani. E invece… E invece il tutto si risolve in una critica proprio alla sollevazione popolare, che genera solo anarchia e maggiori ingiustizie e che si scopre essere nient’altro che un piano per una vendetta personale.

Voto: 2 ½ su 5

(Film visionato il 1 settembre 2012)
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