mercoledì 21 novembre 2012

Novità da Blockbuster. Bed Time, Chernobyl Diaries, Quella casa nel bosco

Da vedere

Bed Time
di Jaume Balaguerò
con Luis Tosar, Marta Etura, Alberto San Juan
Thriller, 102 min., Spagna, 2011
***

L’ultima opera di Balaguerò, regista che avevamo apprezzato per il bel Rec (con Paco Plaza, 2007), è un thriller di pochi attori e pochissimi spazi. Tutto si svolge nell’appartamento e nell’ingresso di un condominio spagnolo (proprio come in Rec), e le poche eccezioni servono per farci capire chi è veramente il nostro protagonista. César (interpretato dal bravo Luis Tosar) è una persona apparentemente buona e servizievole. Apparentemente, perché nasconde il desiderio di far sparire per sempre il sorriso dalla faccia di coloro che sorridono alla vita. Ogni mezzo è lecito, e così il nostro si accanisce su una giovane e bella donna, narcotizzandola di notte per approfittarsi di lei e riempiendole la casa di scarafaggi, in una escalation che neanche il finale può arrestare. Peccato, perché al film manca l’elemento novità:  The Resident (Antti Jokinen, 2011), con Hilary Swank, mette in scena in anticipo praticamente le stesse cose.

Chernobyl Diaries – La mutazione
di Bradley Parker
con Ingrid Bolso Berdal, Dimitri Diatchenko, Olivia Dudley, Devin Kellev
Horror, 86 min., Usa, 2012
***

Horror classico che ha un pregio: essere ambientato a Chernobyl riuscendo a sfruttarne le potenzialità. Operazione coraggiosa e devo dire riuscita. Perché? Perché i ragazzi che vi si avventurano (in perfetto stile Hostel) non sono solo minacciati da quello che il disastro nucleare ha modificato (persone e animali) ma anche dalle radiazioni che sprigiona la terra. Risultato: bisogna fuggire il prima possibile per non morire tra le più atroci sofferenze. Chi ci riuscirà? I cultori dell’horror conoscono già la risposta.

Da evitare

Quella casa nel bosco
di Drew Goddard
con Richard Jenkins, Bradley Whitford, Jesse Williams
Horror, 95 min., Usa, 2011
*

Dirò una cosa che mi renderà impopolare. Questo è uno dei film horror più brutti che abbia mai visto. Non c'è tensione, non c'è ironia, non c'è innovazione. Non solo. Ho anche dovuto subire un finale a dir poco disastroso: i principali mostri della storia dell’horror racchiusi in un meccanismo stile The Cube (Vincenzo Natali, 1997), una carneficina sconclusionata negli studi che hanno architettato una sorta di La casa (Sam Raimi, 1981) in modalità The Truman Show (Peter Weir, 1998) e gli unici due sopravvissuti che scoprono in una cripta chiamata “Il Tempio” che il motivo per cui vengono sacrificati cinque giovani (la puttana, l'atleta, il buffone, la vergine e lo studioso) è, udite udite, l’esigenza di placare degli esseri chiamati “Antichi” che vivono sotto la struttura e sono conservati in un sonno perpetuo. Qualcuno si sarà divertito a riconoscere tutti i tributi filmici. Per me, in questo caso, è solo un’operazione inutile e commerciale nonché un insulto all’intelligenza dello spettatore.

martedì 13 novembre 2012

Nuova recensione Cineland. Skyfall di S. Mendes

Skyfall
di Sam Mendes
con Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes
Azione, 145 min., UK, Usa, 2012

Una pallottola buca il torace dell’agente segreto più famoso al mondo mettendo in luce tutta la sua vulnerabilità e svelando la “dichiarazione di poetica” del regista. Lo 007 di Mendes non è invulnerabile. Lo 007 di Mendes non è l’uomo-automa dei capitoli precedenti. Peccato che l’opera non sviluppi il proponimento, presentandoci una versione di Bond che determina una frizione tra quello che dovrebbe essere (e che tale rimane) e quello che è.

Ne esce così, se è possibile, una versione di 007 ancora più artefatta delle precedenti le quali, in confronto, conservavano una loro coerenza di fondo. Doveva essere un Bond più umano, dunque, ma sin dalle prime scene si intuisce che la musica è la stessa. Pensiamo ad esempio che ad inizio pellicola il protagonista rischia la morte ma viene immediatamente salvato da… una morettona che gli si concede (eh certo, lui è Bond!). Come se non bastasse ritroviamo spesso l’agente interpretato da un Daniel Craig pompato più che mai e impeccabilmente vestito, anche nelle (poche) scene d’azione, sempre più bloccato in pose plastiche che accentuano la volontà di non recidere il cordone ombelicale con la tradizione. Tradizione rappresentata anche da prodotti che hanno fatto la storia della serie (Martini e Aston Martin su tutti). Qui la lista viene riproposta e ampliata, per un’indigestione di marchi che rasenta l’indecenza. Durante la visione vengono citati, più o meno esplicitamente: Bmw, Volkswagen Beatle, Omega Seamaster, Range Rover, Audi e via dicendo, per una colossale operazione di product placement che si dipana lungo tutto il film. E se bambole e marchi trendy abbondano, lo stesso non si può dire delle scene d’azione, ridotte all’osso e comunque debitrici nei confronti di altre pellicole ben più memorabili di questa.

L’orizzonte filmico al quale Mendes si ispira è presto ricostruito: Apocalypse Now (F. F. Coppola, 1979), Cane di paglia (S. Peckimpah, 1971) e Il cavaliere oscuro (C. Nolan, 2008). Soprattutto quest’ultimo viene riproposto in maniera massiccia: Bond sembra Bruce Wayne ma non ne ha il tormento (non è sufficiente una dipendenza da alcol per farlo sembrare più umano); Bardem è Joker, con la stessa voglia di vendetta  e la medesima menomazione facciale; Londra è una Gotham City sì più luminosa ma ugualmente sfregiata e in balia delle forze oscure.

Usciti dal cinema ho esposto queste ragioni alla mia ragazza. La risposta, pragmatica e puntuale, è stata:  «Ma 007 è così. È un figo, c’ha le gnocche… Non è che si può innovare più di tanto». Ho pensato che in fondo avesse ragione. Nulla però mi vieta di continuare a pensare che ciò che ho visto rimane una pacchianata nemmeno troppo di classe.

Voto: 3 su 5

(Film visionato il 10 novembre 2012)

venerdì 2 novembre 2012

Nuova recensione Cineland. Amour di M. Haneke

Amour
di Michael Haneke
con Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva, Isabelle Huppert
Drammatico, Francia, Austria, Germania, 125 min., 2012


Tenendoci per mano
abbiamo cadenzato
i nostri passi lievi
con lacrime d'intesa.

Voto: 5 su 5

(Film visionato l'1 novembre 2012)
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