venerdì 25 giugno 2010

Bookcrossing al Fidenza Village



«Bookcrossing» significa incrocio, scambio di libri e indica una pratica completamente gratuita e volontaria che ha preso piede ormai da anni nei paesi anglosassoni, ma che in Italia stenta ancora a decollare.
In origine consisteva nel rilasciare un libro letto in un luogo pubblico - una piazza, un parco, un bar - così che qualcun altro lo potesse trovare, leggere e farlo circolare a sua volta. Ora esistono però anche spazi specifici di scambio, in cui chiunque può portare i libri letti, di qualunque genere essi siano, per poi tornare a casa con nuove acquisizioni.
Da ieri uno di questi spazi è diventato il Fidenza Village che, dopo una serata dedicata al bookcrossing, ha acquisito ufficialmente il riconoscimento dell’associazione bookcrossing-italy, divenendo a tutti gli effetti una OCZ, ossia una Official Crossing Zone, in cui sarà possibile, ogni giovedì, portare e scambiare liberamente libri, alla scoperta di una nuova dimensione della lettura.

Info: http://www.bookcrossing-italy.com/

Nuova recensione Cineland


Nella sezione Cineland (visti e recensiti per voi) - nella colonna di destra - è stata aggiunta una nuova recensione, relativa a Il segreto dei suoi occhi di Juan José Campanella, vincitore dell'Oscar come miglior film straniero.

Dino Buzzati poeta

Dino Buzzati, stimato autore di romanzi e racconti brevi, tra i quali Il colombre, I sette messaggeri, Il deserto dei tartari, viene riscoperto come poeta: due sono infatti i componimenti autografi ritrovati, risalenti entrambi al biennio 1953-54 e intitolati Bacino di carenaggio e Un addio. Si tratta di poesie sino ad oggi inedite provenienti da collezioni private, pubblicate per la prima volta da Gennaro Cesaro sul nuovo fascicolo della rivista «Nuova Antologia» (editore Le Monnier) che quest’anno festeggia i 145 anni.

mercoledì 23 giugno 2010

Ipse dixit (sui libri e sui lettori)


«Mai prestar libri, non uno fa ritorno; i soli che ho in biblioteca / sono quelli che gli altri / mi hanno prestato».
Anatole France
«Dopo il piacere di possedere libri, nessun altro eguaglia quello di parlarne».
Charles Nodier
«Credi di poter essere considerato anche tu uomo di cultura, perché sei sempre pronto ad acquistare i libri più belli: invece hai imboccato proprio la strada sbagliata e così dimostri la tua ignoranza. Non è che tu acquisti i libri più belli: ti fidi del primo venuto che fa pubblicità alla sua merce. Sei una vera manna per questi imbroglioni e un guadagno bell’e pronto per i librai. D’altronde, come faresti a distinguere i libri antichi e di valore da quelli scadenti e guasti, se il tuo criterio di valutazione è il vederli mangiati dai tarli, che prendi quindi come consiglieri per il tuo giudizio?».
Luciano di Samosata, Contro un bibliomane ignorante, Palermo, Sellerio, 1994, pag. 49.
Un piccolo galateo del lettore all’indirizzo http://www.bergogliolibri.it/bibliofilia/galateo.htm

Bibliofagi

Nelle sue Illusions Perdues Balzac presenta un bizzarro personaggio, il giovane Biron, figlio di un orefice, assunto come segretario dal barone di Goertz, ministro del re di Svezia Carlo XII: «Il giovane segretario trascorre le notti a scrivere; e come tutti i grandi lavoratori contrae un’abitudine, si mette a masticare la carta […]. Il nostro bel giovane comincia con della carta bianca, ma vi fa l’abitudine e passa ai fogli scritti, che trova più saporiti […]. Infine il piccolo segretario, di sapore in sapore, finisce con il masticare delle pergamene e mangiarle». Biron mangia persino il trattato che Carlo XII vuole siglare con Napoleone e viene mandato a morte, ma verrà salvato dal barone.
Da questo episodio balzachiano prende spunto Edgardo Franzosini per scrivere un breve romanzo incentrato sulla figura di Biron, diventato Johann Ernst Biren e intitolato significativamente Il mangiatore di carta.

Balzac, Illusioni perdute, Milano, Garzanti, 2008.
Edgardo Franzosini, Il mangiatore di carta, Milano, Sugarco, 1989.

