venerdì 21 settembre 2018

Registi di Parma - Intervista a Lorenzo Bresolin



Registi di Parma - Intervista a Lorenzo Bresolin

Lorenzo Bresolin lavora nel mondo della comunicazione. I suoi video abbracciano diversi generi: documentario, spot, video aziendale, video cartoline. È recente l’approdo al mondo del cinema con il lungometraggio Sotto la cenere, action movie che sarà proiettato in anteprima al The Space Barilla Center il prossimo 29 settembre (prenotazioni qui).   


Riferimenti culturali

1. Da dove nasce il tuo amore per il cinema?
Nasce dalla necessità di trovare un linguaggio diverso dal solito verbale. Nella vita di tutti i giorni trovo più spontaneo e concreto esprimere concetti ed emozioni attraverso immagini in musica. Qui il linguaggio si trasforma in qualcosa di ricercato, ponderato e delicato, a dispetto di qualsiasi dialogo fatto di quelle parole preconfezionate che vanno tanto di moda oggi.

2. Quali sono i tuoi registi di riferimento?
Non ho nomi celebri di riferimento, sono sostenitore del cinema che non deriva dai blockbuster. Apprezzo molto i registi inglesi minori ultimamente, alcuni lavori si possono trovare tra le serie televisive di Netflix. Se dovessi proprio fare un nome direi probabilmente Guy Ritchie. Tra le serie televisive di riferimento inglesi invece ricordo sicuramente House of Cards, Sherlock e Black Mirror. I rispettivi registi sono accomunati da un medesimo linguaggio che mi ispira molto.

3. Quali film annoveri tra i capolavori?
Nessuno.

4. Quali sono i film che riguarderesti all’infinito?
Quelli che sono realizzati in maniera oggettivamente valida e che, soprattutto, sono in grado di trasmettere un messaggio positivo. Non ho un titolo preferito. Adoro i film d’azione. V for Vendetta ne è un buon esempio.

5. Quali sono i gruppi e/o cantanti che ascolti abitualmente?
The Lumineers, Bruce Springsteen, ma ascolto tanta musica diversa per esplorarla. Dopotutto ogni cantautore ha qualcosa da trasmettere, a modo suo. Quindi spazio dal rap alla classica, dalla trap al nu metal.

6. Quali sono i libri e gli autori letterari che ami?
Baricco su tutti. Scrive divinamente e a cuore aperto.


Processo creativo

7. Da quali idee/influenze nascono i tuoi lavori?
L’idea iniziale è la fase più delicata, quella che non va mai trascurata anche se è la meno “concreta”. La vita vissuta è di sicuro la fonte più importante da cui attingere. Le scene si costruiscono da sole se si sa  osservare bene.

8. Quando trovi il tempo per scrivere il soggetto e la sceneggiatura?
Il tempo per sviluppare l’idea va letteralmente “strappato” dagli impegni di tutti i giorni; solitamente mi siedo su una panchina del parco sotto casa con un quaderno e, penna alla mano, lascio vagare la mente ma mantenendo sempre fermo l’obiettivo.

9. Cortometraggio o lungometraggio? Perché?
Fatta l’esperienza del lungo, sceglierei il corto. In linea coi ritmi di vita di oggi, trasmettere un messaggio in poco tempo è diventato imperativo. Curare le singole scene nei dettagli è di gran lunga più affascinante che diluire il tutto in sessanta minuti o più. Il corto rappresenta inoltre una sfida di sintesi.

10. Le scene sono frutto di immaginazione o attingi da racconti ed esperienze di vita?
Sono completamente frutto di immaginazione. Anche se l’idea di base può nascere da esperienze reali o film visti, tutto il resto deve essere necessariamente riempito dall’immaginazione del regista. Diversamente mancherebbe di divertimento per il regista stesso.

11. I personaggi sono ispirati a persone reali?
I miei personaggi hanno delle caratteristiche che ricalcano quelle degli attori, in modo da risultare meglio interpretabili. Quindi, nel mio caso, si può dire che i personaggi nascono da persone in carne ed ossa.

12. Sei incline a pensare ad ambientazioni e personaggi in un contesto comico, drammatico o fantascientifico?
Il dramma, come il noir, è sicuramente l’ambiente che mi rispecchia. Le ambientazioni che scelgo sono raramente molto luminose o colorate.

13. Cosa cerchi di comunicare? A chi?
Vorrei che il mio pubblico fosse il più esteso possibile ma spesso mi rendo conto che in pochi colgono i significati, più o meno nascosti, che cerco di trasmettere. Perdóno, forza d’animo e coerenza sono i messaggi che prediligo.


Processo realizzativo

14. Come scegli gli attori?
Attraverso i soliti canoni estetici ma soprattutto dal loro “modo di fare”. Come si pongono durante un semplice colloquio e come durante un pezzo su parte; entrambe le maniere sono ugualmente importanti.

15. In base a cosa scegli le location?
In base all’impatto emotivo che mi trasmettono a prima vista. Di sicuro è la fase che richiede più tempo, un buon sfondo agli attori è una componente fondamentale.

