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giovedì 17 aprile 2014

Remember Us. L'enigma Kaspar Hauser, Searching for Sugar Man, Il ladro di orchidee


L’enigma di Kaspar Hauser (Jeder für sich und Gott gegen alle) 
di Werner Herzog 
con Bruno S., Walter Ladengast, Brigitte Mira 
Drammatico, 106 min., Gemania, 1974 
***** 

Norimberga, 1824. Un giovane che non sa parlare e camminare viene abbandonato nella piazza di Norimberga. Ha una lettera nella sua mano e sa solo scrivere il suo nome: Kaspar Hauser. Dapprima la cittadina lo aiuta, ma poi lo sfrutta come fenomeno da baraccone per fargli ripagare gli sforzi economici fatti per mantenerlo. Kaspar verrà infine adottato da un medico che lo aiuterà a civilizzarsi, scoprendo in lui un animo sensibile e pieno di fantasia. Ma Kaspar verrà assassinato. 
Piccola grande opera incentrata su un personaggio atipico, che con la sua purezza riesce a smascherare le convenzioni della società “civilizzata”. Misurato, a tratti struggente. Il capolavoro di Herzog.



Searching for Sugar Man 
di Malik Bandjelloul 
Documentario, 86 min., Svezia, GB, 2012 
**** 

Sixto Rodriguez, cantautore statunitense d’origini messicane, incide tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta due album amati dagli addetti ai lavori ma non dal pubblico. In difficoltà economiche, continua dunque a lavorare come operaio. Ma, a partire dalla metà degli anni Settanta, a sua insaputa, grazie al passaparola la sua musica diventa famosissima in Suda Africa e Oceania. Non essendo mai stato intervistato, negli stati dove le sue canzoni sono ormai dei cult cominciano a diffondersi strane leggende sul suo conto, come quella per la quale Rodriguez si sarebbe sparato alla testa durante un concerto. Invece Sixto è vivo e vegeto, ma ancora impegnato a lavorare come operaio nei cantieri edili. Grazie ad un critico musicale messosi sulle sue tracce, Rodriguez riuscirà ad assaporare il successo che non aveva mai avuto. 
Sembra proprio un trama da film di fiction questa bellissima storia vera che si conclude con un’intervista a Rodriguez nella sua casa di Detroit, grazie alla quale apprendiamo che l’insuccesso non gli è mai pesato, che ha sempre cantato per amore della vita e che ha sempre vissuto in condizioni umili donando addirittura i proventi dei suoi ultimi fortunatissimi concerti ai parenti in difficoltà. Le sue stupende canzoni ci accompagnano per tutta l’opera facendoci capire quanto la vita possa prendere strade alternative rispetto ai nostri veri talenti. Rodriguez sembra non essersene mai disperato. Un esempio che ridimensiona le capacità di certi osannati cantanti contemporanei.

Il ladro di orchidee (Adaptation) 
di Spike Jonze 
con Nicolas Cage, Meryl Streep, Chris Cooper, Brian Cox 
Commedia, Drammatico, Thriller, Biografico, 114 min., USA, 2002  
*** ½ 

Durante le riprese di Essere John Malkovich, lo sceneggiatore Charlie Kaufman (Cage) si trova ad affrontare una forte crisi creativa proprio nel momento in cui gli è stato commissionato l’adattamento del Ladro di orchidee, romanzo che parla dell’incontro tra la giornalista del «New Yorker» Susan Orlean (Streep) e del ladro di fiori rari John Laroche (Cooper). Per uscire dall’impasse, stimolato dal gemello Donald (ancora Cage), Charlie decide di conoscere personalmente Susan, ma scoprirà verità pericolose. 
Lo sceneggiatore Charlie Kaufman (sì, stesso nome dello sceneggiatore del film interpretato da Cage) si è divertito a creare un film che punta tutto sul meccanismo della mise en abyme e che sfrutta il tema del doppio (i gemelli hanno personalità opposte e complementari) per far cambiare ritmo e stile all’opera in corsa: quando prevale la personalità di Charlie stiamo nel drammatico, mentre quando prende piede il gemello Donald l’opera si trasforma in un thriller. Film atipico che piace più (o solo?) a gli appassionati di cinema.

venerdì 4 aprile 2014

Remember Us. Vite vendute, Woyzeck, Contagion



Per la visione di Vite vendute ringraziamo il Cinema D’Azeglio di Parma e i suoi sponsor, che con la rassegna “France Cinéma – I maestri del cinema francese dal dopoguerra alla Nouvelle Vague” (responsabili del progetto Luigi Lagrasta, Roberto Campari, Giovanni Cossio, Michele Guerra e Jean Fracchiolla) riportano nella nostra ormai stanca cittadina un po’ di cultura aperta a tutti.

