giovedì 31 marzo 2016

Nuova recensione Cineland. Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson


Anomalisa 
di Charlie Kaufman e Duke Johnson 
Animazione, 90 min., USA, 2015 

L’operazione “Anomalisa” è indubbiamente interessante perché ci fa riflettere non solo sull’opera ma anche su cosa ci sta dietro. Kaufman l’ha scritta e diretta avendone pieno controllo, da una parte grazie alla piattaforma Kickstarter che gli ha permesso di raccogliere fondi per la realizzazione e dall’altra ricorrendo alle cosiddette “marionette”. 

Infatti, se il crowdfunding gli ha permesso maggiore indipendenza dalle logiche di mercato, lo stop-motion ha fatto esprimere al suo massimo grado una storia di matrice teatrale piena di metafore e simbologie ma in fin dei conti esile e prevedibile

Rimaniamo così incantati dalla perfetta recitazione dei protagonisti di plastilina (loro sì che avrebbero meritato l’Oscar) e da una messa in scena dove tutto è studiato, per un risultato finale assolutamente iperrealistico

Ma è proprio questa estrema precisione a rendere fredda la narrazione e a spezzare quella magia che il Cinema ci ha spesso regalato: farci pensare, una volta ogni tanto, che la nostra natura non è poi così corrotta. 

Voto: 2 ½ su 5 

(Film visionato il 26 marzo 2016)  

mercoledì 16 marzo 2016

Nuova recensione Cineland. 1981: indagine a New York (A Most Violent Year) di J.C. Chandor


1981: indagine a New York (A Most Violent Year) 
di J.C. Chandor 
con Oscar Isaac, Jessica Chastain, David Oyelowo, Alessandro Nivola 
Thriller, 125 min., USA, 2014 

Abel Morales (Isaac) gestisce un’azienda di carburanti nell’anno più violento della storia di New York. I suoi camion cisterna vengono presi d’assalto e rivenduti ai concorrenti, che con lui fanno finta di nulla. Abel avrebbe le carte in regola per completare l’acquisto di un’area fondamentale per espandere il suo business, ma l’obiettivo rischia di non essere raggiunto per le troppe avversità. 

Chandor scrive una storia esile ma la dirige in modo tecnicamente sapiente, aiutato dalle ottime prove di Isaac e della Chastain. Il risultato finale per molti non sarà memorabile, ma la storia di un uomo che cerca di raggiungere i suoi obiettivi con così tanta determinazione finisce per scalfire qualsiasi corazza d’indifferenza. 

Inconcepibile la traduzione del titolo in italiano. 

Voto: 3 su 5 

(Film visionato il 7 marzo 2016) 

lunedì 14 marzo 2016

Nuova recensione Cineland. Ave, Cesare! (Hail, Caesar!) di Joel ed Ethan Coen


Ave, Cesare! (Hail, Caesar!) 
di Joel ed Ethan Coen 
con Josh Brolin, George Clooney, Ralph Fiennes, Jonah Hill, Scarlet Johansson 
Commedia, 106 min., USA, 2016 

Eddie Mannix (Brolin) è un fixer, ovvero un “signor Wolf” degli studios hollywoodiani incaricato di risolvere i problemi legati alla produzione di film (capricci delle star, scandali, problemi legati alla produzione ecc.). Durante la lavorazione di una pellicola incentrata sulla figura di Gesù, viene rapito l’attore protagonista (Clooney) da un manipolo di sceneggiatori comunisti che vogliono rivendicare maggior considerazione per se stessi e per la causa. 

Mannix si destreggia tra le varie problematiche ostentando sicurezza e disinvoltura, ma anche solo l’aver infranto una stupida promessa alla moglie (smettere di fumare) lo mette a dura prova nel suo intimo. È questa metafora sulla vita adulta che rende profondo un film dalla trama lineare e comprensibile, impreziosito da una ricostruzione della Hollywood anni Cinquanta che è uno spasso per i cinefili

I Coen proseguono sulla strada tracciata da A Serious Man, senza tralasciare un discorso spirituale/ideologico/religioso che qui ha il suo acme in un dibattito interreligioso memorabile

Voto: 3 ½ su 5 

(Film visionato il 12 marzo 2016)

domenica 6 marzo 2016

Il riflesso dell'ombra

lunedì 22 febbraio 2016

Nuova recensione Cineland. Il caso Spotlight di Thomas McCarthy


Il caso Spotlight 
di Thomas McCarthy 
con Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams 
Thriller, 128 min., USA, 2015 

Ricostruzione di una storia vera. E già in questo si celano due insidie. La prima: come rendere avvincente un evento che sappiamo già come andrà a finire? La seconda: come camminare sulla linea che separa la realtà dalla finzione senza sconfinare totalmente in una delle due parti? 

