martedì 24 aprile 2012

Novità da Blockbuster. Cosa vedere e cosa no

Da vedere

Hunger
di Steve McQueen
con Michael Fassbender, Liam Cunningham, Stuart Graham
Drammatico, 96 min., Gran Bretagna, Iralanda, 2008
****

La costruzione delle scene esalta la vicenda carceraria di Bobby Sands, leader dell’IRA, che giunse alla morte in seguito ad uno sciopero della fame. Perché lo fece? McQueen lo spiega grazie alla prova estrema ed estremamente fisica di un Fassbender in stato di grazia e alle geometrie rese da magnifiche inquadrature che sono il correlativo oggettivo dell’oppressione carceraria. In uscita nelle sale italiane in questi giorni. Da non perdere.

La Talpa
di Tomas Alfredson
con Gary Oldman, Colin Firth, Kathy Burke, David Dencik
Spionaggio, 127 min., Gran Bretagna, Francia, Germania, 2011
***1/2

Tecnicamente impeccabile, delicato nella sua perfezione e ottimamente recitato, questo film ci fa venire in mente opere recenti come Munich (S. Spielberg, 2005) e Le vite degli altri (F. H. von Donnersmarck, 2005). La talpa regge indubbiamente il confronto ma la storia, da ricostruire (come si conviene per un film di questo tipo), è fin troppo ingarbugliata nella sua sostanziale semplicità. Ce ne ricorderemo come di un magistrale esercizio di stile.

domenica 15 aprile 2012

Nuova recensione Cineland. A Simple Life di A. Hui

A Simple Life
di Ann Hui
con Andy Lau, Deanie Ip, Wang Fuli, Quin Hailu
Drammatico, 117 min., Hong Kong, 2011

Da sessant’anni, e per ben quattro generazioni, Ah Tao è l’amah (la domestica) di una famiglia di Hong Kong. Eccellente cuoca e provetta “padrona di casa”, Ah Tao ritrova Roger, figlio primogenito del padrone ormai defunto, dopo il ritorno di quest’ultimo dagli Usa. L’infarto subito dalla domestica farà in modo che Roger possa ripagare la sua “madrina” di tutto quello che negli anni lei ha fatto per lui, in un crescendo di reciproco affetto e riconoscenza.

Ann Hui colpisce con una storia sorprendente, profonda, delicata, complessa nella definizione della galleria dei personaggi che popolano l’opera e nella costruzione delle scene. Ogni movimento, e con esso ogni espressione (anche la meno percettibile), viene valorizzato dalla macchina da presa, tratteggiando e riempiendo di significato una realtà sociale che non è più solo quella dell’oriente, ma che si caratterizza per un alto grado di universalità.

Questo haiku in immagini ci fa dunque tornare alla mente Departures (Yojiro Takita, 2008), altro film capolavoro che come questo ha il merito di dimostrare come la vicinanza della morte possa servire a ritrovare la dolcezza e la pienezza di una vita trascorsa nell’affetto delle persone care.

Voto: 4/5

(Film visionato l’11 aprile 2012)

lunedì 9 aprile 2012

Nuova recensione Cineland. Cesare deve morire di P. e V. Taviani

Cesare deve morire
di Paolo e Vittorio Taviani
Docu-Fiction, Italia, 2012
Il “Giulio Cesare” di Shakespeare diventa il pretesto per riflettere sulla condizione dei carcerati e sui motivi che li hanno privati della libertà. Ignoranza, sete di potere (che nella contemporaneità è sete di denaro), vendetta sono i temi che avvicinano la rappresentazione del drammaturgo inglese alla vita di chi la mette in scena, abbattendo la barriera della finzione e spingendoci a credere che congiure e delitti si stiano realmente svolgendo nel carcere di Rebibbia.

La regia è ottima, la recitazione sorprendente, come pure l’intuizione del parallelismo. Peccato per quei momenti retorici (gli inutili commenti delle guardie, alcune considerazioni degli attori sulla loro vita) che spezzano la tensione narrativa (la compenetrazione tra passato e presente, tra recitazione e vita vera) e banalizzano il nobile intento dei fratelli Taviani: l’arte libera la mente di chi è imprigionato, ma aggrava la sua condizione di recluso poiché lo spinge a riflettere sui propri errori. Memorabili le presentazioni dei reclusi al casting iniziale.

Voto: 3,5 su 5

(Film visionato il 24 marzo 2012)

mercoledì 4 aprile 2012

To Rome with Love, il trailer del nuovo film di Woody Allen


A poco più di due settimane dall'uscita nei cinema italiani e dopo l'intervista a Flavio Parenti e le prime foto ufficiali, ecco il trailer di To Rome with Love, la nuova commedia di Woody Allen, fresco di vittoria agli ultimi Academy Awards per la miglior sceneggiatura originale con Midnight in Paris.

Girato nella nostra capitale la scorsa estate, Allen prosegue il suo viaggio nelle più importanti città europee che ha toccato Londra, Barcellona e Parigi e per la prima volta dopo sei anni torna anche a recitare.

