Visualizzazione post con etichetta Steven Spielberg. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Steven Spielberg. Mostra tutti i post

mercoledì 4 aprile 2018

Nuova recensione Cineland. Ready Palyer One di Steven Spielberg


Ready Player One 
di Steven Spielberg 
con Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelshon, T.J. Miller 
Fantascienza, 140 min., USA, 2018 

Vorremmo dire che un film fatto interamente di effetti speciali non ci piace. Vorremmo avere la forza di parlare di delirio citazionistico, di effetto nostalgia (ormai usato e abusato). E invece tutte queste possibili critiche ci rimangono strozzate in gola. L’ultima opera di Spielberg, infatti, è un capolavoro di equilibrismo e di coerenza. 

A livello tecnico non possiamo dire nulla. Siamo infatti coscienti che un’opera ambientata nel futuro, che per di più si svolge per larghi tratti in una realtà virtuale, non poteva non essere realizzata con ampio uso di effetti speciali. 
A livello contenutistico troviamo tutta la filmografia del regista, sempre fedele ai suoi valori. L’adrenalina dell’avventura, il valore dell’amicizia, l’accettazione del diverso innervano una trama intelligente che prefigura un mondo non così distante (anno 2045), in cui il divario tra ricchi e poveri è sempre maggiore e le città sono sempre più inquinate. Le persone preferiscono dunque rifugiarsi nella realtà virtuale. Oasis, questo il nome della piattaforma, altro non è che un compendio di ciò che ci ha resi felici nell’infanzia: le strutture, le musiche e gli avatar che popolano i suoi mondi sono una grossa operazione nostalgia fatta di Atari, New Wave/Synth Pop, personaggi dei cartoni animati, monete da accumulare e oggetti/magie da utilizzare. 

Il divertimento è totale, anche se la storia sta a metà tra La fabbrica di cioccolato e i teen movie anni Ottanta alla Goonies. Ma è anche questo il bello del film. 

Voto: 4 su 5 

(Film visionato il 31 marzo 2018)

domenica 3 gennaio 2016

Nuove recensioni Cineland. Star Wars: Il risveglio della forza di J.J. Abrams, Irrational Man di W. Allen, Il ponte delle spie di S. Spielberg


Irrational Man 
di Woody Allen 
con Joaquin Phoenix, Emma Stone, Parker Posey 
Thriller, 96 min., USA, 2015 

Scordatevi le atmosfere, i dialoghi, la morale di Match Point. Irrational Man è un thriller sui generis, in cui la tensione e i significati delle situazioni vengono smorzati dall’ambientazione (un luminoso e verde campus studentesco) e dalla superficialità dei dialoghi. Potremmo trovare una chiave di lettura nella massima arendtiana “la banalità del male”, che la studentessa Jill Pollard (Stone) trova appuntata a matita su una copia di Delitto e castigo appartenente al professore di filosofia Abe Lucas (Phoenix). Purtroppo non è così, e anche questo ennesimo film di Allen cadrà nel dimenticatoio nonostante le ottime prove del solito perfetto Phoenix e della brava Stone. 

Voto: 3 su 5 

(Film visionato il 27 dicembre 2015)




Star Wars: Il risveglio della forza 
di J.J. Abrams 
con Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver 
Fantastico, 136 min., USA, 2015 

L’obiettivo (esplicito) era risvegliare l’interesse verso la saga, portare al cinema chi non l’aveva mai vista e riportare chi non se ne è perso un capitolo. J.J. Abrams non corre rischi e persegue lo scopo in modo fin troppo superficiale. L’imponente campagna pubblicitaria crea un’aspettativa sproporzionata rispetto a un film che sì, si rivela ottimo intrattenimento, ma non accontenta né i puristi né gli spettatori più esigenti. Ogni situazione è stata creata più per richiamare i simboli degli episodi precedenti (Millenium Falcon, spada di Luke, ecc.) e rassicurare il pubblico con l’“effetto nostalgia” che per rinnovare il genere (come invece hanno fatto Nolan con il Cavaliere Oscuro e Mendes con Skyfall). 

Voto: 2 1/2 su 5 

(Film visionato il 23 dicembre 2015)




Il ponte delle spie 
di Steven Spielberg 
con Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Alan Alda 
Storico/Thriller, 140 min., USA, 2015 

Il fatto che sia ispirato a fatti realmente accaduti non giustifica una trama così lineare, una superficiale caratterizzazione dei personaggi e le tonnellate di retorica filostatunitense che dobbiamo subire dall’inizio alla fine. Ancora una volta sono gli americani buoni, belli e animati dall’imparzialità e dalla rettitudine a doversi misurare con i russi doppiogiochisti, brutti e comunisti. Lo stucchevole Tom Hanks cerca di portarsi sulle spalle una storia di spionaggio già vista e rivista, completamente priva di tensione e con scene talmente telefonate da sfiorare il ridicolo. 