Ladri di libri - II

Il caso di Guglielmo Libri è solo il primo di una lunga serie: negli ultimi anni il «Corriere della Sera» ne registra almeno due di una certa entità.
Nel 2009 un monzese di 46 anni è stato fermato dopo essere riuscito ad accumulare ben 5 mila volumi di un certo pregio, presi "a prestito" da varie biblioteche di Milano attraverso un documento falso e mai restituiti.
Ma ancora più eclatante l’episodio che qualche mese prima ha visto protagonista un ricco e stimato studioso di origine iraniana, il quale per otto anni aveva frequentato la British Library di Londra e la Bodleian di Oxford, consultando centinaia di libri rari, alcuni antichi di secoli. Era tanto dedito allo studio da rubare non solo tempo ai propri affari, ma anche le pagine e le mappe più preziose dei libri che consultava, asportate con precisione chirurgica per mezzo di un bisturi. Sono stati quasi 200 i testi mutilati, per un danno complessivo di circa 1.200.000 euro.

Difficile credere che sia stato l’amore per i libri ad animarlo.

Ladri di libri - I

Il più grande ladro di libri che la storia della bibliomania ricordi è un tale che, nomen omen, si chiamava Guglielmo Libri.
Era un insigne matematico fiorentino dell’Ottocento il quale, divenuto stimato cittadino francese, visitò le più abbandonate biblioteche di Francia, riportando alla luce e classificando preziose e rarissime opere altrimenti perdute. Ma la passione per la parola scritta gli prese la mano e Libri giunse ad accumulare quarantamila tra testi a stampa e manoscritti di inestimabile valore finché, scoperto, scappò in esilio a Londra e visse inseguito dai mandati di cattura.
Libri era certamente un bibliofilo: deve avere pensato che quei libri sarebbero stati meglio a casa sua, coccolati e amati, piuttosto che in qualche ammuffita biblioteca di provincia. Ma per averne amati troppi non avrà certo potuto amarli uno per uno.
Per questo era anche e soprattutto un bibliomane.

Atto d’accusa davanti alla Corte d’Appello di Parigi
http://books.google.fr/books?id=0HMEAAAAMAAJ&printsec=titlepage#v=onepage&q&f=false

Che cos'è l'amor (per i libri)

«Il bibliofilo, anche e specie colui che colleziona libri contemporanei, è sempre esposto all’insidia dell’imbecille che ti entra in casa, vede tutti quelli scaffali ed esclama: “Quanti libri! Li hai letti tutti?”. L’esperienza quotidiana ci dice che questa domanda viene fatta anche da persone dal quoziente intellettivo più che soddisfacente. […] Quello che l’infelice non sa è che la biblioteca non è solo il luogo della tua memoria, dove conservi quel che hai letto, ma il luogo della memoria universale, dove un giorno, nel momento fatale, potrai trovare quello che altri hanno letto prima di te». Perché il saggio non è colui che ha letto tutto ma colui che, quando ha un dubbio, sa quale libro aprire.

Umberto Eco, «La Repubblica», 16 settembre 2006.

domenica 20 giugno 2010

Over the rainbow

La casa editrice Suhrkamp, una tra le più celebri della Germania, si è trasferita da Francoforte – sede storica – a Berlino. Per festeggiare terrà aperto – sino al 24 luglio – un negozio temporaneo nel quale sono stati esposti i volumi dell’editore in modo da riprodurre tutti e 48 i colori dello spettro solare, secondo l’effetto arcobaleno riprodotto da Willy Fleckhaus nel 1963. L’effetto è veramente suggestivo.
Info su http://www.suhrkamp.de/aktuelles_438.html.