16. Preferisci girare in interni o in esterni?
Gli interni sono ambienti molto protetti nei quali si possono creare situazioni di luce a piacimento, senza che subiscano variazioni nel tempo. Ma la bellezza della natura, come quella degli edifici illuminati dalla luce naturale, restituiscono un impatto unico. Non ho preferenze tra i due.

17. Che macchina da presa utilizzi? Qual è il suo maggior pregio?
Uso quello che ho. Non ho voglia di affittare super macchine, spesso meno maneggevoli della mia. Per trasmettere un messaggio basterebbe un cellulare; io uso Sony a7s II.

18. Qual è il tuo movimento di macchina preferito? Quale usi più spesso?
In base alla scena, i movimenti che scelgo sono sempre diversi, si adattano all’azione. A me piace molto “seguire o precedere” i soggetti in movimento, quindi tutti i tipi di carrellata.

19. Com’è organizzata una tua giornata di riprese?
Non ci sono orari o troupe standard. Ogni volta è sempre un’avventura imprevedibile.

20. La sceneggiatura cambia in corso d’opera?
Di sicuro non si stravolge. Può essere soggetta a piccole variazioni, in base alle condizioni esterne o alla sensibilità degli attori.

21. Lasci i tuoi attori liberi di improvvisare?
Sì. Se sul momento della ripresa alcuni attori si lasciano naturalmente trasportare dalla scena, sono sempre ben felice di valutare la variazione alla sceneggiatura.

22. Quali indicazioni dai più spesso ai tuoi attori?
Al di là di alcuni movimenti del corpo nello spazio, lascio che le singole battute “entrino” nell’attore e lascio che lavorino da sole sul tono della voce o sulle espressioni del viso.

23. Hai dei collaboratori?
Spesso mi avvalgo di collaboratori per il reparto audio. Mi piace stare sempre dietro alla macchina da presa e agire da solo sull’immagine. Sarà perché sono effettivamente cresciuto così.

24. Quanto è importante la musica nei tuoi film? Dove preferisci utilizzarla?
La musica è importante tanto quanto l’immagine. Sceglierla necessita di lavoro meticoloso. Le scene che esprimono emotività hanno bisogno del giusto tappeto musicale per enfatizzarle al meglio. Sia che si tratti di allegria piuttosto che di tristezza, noia o movimento sfrenato, affetto o violenza.

25. Quanto ritieni sia importante il montaggio?
Sono abituato a ragionare diversamente dal solito flusso di lavoro. Il montaggio per me si fa prima della fase di ripresa: attraverso uno storyboard preciso so già come sarà il risultato ancora prima di iniziare coi ciak. Su di esso si basa tutta la fase di ripresa. Per questo il montaggio, per me, è molto più che importante.


Il prodotto finito

26. Quali canali sfrutti per diffondere le tue opere?
I social vanno per la maggiore, ma le rassegne e i concorsi rimangono sempre vetrine insostituibili.

27. Pensi subito di partecipare a qualche concorso o la decisone dipende soprattutto dal risultato?
Raramente sono soddisfatto al cento per cento dei miei lavori, altrettanto raramente partecipo a concorsi. Sono tutti ragionamenti che faccio a lavoro finito chiaramente. Non parto con un’idea in funzione di una call, la trovo una forzatura.

28. Hai vinto qualche premio/riconoscimento? Con quali opere?
Cinque premi minori con spot per call online. Per il resto non ho mai partecipato a niente.

29. Sei soddisfatto dei tuoi lavori? Quale ti rappresenta maggiormente?
Purtroppo (o per fortuna) sono molto puntiglioso, specialmente a lavoro finito. Spesso non c’è possibilità di rigirare pezzi venuti poco piacevoli perciò, per pochi dettagli a gusto mio mediocri, tendo a non presentare l’intero progetto. Tuttavia c’è una clip a cui sono particolarmente affezionato perché rappresenta un viaggio tra le capitali del centro Europa. Quella la rivedo spesso con piacere, per quello che mi rievoca.

30. Progetti futuri?
Sto scrivendo, in collaborazione con altri, una serie. Sono ancora molto indietro, ma non voglio forzare i tempi.


Filmografia

-       Sotto la cenere, 2017 (in post-produzione)


Biografia

Lorenzo Bresolin nasce nel 1984 a Parma.
Già dalla giovane età emergono le sue doti di disegnatore. Dopo la formazione universitaria in Architettura, si dedica interamente al Videomaking in qualità di regista, produttore e montatore.
Nel 2014 entra a far parte dell’agenzia di comunicazione Up Strategy con sede a Roma e svolge svariati lavori nell’ambito video e fotografico per Maserati, Tim, Fastweb, Tescoma, Bristol Mayers Squibb, Iquos. Lo stile dei lavori si rende riconoscibile come un mix di spirito innovativo e rispetto delle tradizioni, concependo le varie creazioni come opere di puro artigianato digitale.
Attualmente collabora con diverse produzioni, dividendosi tra mondo Corporate, Music Videos e Short Docs di cui spesso cura sia le riprese che la post-produzione (B Studio).
Nel 2017 è autore e regista di Sotto la Cenere, opera lungometraggio attualmente in post-produzione.
Ad oggi sta lavorando alla produzione di un nuovo film di fiction su Parma 2020.

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