Voto: 2 su 5 

(Film visionato il 30 dicembre 2015)

martedì 29 luglio 2014

Novità da Blockbuster. Gravity di A. Cuaròn e Super 8 di J.J. Abrams

Gravity 
di Alfonso Cuaròn 
con Sandra Bullock, George Clooney 
Drammatico, Thriller, 90 min., USA, GB, 2013 
**** 

Inutile soffermarsi sull’analisi di una trama a conti fatti lineare. Quel che conta evidenziare è che lo spettatore si sente in un’altra dimensione e partecipa empaticamente alle vicissitudini spaziali della dottoressa Ryan Stone (S. Bullock), che dopo il disastro che ha colpito la sua stazione orbitante si trova a vagare nello spazio con l’unico desiderio di poter avvertire ancora una volta il magico effetto della forza di gravità. Eccezionale il risultato sullo schermo in 2D, figuriamoci in 3D. 7 gli Oscar vinti, prevalentemente in campi tecnici. Eravamo scettici. Dopo averlo visto abbiamo capito, nonostante qualcuno ne abbia svelato le imprecisioni.

Super 8 
di J.J. Abrams 
con Joel Courtney, Elle Fanning, Kyle Chandler, Ron Eldard 
Fantascienza, Avventura, 112 min., USA, 2011 
*** 

Estate 1979. Un gruppo di ragazzi dell’Ohio che sta girando un filmino horror in super 8 è testimone di un disastro ferroviario dal quale "qualcosa" fugge seminando il panico nella cittadina. Non ci stupisce che il produttore del film sia Steven Spielberg dato che ritroviamo molti dei temi (tecnici e narrativi) a lui cari già presentati in opere come Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), E.T. (1982), La guerra dei mondi (2005). E per noi “non più giovanissimi” cresciuti a pane e Goonies (ma si potrebbero citare anche Stand By Me e tutta quella selva di teen movie passati da Italia 1 nelle mattine d’estate) questo film è ancor più una ventata d’aria fresca perché, unendo spettacolarità a zuccherosi sentimenti, ci fa fare una viaggetto a ritroso nel tempo alla ricerca di un po’ di innocuo e disinteressato intrattenimento. Gli amanti del Cinema lo troveranno (a tratti) emozionante.

martedì 29 gennaio 2013

Nuova recensione Cineland. Lincoln di S. Spielberg

Lincoln
di Steven Spielberg
con Daniel Day-Lewis, Tommy Lee Jones, Sally Field, Joseph Gordon-Levitt
Biografico, 150 min., USA, 2012

L’inizio del film ci ha fatto temere il peggio. Guerra Civile con soldati che recitano a memoria i discorsi del Presidente presente in penombra e successiva scena all’interno della Casa Bianca con Lincoln che si accoccola di fianco al figlio minore dormiente. Poi, fortunatamente, il pericolo del solito-film-di-propaganda-USA-melenso-e-prevedibile viene sfatato. L’ottima sceneggiatura di Tony Kushner (è vero che il Presidente sognava spesso una nave e che intratteneva gli interlocutori con aneddoti; è vero che Thadeus Stevens chiamava “rettili” gli avversari politici) si concentra infatti sul pragmatismo politico del 16° Presidente degli Stati Uniti d’America (più ottimo avvocato che idealista) e sul percorso d’approvazione del XIII emendamento (quello dell’abolizione della schiavitù) attraverso promesse di incarichi e, più in generale, corruzioni. Sullo sfondo il dramma famigliare della perdita di un figlio in guerra, l’intenzione del primogenito di arruolarsi, le crisi di una first lady che mal sopporta la Casa Bianca, i cerimoniali e il peso delle continue responsabilità.

Da una parte abbiamo una sceneggiatura completa, quasi perfetta, fatta di dialoghi misurati e articolati che ben ricostruiscono il clima socio-culturale del tempo nonché l’estrema complessità di una rivoluzione di portata storica; dall’altra, invece, una regia giustamente accademica che però tende a sfruttare artifici retorici (v. scene di cui sopra) più azzeccati per una figura ascetica che per un politico sì lungimirante ma cinico e, è il caso di dirlo, baro. Ne nasce dunque una frizione che non ci permette di gridare al capolavoro, ma va comunque rilevato come il film abbia il grande pregio di insegnarci che cosa sia realmente la politica. Da sottolineare, infine, la prova maiuscola di Tommy Lee Jones, culminante in una scena di mirabile delicatezza.

P.s. Come con ogni grande film, durante la visione si schiudono in noi numerosi interrogativi, e qualche importante considerazione. In questo caso sulla situazione italiana del 2013, politica e culturale. Grazie al cinema, che come sappiamo crea consenso e senso di appartenenza, sappiamo praticamente tutto sulla storia politica americana (da Lincoln a Nixon passando per JFK e Roosvelt) mentre non sappiamo quasi nulla su Mazzini, Cavour, De Gasperi. Sarà per la nostra mancanza di abitudine al ricordo di un Politico vero che gran parte delle persone in sala ha dormito per quasi tutta la durata della pellicola?

Voto: 4 su 5

(Film visionato il 26 gennaio 2013)
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
BlogItalia - La directory italiana dei blog

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. La riproduzione del titolo, dei testi e delle immagini originali è possibile solo citando con link il sito e l’autore. E’ vietata ogni modifica e utilizzo a scopo commerciale. L’autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti posti all’interno del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Per tal motivo questo non implica l’approvazione dei siti stessi, sui cui contenuti è declinata ogni responsabilità. L'autore, infine, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di Contattarmi per la loro immediata rimozione all'indirizzo andreavighi@inwind.it