Il caso Spotlight, indubbiamente scritto e girato bene, è un’attenta prova di equilibrismo che, in quanto sobria e misurata, non ha quei guizzi che la rendono memorabile. La ricostruzione di ciò che accadde al Boston Globe è fin troppo lineare, senza pathos, senza sussulti, senza quella crescita interiore dei personaggi che è la molla di una narrazione appassionante. Sarà che il tema (la pedofilia nella Chiesa) è stato ed è copiosamente trattato, sarà che il “turning point” non è che una naturale evoluzione degli eventi. “Sono i fatti”, si potrà ribattere. Ma questo è un film, e un film dovrebbe rendere avvincente anche la realtà più banale

Voto: 3 su 5 

(Film visionato il 20 febbraio 2015)

lunedì 8 febbraio 2016

Nuova recensione Cineland. The Hateful Eight di Quentin Tarantino


The Hateful Eight 
di Quentin Tarantino 
con Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leight, Walton Goggins 
Western/Giallo, 167 min., USA, 2015 

Dialoghi magnetici. Questo è ciò a cui Tarantino ci ha abituato e questo è il fulcro attorno al quale ruota tutto The Hateful Eight. I personaggi sono chiusi in spazi ridotti (una carrozza, un emporio) e la tensione che ne esce è generata dalle parole, ancora più taglienti di un coltello, ancora più mortali di una pallottola. Il sangue non manca, come pure le pistole nascoste sotto i tavoli, ma questa volta Tarantino punta maggiormente sul mistero rispetto ai suoi lavori precedenti, sfruttando i meccanismi dell’enigma della camera chiusa. Ci sembra infatti di assistere alla trasposizione western di un romanzo giallo alla Agatha Christie, ovvero dove ci sono vittime assassinate da uno dei presenti, un Poirot che ricostruisce i fatti sulla base della logica, lo svelamento di ciò che è accaduto. 

È sicuramente l’opera più riuscita tra le ultime del regista, non solo per la tensione che riesce a creare ma anche per il carico di significati che mette in campo: il monologo di Samuel L. Jackson (egregio nella parte, come del resto Kurt Russell) supera di gran lunga il risultato dell’intero Django Unchained. 

Voto: 4 su 5 

(Film visionato il 6 febbraio 2016)

lunedì 25 gennaio 2016

Nuova recensione Cineland. Il figlio di Saul (Saul fia) di László Nemes


Il figlio di Saul (Saul fia) 
di László Nemes 
con Géza Röhrig, Levente Molnar, Urs Rechn, Sàntor Zsoter 
Drammatico, 107 min., Ungheria, 2015 

La telecamera segue da vicino Saul, prigioniero ungherese che fa parte dei Sonderkommando, ovvero coloro che nei campi di sterminio nazisti hanno l’incarico di accompagnare alle docce i deportati che verranno asfissiati col gas. Solo il suo volto è definito, tutto quello che lo circonda è sfocato, metafora dell’assuefazione e del distacco emotivo che domina nelle situazioni fisicamente ed emotivamente insostenibili: non c’è spazio per i sentimenti in un campo di sterminio, ognuno deve pensare per sé. Ma è proprio quando questo assunto sembra prendere il sopravvento che lo sguardo e il cuore di Saul si aprono alla vista di un ragazzino che è stato tanto forte da resistere alla doccia mortale. Spirerà poco dopo, e Saul cercherà tra mille difficoltà e pericoli di metterne al riparo la salma rivendicando per lui degna sepoltura alla presenza di un rabbino. 

La narrazione (storia e immagini, legate indissolubilmente) diventa una intensissima metafora sull’esigenza di dare uno scopo alla propria vita ormai segnata e sul senso di uno sterminio che aveva svuotato di significato non solo i corpi dei vivi ma anche quelli dei morti. Questi molteplici piani d’interpretazione sono ben avvertibili e, quel che è più importante, resi magistralmente grazie ad uno stile asciutto, onesto, preciso nella sua filologica rappresentazione di un avvenimento storico troppo spesso ricostruito con inutile sentimentalismo e retorica. 

Voto: 5 su 5 

(Film visionato il 22 gennaio 2016 al cinema Rosebud di Reggio Emilia)

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