mercoledì 27 marzo 2013

Novità da Blockbuster. Argo, Le belve, Di nuovo in gioco

Argo
di Ben Affleck
con Ben Affleck, Bryan Craston, Alan Arkin, John Goodman
Drammatico, 120 min., USA, 2012
***

Un po’ come Il discordo del re. Storia vera, semplice e lineare, per un film ben girato, recitato sanza ‘nfamia e sanza lodo e per questo vincitore dell’Oscar al Miglior film. Ma qui c’è anche la celebrazione del mondo hollywoodiano, che arriva in un momento in cui di idee nuove ce ne sono poche (è il bilancio del cinema USA che esce da questo post) e i sequel vanno per la maggiore. Soliti artifici retorici verso la fine per aumentare la tensione, che si avverte nonostante si sappia già come andrà a finire.

Di nuovo in gioco
di Robert Lorenz
con Clint Eastwood, Chelcie Ross, Ed Lauter, Amy Adams
Commedia, 111 min., Usa, 2012
**

Come con Argo, anche con questo film rimaniamo nel solco della tradizione cinematografica hollywoodiana. Ma in questo caso il fatto che la storia sia originale si rivela un handicap: paradossalmente, scena dopo scena sappiamo già cosa accadrà in quelle successive e i personaggi risultano tratteggiati in modo assai approssimativo. Abbiamo così una lunga carrellata di figure stereotipate e talmente approssimative da lasciare ben poco all’immaginazione. C’è la giovane in carriera che si scopre insoddisfatta della sua vita, il padre burbero ma geniale, la belloccia promessa mancata del baseball americano che cerca di riciclarsi nel mondo degli osservatori e che farà innamorare la ragazza, il ragazzo bianco spocchioso e cicciottello che viene valutato come un campione e che verrà scalzato dall’outsider di origine indiana guarda caso scoperto dalla ragazza grazie agli insegnamenti del padre (non ho anticipato nulla, tanto si capisce tutto dopo mezz’ora di film). Di Eastwood che dire? E’ un vecchio che fa il vecchio e che ormai sa fare solo il vecchio incazzato. Come se non basasse è ancora vivo il ricordo di Moneryball, uno dei migliori film della passata stagione.

Le belve
di Oliver Stone
con Blake Lively, John Travolta, Aaron Johnson, Salma Hayek
Thriller, 131 min., Usa, 2012
* ½

Un pastrocchio postmoderno dove si possono avvertire riferimenti a Jule e Jim, Traffic, The Beach, Pulp Fiction e chi più ne ha più ne metta. Tedioso, per nulla adrenalinico, prevedibile. E dal finale imbarazzante.

mercoledì 20 marzo 2013

Remember Us. Amores Perros, Bella in rosa, Sacco a pelo a tre piazze

Amores Perros
di Alejandro Gonzalés Inarritu
con Gael Garcia Bernal, Alvaro Guerrero, Goya Toledo
Drammatico, 153 min., Messico, 2000
****

Uno degli esordi più folgoranti che mi sia mai capitato di vedere. Tre storie ben calibrate, interessanti, si intrecciano alla perfezione e compongono un’opera organica che sottende argomenti di critica sociale (sceneggiatura di Guillermo Arriaga). Filo conduttore: i cani. Avete il coraggio di storcere il naso? Guardatelo, e vi ricrederete.

Bella in rosa
di Howard Deutch
con Molly Ringwald, Jon Cryer, Andrew McCarty
Commedia, 96 min., USA, 1986
*** ½

Questa commedia americana è perfetta per immergersi nel mood degli USA anni Ottanta. Colori sgargianti, spalline imbottite, una deliziosa Molly Ringwald, un superbo Jon Cryer (che ora è il formidabile Alan di “Due Uomini e Mezzo”), un fiume di stereotipi in contrapposizione (ricchi vs poveri, belli vs brutti, automuniti vs appiedati, feste in vs feste out) e una generazione di liceali confusa al punto giusto.

Sacco a pelo a tre piazze
di Rob Reiner
con John Cusack, Daphne Zuniga, Anthony Edwards
Commedia, 100 min., USA, 1985
***

Per chi ha voglia di una commedia romantica on the road dove la ragazza ricca e inquadrata e il ragazzo un po’ sconclusionato, ma furbo e dal cuore d’oro, prima non si sopportano e poi si innamorano. Vi sembra banale? In questo film non lo è. Altro documento socio-antropologico del cinema USA sulla gioventù anni Ottanta, nonché uno dei pochi film decenti con John Cusack come protagonista.

lunedì 11 marzo 2013

Nuova recensione Cineland. Spring Breakers di H. Korine


Fai partire il video seguente, ascoltane qualche secondo e poi, sempre a video acceso, leggi la recensione. Quando hai finito, pensa per un attimo alla tua vita, rifletti su di essa e guarda il video finale. Solo così potrai carpire l'essenza del film.




