martedì 20 marzo 2018

Registi di Parma



Prossimamente su questi schermi le interviste ai registi emergenti di Parma.

Ci sono infatti storie di dedizione, passione e abilità che sentiamo l'esigenza di portate alla luce. C’è chi sta riuscendo a fare delle immagini in movimento una professione e chi ancora no. Tutti però sono accomunati dal fatto di aver messo il loro tempo libero, il loro impegno e le loro finanze a servizio della settima arte. Spesso non per averne un ritorno, ma semplicemente per passione. 



È a questo che si apre il blog: al coraggio di filmmaker che cercheremo di conoscere meglio attraverso le loro risposte su influenze culturali, modus operandi e ambizioni che li guidano nel loro percorso di crescita e maturazione dietro la macchina da presa.


Coming soon... intervista ad Emanuele Valla.

giovedì 8 marzo 2018

Nuova recensione Cineland. Il filo nascosto (Panthom Thread) di Paul Thomas Anderson)



Il filo nascosto (Panthom Thread) 
di Paul Thomas Anderson 
con Daniel Day-Lewis, Lesley Manville, Vicky Krieps, Brian Gleeson 
Drammatico, 130 min., USA, 2017 

Il solito P.T. Anderson. Film potenzialmente memorabile vanificato da un finale improponibile. Così come era accaduto con Il petroliere (There Will Be Blood, 2007) e The Master (2012) ci troviamo di fronte ad un rigore ed un’abilità tecnica davvero ragguardevoli, interpreti praticamente perfetti ma una sceneggiatura non di pari livello. Si parla di un particolare rapporto uomo/donna che regge, nonostante dialoghi smaccatamente didascalici, fino a tre quarti di pellicola. Poi il regista lascia spazio, come da sua abitudine, ad un finale grottesco, stridente, che vanifica il pathos che ci aveva tenuto incollati allo schermo. Gli echi bergmaniani (il fantasma della madre, le tensioni esistenziali) che ci avevano fatto ben sperare si infrangono così, ancora una volta, sulla scelta del regista di non farsi aiutare da uno sceneggiatore. 
Peccato. 

Voto: 3 ½ su 5 

(Film visionato il 7 marzo 2018)

lunedì 26 febbraio 2018

Nuova recensione Cineland. La forma dell'acqua - The Shape of Water di Guillermo del Toro



La forma dell’acqua – The Shape of Water 
di Guillermo del Toro 
con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Octavia Spencer 
Fantascienza/Sentimentale, 119 min., USA, 2017 

Un Leone d’oro e 13 candidature agli Oscar. Certo, le statuette dorate non sono più (a dire il vero non lo sono mai state fino in fondo) un termometro affidabile, ma sicuramente possono dare un’indicazione sullo stato di salute del Cinema. Il film è ottimamente diretto e interpretato (Shannon su tutti), come puntuali sono le atmosfere e la ricostruzione storica (anni Sessanta). Ciò che non funziona fino in fondo, è dura ammetterlo, è la storia. 

Ci troviamo ancora una volta di fronte ad un delirio citazionistico che fa furbescamente l’occhiolino un po’ a tutto il pubblico: spettatori alle prime armi (“Guarda quanto ne sa del Toro, che inserisce tanti spezzoni di vecchi film!”), critici cinematografici (“Interessante la metafora sull’amore per il cinema: la creatura non umana rimane immobile davanti alla magia delle immagini in movimento”), cinefili (“Interessante la riscoperta del musical da parte di Del Toro, per non parlare del finale che ricorda l’Atlante di Jean Vigo”). 
Il resto è una storia già vista e rivista che oscilla tra Free Willy e The Artist, E.T. e La bella e la bestia. Recenti le accuse di plagio: Davi Zindel ha depositato una causa per violazione del diritto d’autore perché sostiene che La forma dell’acqua sia la copia di Let Me Hear You Whisper, opera del padre Paul. 

Voto: 3 ½ su 5 

(Film visionato il 24 febbraio 2018)

martedì 30 gennaio 2018

Nuova recensione Cineland. Chiamami col tuo nome (Call Me By Your Name) di Luca Guadagnino


Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name) 
di Luca Guadagnino 
con Timothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stuhlbarg, Amira Casar 
Drammatico/Sentimentale, 132 min., Ita/Fra/Bra/USA, 2017 

Film piacione, dove tutto concorre a fare l’occhiolino allo spettatore. Anni Ottanta, famiglia benestante, villa in campagna, i giovani, i loro corpi e le loro pulsioni, la natura verdeggiante della provincia d’estate. Siamo sempre al solito discorso: se questa storia d’educazione sentimentale fosse stata ambientata a Quarto Oggiaro non avrebbe avuto lo stesso effetto. 