Il film, che sarà suddiviso in episodi, racconta le vicissitudini di un gruppo di persone, in parte americani e in parte italiani, in parte turisti e in parte residenti, che intrecciano le loro storie e avventure in Italia.
Jesse Eisenberg è fidanzato con Greta Gerwig, la quale invita la sua migliore amica (Ellen Page) a trovarli a Roma, dopo che quest’ultima ha appena rotto con il fidanzato. Penelope Cruz è una bellissima prostituta che si ritrova coinvolta in un equivoco, mentre Roberto Benigni è un uomo comune che viene scambiato per una star del cinema, e non riesce a trovare più pace, tanto che persino radersi la barba per lui diventa un evento da seguire in diretta. Woody Allen rivestirà invece il ruolo di un padre che arriva in Italia per conoscere il fidanzato della figlia, rispettivamente interpretati da Flavio Parenti e Alison Pill.
Nel cast anche Antonio Albanese, Ornella Muti e Riccardo Scamarcio.

To
Rome with Love uscirà in Italia il 20 aprile.

venerdì 23 marzo 2012

Quarant'anni con Dante per la Salerno Editrice


Quest'anno la Salerno Editrice celebra il quarantennale della sua fondazione intensificando l'impegno sul fronte degli studi danteschi, al punto che la Società Dante Alighieri ha organizzato ieri giovedì 22 marzo a Roma un convegno sulla sua attività, considerata ormai un punto di riferimento imprescindibile per gli studi in materia.

La Salerno, che ha al suo attivo circa 900 titoli pubblicati per un totale di 1.400 volumi, sul fronte degli studi danteschi vanta opere straordinarie come il Censimento e l'Edizione Nazionale dei Commenti danteschi, la Biblioteca storica dantesca, la Rivista di studi danteschi, diretta dal suo presidente, Enrico Malato, e lavora alla monumentale Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante.

"La sola rivista, semestrale, fondata nel 2001, ha fatto vedere la luce a 220 volumi, pari a 500 pagine l'anno", ha dichiarato Malato, sottolineando poi che "ogni anno sono pubblicati nel mondo da 1.000 a 1.500 contributi critici sull'opera di Dante, escludendo la scolastica e i testi divulgativi. La Divina Commedia e' l'opera piu' tradotta e stampata in lingua inglese dopo la Bibbia".
Un lavoro fondamentale quindi, anche se faticosissimo, raccogliere tutti questi studi ed è appunto ciò che sta facendo la Salerno con il Censimento dei commenti danteschi, che raggiungerà i 75 volumi, per un totale di 200 tomi, e del quale sono stati gia' pubblicati 11 volumi, pari a 30 tomi.
"Nei secoli i commenti sulla Divina Commedia sono centinaia, basti pensare che il primo risale al 1322, scritto dal figlio del poeta, Jacopo Alighieri, l'anno dopo la morte del padre. Già dalle metà del '700 si parlava di tradurre e raccogliere tutti i commenti e noi lo stiamo realizzando. Abbiamo inziato negli anni '90 del secolo scorso", sottolinea Malato.

L'opera sconta la prima, forse la principale difficoltà nel riproporre i testi di Dante, ovvero l'assenza di un manoscritto originale capace di testimoniare la lezione autentica voluta dall'autore. Tutte le edizioni furono stampate a partire da copie realizzate a mano, quindi contenenti errori, elisioni e modifiche dei copisti.
Insomma, malgrado esistano 700 anni di commenti alla Divina Commedia ed alle altre opere di Dante, per nessuna abbiamo piena certezza del testo originale.
"La filologia dantesca deve quindi, anzitutto, accertare la lezione di Dante, poi passare al commento, a un commento aggiornato, moderno, che raccolga tutte le problematiche affrontate in questi 700 anni", spiega Malato, specificando che per la nuova versione della Divina Commedia farà riferimento a quella realizzata da Giorgio Petrocchi a metà degli anni '60 del secolo scorso, ovvero La Commedia secondo l'antica vulgata, pubblicata in quattro volumi tra il 1966 e il 1967.

I 40 anni dalla casa editrice segnano dunque una tappa fondamentale nella storia dell'Editoria di alta cultura umanistica in Italia. Attraverso il recupero e la riproposta in rigorose edizioni critiche di classici più e meno frequentati, la ricostruzione in grandi sintesi dei principali eventi della storia della cultura italiana ed europea, l'approfondimento di specifiche problematiche di critica letteraria, artistica, filosofica, storica, la Salerno Editrice ha dato un contributo importante al progresso della cultura italiana nel dopoguerra.
Per questi motivi, la Società Dante Alighieri "ha ritenuto di sollecitare l'attenzione dei propri soci e del pubblico internazionale sull'evento organizzando, insieme alle piu' insigni personalità della cultura italiana, un incontro per celebrare quanto è stato fatto in 40 anni di appassionato lavoro e insieme indicare le linee degli impegnativi programmi in fieri".

mercoledì 14 marzo 2012

Paradossi e limiti del TFA


Dopo anni di attesa e di selezioni bloccate, sono finalmente usciti i primi dati relativi ad un imminente concorso volto ad attivare 20.067 TFA sull'intero territorio nazionale.
Le regioni con il maggior numero di posti sono Lazio e Lombardia, con 3.285 e 2.807 tirocini attivabili a testa.