giovedì 17 giugno 2010

Agli studenti e ai professori di Giornalismo

«Il direttore di «The North American Review» mi ha chiesto di rispondere ad un articolo apparso di recente sulle sue pagine nel quale veniva criticata la Scuola di giornalismo per cui ho istituito un fondo presso la Columbia University. […] Forse chi avanza tali critiche può fare il nome di un grande giornalista che sia già nato con sembianze di dio alato, come Mercurio, messaggero degli dei? Io non ne conosco. Nel nostro Paese l’unica qualifica cui posso pensare della quale un uomo può ritrovarsi in possesso già dalla nascita è quella di idiota. Esiste forse una qualche altra qualifica per la quale un uomo non necessiti di un’adeguata preparazione, vale a dire di apprendimento a casa, a scuola e all’università attraverso insegnanti esperti o grazie alla dura esperienza personale, come le scottature che insegnano al bambino a temere il fuoco, o gli errori che temprano la volontà dell’aspirante? Al momento è quest’ultimo processo a permettere alla professione del giornalismo di procurarsi le proprie reclute. Funziona in base al principio della selezione naturale e della sopravvivenza dei più forti, e le strade sono lastricate dei suoi insuccessi. Il giornalista "nato", che ha avuto grande successo senza alcuna particolare preparazione, altro non è che un uomo dotato di abilità fuori dal comune e notevole fiuto per le proprie scelte professionali, oltre che di grande capacità di concentrazione e resistenza a prolungate fatiche. È un uomo che ama il proprio lavoro e al quale si applica con tutto il cuore e la mente. È, nel senso più stretto del termine, un uomo istruito, ma non ha fatto altro che sostituire l’istruzione a opera di altri con l’autodidattica, compensando eventuali lacune del suo addestramento attraverso il sacrificio incondizionato delle proprie forze, energie e piaceri. Ma anche in questo caso non sarebbe forse un vantaggio avere un sistema di istruzione che gli permettesse di conseguire i medesimi risultati facendogli risparmiare notevole tempo e fatica? […]. Ogni forma di intelligenza necessita di essere coltivata: le più alte ne traggono il maggior vantaggio, le inferiori sarebbero altrimenti perdute».

da: Joseph Pulitzer, Sul giornalismo, Torino, Bollati Boringhieri editore, 2009.

mercoledì 16 giugno 2010

Risultato sondaggio Qual è il leader che usa meglio la comunicazione?

I risultati del sondaggio Qual è il leader che usa meglio la comunicazione? sono i seguenti (su un totale di 16 votanti):

Silvio Berlusconi: 9 voti;
Barack Obama: 4 voti;
Angela Merkel: 2 voti;
Nicolas Sarkozy: 1 voto.

I votanti hanno decretato che il leader che utilizza al meglio la comunicazione è l’italiano Silvio Berlusconi.

martedì 15 giugno 2010

Economisti nuovi intellettuali - Parte II



Dopo Boldrin, un altro economista – o meglio, un’altra economista – prende il posto di quelli che una volta erano gli analisti e critici della società: gli intellettuali, ormai defunti. O forse no. Sembra proprio che i nuovi intellettuali siano gli economisti. In questo caso il video – che riporta un estratto della puntata di Ballarò dello scorso 8 giugno – ci fa conoscere meglio Irene Tinagli, docente all'Universita' Carlos III di Madrid, esperta di innovazione, creatività e sviluppo economico, nonché consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU, della Commissione Europea e di numerosi governi regionali, enti e aziende in Italia e all’estero.

lunedì 14 giugno 2010

Ma il futuro è il 3D?

Penso di sì. Ma non sarà la rivoluzione copernicana delle nuove tecnologie. Per ora costituisce solo un piccolo passo di avvicinamento al grande traguardo di cui parlerò tra poche righe. A livello cinematografico il 3D è stato ormai definitivamente sdoganato e, in qualche caso, funziona veramente bene, aumentando la partecipazione empatica dello spettatore alla proiezione. Ora la moda si è consolidata ed è stata adottata anche dalle grandi case di produzione di televisori – Samsung, Sony, Panasonic su tutte – come elemento di novità finalizzato ad aumentare le vendite. Quale sarà, però, la sua evoluzione successiva?
Purtroppo per il 3D non la vedo. O meglio, il 3D sarà funzionale ad un’altra e ben più importante rivoluzione. Scorgo infatti un grande futuro nei videogiochi. Mi riferisco alla Nintendo Wii: la consolle ha aumentato di molto l’interazione tra il giocatore ed il gioco. Ma è ancora poco. L’evoluzione parallela di 3D e piattaforme che aumentano l’interazione dell’utente, però, aprirà enormi prospettive. Per questo, alla luce delle recenti evoluzioni tecniche, mi sento di affermare che il futuro sarà una totale interazione tra l’uomo e la macchina, che riuscirà a creare un mondo virtuale e completamente fruibile. La prospettiva di giocare una partita del mondiale, di passare il pallone ad un campione o fare gol ad una grande squadra già mi esalta. Questa sarà la grande rivoluzione copernicana, e mi fa sinceramente paura.

domenica 13 giugno 2010

Inchiostro nero


Guido Scarabottolo - disegnatore e grafico - rinuncia ad illustrare la copertina del nuovo libro di Guanda, di cui firma l'intero progetto grafico. Tuttavia, grazie all'intervento di Cristina Reche e il disegno di Sabrina Rinaldi, pur distanziandosi dalle classiche figure disegnate, riesce in una prima veramente ben riuscita e completamente aderente al libro che rappresenta. L'opera in questione è L'assassinio come arte poetica di Angela Vallvey.