E invece ci facciamo avviluppare da una storia d’amore universale, seppur semplice (siamo ben lontani da Brokeback Mountain), che ci ricorda le nostre estati da giovani inquieti, i nostri primi amori. E pazienza se ci sono scene al limite del kitsch e momenti inutilmente didascalici. 
Guadagnino si dimostra un ruffiano di stile

Voto: 3 ½ su 5 

(Film visonato il 27 gennaio 2018)

giovedì 18 gennaio 2018

Nuova recensione Cineland. Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri) di Martin McDonagh


Tre manifesti a Ebbing, Missouri 
(Three Billboards Outside Ebbing, Missouri) 
di Martin McDonagh 
con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell 
Drammatico, 115 min., USA/UK, 2017 

Tutto è portato all’eccesso. Nella sua sceneggiatura e nella regia McDonagh non alza mai il piede dall’acceleratore e il risultato finale ne risente. Nonostante l’ottimo inizio, la buona recitazione di tutti gli interpreti e il finale azzeccato. Ciò che non convince sono i dialoghi fin troppo forzati (qua e là penalizzati dalla traduzione in italiano), l’eccessiva linearità della narrazione e del montaggio e la caratterizzazione dei personaggi, ai quali manca spontaneità

Troppi elementi tradiscono l’urgenza del regista di raccontare narrativamente e visivamente mettendo in mostra il proprio patrimonio di immagini e monologhi stranianti, perturbanti. Ambientazione e tematiche avrebbero richiesto maggiore sobrietà ed una migliore calibratura degli elementi in gioco. Un peccato, perché la storia rimane comunque molto interessante e i temi trattati di una rilevanza non comune. 

Voto: 3 ½ su 5 

(Film visionato il 17 gennaio 2018)

mercoledì 13 dicembre 2017

Nuova recensione Cineland. The Square di Ruben Ostlund


The Square 
di Ruben Ostlund 
con Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominc West, Terry Notary 
Commedia/Drammatico, 142 min., Svezia/Danimarca/USA/Francia, 2017 

Tipico esempio di film nordico da festival. E infatti ha vinto la Palma d’oro all’ultimo festival di Cannes. Ma cosa intendo esattamente con la assolutamente generica e semplicistica denominazione “film nordico”? Non un’opera alla Carl Theodore Dreyer, non un film alla Bergman e neppure alla Lars von Trier. Nel caso di Ostlund tornano alla mente le tematiche e certe atmosfere di Susanne Bier (In un mondo migliore, 2010), Roy Andersson (Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, 2014), Aki Kaurismaki (Miracolo a Le Havre, 2011). 
Significa che una vera e propria storia (in senso hollywoodiano) non c’è. Ci sono delle ramificazioni, delle divagazioni rispetto alla storia principale che viaggiano su binari che sembrerebbero morti. Siamo spinti a pensare ad un errore, ad un’inutile spreco di forze, e invece questo è un modo peculiare per indagare la natura umana
La commedia si fa cupa, le scelte del protagonista risultano sconclusionate e discutibili: così facendo nello spazio di due ore e mezza vengono toccate moltissime tematiche contemporanee e universali come il potere dei media, le contraddizioni dell’arte, le differenze sociali e culturali, le pericolose derive della nostra società. Detta così, sembrerebbe un capolavoro. E invece viene trattato tutto in modo un po’ troppo asettico e (falsamente) cervellotico. Un’opera notevole, certo, che manca però di quel tocco di poesia che la avrebbe resa indimenticabile

Voto: 3 ½ su 5 

(Film visonato il 9 dicembre 2017) 



martedì 28 novembre 2017

Nuova recensione Cineland. Detroit di Kathryn Bigelow


Detroit 
di Kathryn Bigelow 
con John Boyega, Will Poulter, Algee Smith, Jacob Latimore, Jason Mitchell 
Drammatico, 143 min., USA, 2017 

Grande Cinema, davvero. A partire dall’inconsueto e interessantissimo inizio, passando per lo svolgimento e fino al bel finale la tensione narrativa non cala mai e le immagini sono ciò che di migliore a livello tecnico abbiamo visto non solo in questa stagione ma addirittura negli ultimi anni. 

La Bigelow sceglie inquadrature e movimenti di macchina in modo praticamente perfetto. Dettagli, primissimi piani, riflessi di luce su volti e oggetti sono la punteggiatura che dà ritmo a questo film, aumentando la drammaticità o l’epicità delle scene in modo saggio e calibrato. Per questa ragione, e per le ottime interpretazioni degli attori impiegati, siamo senza ombra di dubbio ad un film che ridimensiona il livello di certe pellicole e serie tv recentemente esaltate. 

Voto: 4 ½ su 5 

(Film visionato il 24 novembre 2017)

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