Per mettere in moto la macchina organizzativa servono però interventi volti ad assegnare i posti sulla base della classe d'insegnamento e dell'università ed è anche necessario definire il calendario delle prove, le regole per accreditare le scuole in cui i tirocini verranno svolti e il numero di insegnanti che potranno essere distaccati per indossare i panni dei tutor.
Nel frattempo le università si stanno atrezzando in vista del test d'ingresso, previsto per giugno 2012, necessario per accedere al tirocinio formativo ed ottenere così la conseguente abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, conseguita sino al 2008 attraverso le SSIS.
Tra settembre e ottobre, dopo le prove di selezione, partiranno i corsi TFA, al termine dei quali, all’inizio dell’estate 2013, le università conferiranno l’abilitazione a poco più di ventimila docenti.

E poi, cosa succederà a questi professori?

Dato che i posti sono stati calcolati sul fabbisogno, più o meno effettivo, delle scuole, si potrebbe pensare che essi spettino di diritto e in modo pressochè automatico ai nuovi docenti.
Così non è: all’immissione in ruolo su quei posti avranno diritto per metà gli iscritti alle graduatorie ad esaurimento e per metà i vincitori dei nuovi (o vecchi) concorsi.

È lo stesso equivoco in cui si trovano gli abilitati in scienze della formazione primaria che entrano nei corsi universitari a numero chiuso per una quantità di posti corrispondente al fabbisogno delle scuole, ma al cui accesso per l’immissione in ruolo hanno, tuttavia, diritto di precedenza altri (iscitti alle graduatorie ad esaurimento e idonei dei concorsi).

Quale futuro attende allora questi prossimi 20 mila abilitati?
Non potranno entrare nelle graduatorie ad esaurimento che, come dice il nome, sono chiuse.
Dovranno attendere un anno quando, nel 2014, usciranno le disposizioni per le supplenze. Con le iscrizioni nelle graduatorie per le supplenze entreranno nella II fascia, quella degli abilitati, potendo in tal modo essere chiamati per una supplenza annua (o fino al termine delle attività), però soltanto dopo che saranno nominati in supplenza gli iscritti delle GaE.
Oppure dovranno accontentarsi delle supplenze brevi conferite dai singoli istituti.

Nel frattempo, mentre frequentano i corsi TFA, potrebbe svolgersi il concorso ordinario al quale, in mancanza di abilitazione, rischiano di non poter partecipare.

venerdì 9 marzo 2012

Nuova recensione Cineland. Moneyball-L'arte di vincere di B. Miller

L’arte di vincere 
di Bennett Miller
con Brad Pitt, Jonah Hill, Robin Wright, Philip Seymour Hoffman
Drammatico, 126 min, USA, 2011

Gli Oakland Athletics sono una buona squadra di baseball che non può contare su importanti budget come quello a disposizione dei New York Yenkees. Al termine di una stagione sopra le aspettative il loro general manager Billy Beane (B. Pitt) viene addirittura costretto dalla società a cedere tre giocatori importanti e l’esigenza di rimpiazzarli è limitata dal bassissimo tesoretto a sua disposizione. È a questo punto che un incontro, quello con il neolaureato Peter Brand (J. Hill), lo mette in condizione di poter sovvertire questa problematica situazione. Brand, infatti, è un profondo conoscitore delle teorie di Bill James, secondo le quali non servono i soldi per vincere ma bastano solo i giusti giocatori con le giuste medie (di battuta, di ricezione, ecc.) nei giusti ruoli. Gli Oakland Athletics costruiti in base a calcoli economici e matematici riusciranno nell’impresa di vincere il loro girone e magari l’intero campionato?

Contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare Moneyball (questo il titolo originale) è un film che parla di baseball inquadrando il diamante di gioco il meno possibile. La narrazione si concentra sui “dietro le quinte” dell’ambiente, focalizzando l’attenzione sulla metafora sportiva che scandisce la vita del protagonista. Beane, interpretato da un ottimo Pitt, è un perdente che insegue un’utopia. La sua “asticella”, come lui la definisce, è la vittoria del campionato e ogni mezzo è lecito per superarla: dove non arrivano i soldi e la bravura dei giocatori può arrivare il calcolo (in questo caso matematico), la fantasia e la dedizione. L’insoddisfazione e la scaramanzia sono le sue compagne di vita (le motivazioni che ne stanno alla base sono descritte magistralmente), gli attacchi d’ira la sua valvola di sfogo, le limitate risorse il suo pungolo. Il più vincente dei perdenti ci aiuta, finalmente senza retorica, a ragionare non solo sul mondo dello sport (dove quasi sempre vince il più ricco) ma anche sull’esigenza di fare, prima o poi, i conti con se stessi.

Voto: 4 su 5

(Film visionato il 22 febbraio 2012)
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