Spring Breakers – Una vacanza da sballo
di Harmony Korine
con Vanessa Hudgens, James Franco, Selena Gomez, Ashley Benson, Heather Morris, Rachel Korine
Drammatico, 94 min., USA, 2012

Tu noi sai perché sei seduta nell’aula di un campus universitario a far finta di ascoltare una lezione sui diritti dell’uomo. E invece eccoti qua, e non puoi fare altro che pensare che ormai si avvicina la pausa primaverile e che vuoi andare a tutti i costi in Florida allo Spring Break perché tutti ci vanno e tutti si divertono un sacco e conoscono un sacco di gente. Ma c’è un piccolo problema: ti mancano i soldi. In un anno tu e le tue amiche avete messo da parte solo 300 dollari che non bastano neanche per una notte in albergo e allora pensi che l’unica soluzione sia quella di fare finta di essere in un film e fare una rapina, magari incappucciate e armate con quelle pistole ad acqua che spesso usate per spruzzarvi tequila in bocca quando la sera fate baldoria con l’erba e la coca che vi fanno andare su di giri e che vi fanno pensare a come sia monotona la vostra vita, come sia prevedibile, e a come sarebbe bello movimentarla un po’ per non essere più così sfigate. Lo Spring Break è l’evento perfetto. Lì trovereste gente come voi. Gente simpatica, che si vuole divertire, che per qualche giorno vuole solo conoscere gente nuova. Gente più interessante di quella del campus. E tu finalmente potresti toglierti la maschera da brava ragazza per farti vedere per quella che sei realmente. Magari potresti perdere la verginità con un bel ragazzo, o anche con una ragazza. Magari ti potresti ubriacare tutti i giorni, essere perennemente strafatta, partecipare a un concerto sulla spiaggia dove la gente balla nuda e sudata, farti sniffare la coca tra le chiappe da uno sconosciuto, farlo rizzare ogni giorno a un tipo diverso senza dargliela, andare in prigione. E poi potresti diventare la donna di un pezzo grosso, magari uno che gestisce un traffico di stupefacenti talmente ampio da avere un sacco di soldi, di armi, di vestiti firmati. Con lui ti sentiresti protetta e importante, perché lui sarebbe come uno Scarface moderno che però ha un cuore d’oro: a bordo piscina avrebbe un pianoforte con cui cantarti “Everytime” di Britney Spears, la tua canzone d’amore preferita, non tante guardie del corpo vestite di nero con i mitra a tracolla. Le tue amiche sarebbero lì con te, così belle con i loro corpi ancora un po’ acerbi coperti solo da bikini e impreziositi da orecchini Hello Kitty. Forse qualcuna di loro potrebbe avere un po’ di paura a lasciarsi andare e vorrebbe tornare a casa. Ma non avrebbe capito che è ora di farla finita con il mondo patinato della Disney e delle preghiere in chiesa. Qui si tratta di fare il salto, di maturare, di diventare donne. E se per farlo bisogna uccidere e uccidersi facendo implodere tutta la cultura che c’è in te e intorno a te, non ci sono problemi. L’importante è imparare giorno dopo giorno a “fottersi di paura”, con il solo obiettivo di diventare forti e trovare il coraggio di essere veramente indipendenti e liberi. Niente più ansie. Solo tanto divertimento.

Spring Break… per sempre!



Voto: 3 su 5

(Film visionato il 7 marzo 2013)

giovedì 7 marzo 2013

Nuova recensione Cineland. Anna Karenina di J. Wright

Anna Karenina
di Joe Wright
con Keira Knightley, Aaron Johnson, Jude Law, Matthew Macfayden
Drammatico, 130 min., Gran Bretagna, Francia, 2012

Nonostante le smorfie di una Karenina/Knightley non completamente nella parte e di un Vronsky/Johnson poco affascinante (c’è chi obietterà che l’amore non risponde a logiche legate all’estetica e alla razionalità), il film di Joe Wright non snatura il messaggio dell’opera tolstoiana (smascherare le ipocrisie della società russa della seconda metà dell’Ottocento) presentandolo con notevole maestria tecnica e ottimo ritmo: la passione amorosa che lega i due protagonisti è come la luce di un treno che corre veloce nella neve travolgendo tutto quello che trova davanti a sé (le convenzioni sociali e la stessa protagonista).

Tutto questo è possibile grazie alla coraggiosa scelta di ambientare parte della vicenda all’interno di un teatro, servendosi di scenografie mutanti e movimenti di macchina che enfatizzano il crescendo drammatico degli avvenimenti.

Peccato che i due protagonisti non siano riusciti a veicolare adeguatamente il sentimento della passione amorosa più travolgente (attualizzando, la tensione sessuale). Solo così la rappresentazione sarebbe stata davvero memorabile. Buono il contrappeso della storia parallela tra Konstantin e Kitty, nota dolce che celebra il valore sovversivo di una vera scelta d’amore.

Voto:  3 ½ su 5

(Film visionato il 2 marzo 2013)
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