Vite vendute (Le salaire de la peur) 
di Henri-Georges Clouzot 
con Yves Montand, Charles Vanel, Folco Lulli, Peter van Eyck 
Avventura, Drammatico, 131 min., Francia, Italia, 1953 
*** ½ 

In una località dell’America Centrale, quattro uomini scappati dal proprio passato – due francesi (Montand e Vanel), un italiano (Lulli) e un tedesco (Van Eyck) – hanno l’opportunità di guadagnare duemila dollari trasportando con due camion un carico di nitroglicerina fino ad un pozzo di petrolio da far saltare. La missione è quasi impossibile: strade accidentate, imprevisti, caldo, freddezza da mantenere anche nelle situazioni più estreme. Chi sopravviverà? 
Clouzot adatta l’omonimo romanzo di Georges Arnaud per un’opera che fa della suspense e della tensione le sue principali caratteristiche. Montaggio alternato, funi che lentamente si spezzano, passerelle sospese nel vuoto che rischiano di non reggere al peso dei camion, pozze di petrolio da superare o macigni da far saltare perché intralciano la strada. Questi sono solo alcuni degli espedienti che Clouzot utilizza per tenerci efficacemente incollati allo schermo. Certo, bisogna ammettere che riguardo le scene di “vita di tutti i giorni” abbiamo conosciuto sceneggiature più moderne anche in film maggiormente datati e che spesso la recitazione degli attori risulta un po’ troppo sopra le righe, ma la dimensione avventurosa trattata in modo quasi neorealista funziona e ne fa un film sui generis sicuramente da vedere. William Friedkin ha realizzato un remake nel 1977 dal titolo Il salario della paura (Sorcerer) (qui la recensione).

Woyzeck 
di Werner Herzog 
con Klaus Kinski, Eva Mattes, Wolfgang Reichmann 
Drammatico, 75 min., Germania, 1979 
*** 

Woyzeck (Kinski) è un soldato di guarnigione che ha un figlio dalla sua amante Maria e, per mantenerlo, svolge lavori per il capitano e per il dottore del paese che lo sottopone a esperimenti estremi. Esausto nel corpo e nello spirito, quando Woyzeck viene per puro caso a conoscenza di un tradimento di Maria perde la testa e l’accoltella. 
Herzog traspone in immagini un dramma incompleto di Geog Büchner affidando a Kinski buona parte del lavoro. Ne esce dunque un film riuscito più nell’aria allucinata del protagonista che nella tensione e le motivazioni che portano al fatto di sangue. L’unico aspetto interessante sotto il profilo registico è il rapporto tra l'assassino, la vittima e la Natura.

Contagion 
di Steven Soderbergh 
con Marion Cotillard, Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet 
Thriller, Fantascienza, 106 min., USA, 2011 
** ½ 

Beth (Paltrow), donna d’affari adultera, porta un virus letale da Hong Kong a Minneapolis ed è la prima vittima di un’epidemia che si diffonde senza freni su tutto il globo mietendo milioni di vittime. Mentre nei centri di prevenzione e controllo si cerca una cura, il marito di Beth (Damon) cerca di salvare la figlia scoprendosi immune e un blogger (Law) tenta di fare soldi vendendo una cura omeopatica fasulla.
Non sono i soli co-protagonisti di un'opera che si caratterizza per la precisione delle inquadrature e della fotografia (Peter Andrews, pseudonimo dietro il quale si cela lo stesso Soderbergh). A conti fatti, però, il film risulta come una sala operatoria: freddo e asettico. Non mancano le accuse ad una società votata al profitto anche in occasione di emergenze planetarie, ma troppi passaggi sono scontati e molte tematiche lasciate in sospeso.
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