Gli scrittori e il calcio


«Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro». E ancora, «Il calcio è un linguaggio per eccellenza, quello che ci poniamo subito come termine di confronto». Pier Paolo Pasolini.

«La palla non arriva mai dove te l’aspetti. Mi è servito nella vita. Soprattutto a Parigi dove non ci si può fidare di nessuno». Albert Camus.

«Sogno che un giorno nessuno farà più gol in tutto il mondo». Metafora surreale di Eugenio Montale.

«Portiere caduto alla difesa / ultima vana, contro la terra cela / la faccia, a non vedere l’amara luce». Il gol secondo Umberto Saba.

sabato 12 giugno 2010

Un Meridiano per Bevilacqua


Bevilacqua e Parma; Parma e Bevilacqua. Un rapporto d’amore e odio. Del resto l’autore parmigiano ha abbandonato la città ducale per vivere stabilmente a Roma. La sua città non l’ha disconosciuto ma, causa il suo auto-esilio, lo guarda con un poco di diffidenza. Del resto, nemo propheta in patria. Ora, però, anche i suoi detrattori devono capitolare all’effettiva incensazione dell’autore.
Mondadori ha infatti realizzato per la collana I Meridiani un compendio della sua produzione narrativa, comprendente i seguenti scritti: Una città in amore, Questa specie d’amore, La califfa, L’occhio del gatto, La polvere sull’erba, Una scandalosa giovinezza, I sensi incantati. Qual è il filo conduttore di queste sette opere? Proprio Parma. E si capisce quanto la cittadina abbia influenzato la sua immaginazione: l’interesse di Bevilacqua è tutto per la componente popolare e l’Oltretorrente è il palcoscenico dove si muovono in difficili condizioni di vita operai ed emarginati, posseduti da istinti elementari, da un sangue freddo generoso e torbido.

venerdì 11 giugno 2010

Approfondimento all’Ottava lezione

Che differenze ci sono tra l’IPTV e la Web TV?



L’IpTV necessita di un abbonamento con un operatore che fornisce il servizio e di un set-top-box. I contenuti possono quindi essere visualizzati con il televisore di casa.

Con il termine Web TV vengono invece identificati tutti quei contenuti video trasmessi su Internet e perciò fruibili direttamente da PC.

giovedì 10 giugno 2010

Nuova recensione Cineland


Nella sezione Cineland (visti e recensiti per voi) - nella colonna di destra - è stata aggiunta una nuova recensione, relativa a The Road.

martedì 8 giugno 2010

Prima di Gomorra


Come risposta ad un post in cui avevo dato un giudizio non molto benevolo al film Gomorra di Matteo Garrone, Gaspare - un compagno di corso - ha affermato che il film ha avuto il merito di far conoscere la situazione campana all'Italia intera. Ho subito controbattuto dicendo che tutti erano a conoscenza di quella situazione. Mi sbagliavo. Ero io ad esserne al corrente, almeno per quel che riguarda il problema dei rifiuti. Vorrei precisare, però, che erano stati fatti servizi di approfondimento ancora prima del libro Gomorra di Roberto Saviano. Quale era, dunque, la situazione prima di Gomorra? Era questa:

Al 2004 le zone maggiormente colpite dallo smaltimento dei rifiuti campani erano quelle comprese tra la provincia di Caserta e l’hinterland settentrionale di Napoli. In queste era proprio la diossina sprigionata dai roghi dell’ecomafia, accesi utilizzando pneumatici o balle di stracci imbevute con solventi e altri rifiuti pericolosi, ad aver provocato la contaminazione dei pascoli. Avvelenando il foraggio di cui si nutriva il bestiame dei tanti allevamenti della zona e, quindi, il latte con cui si produceva la mozzarella di bufala. Ma non solo: fra il maggio 2002 e il dicembre 2003 sono stati abbattuti ben 10.892 capi di bestiame tra mucche e pecore e sono state distrutte 9.000 tonnellate di latte. Sempre a causa della diossina, i sindaci di Frignano e Villa Literno, nel casertano, avevano vietato con un'ordinanza il pascolo, la detenzione di animali da cortile e la raccolta del foraggio. Uno scenario dunque di “democrazia sospesa” dove a dettare legge erano, di fatto, le organizzazioni criminali. L’eliminazione dei rifiuti era così riassumibile: balle di indumenti, carta e materiali facilmente riciclabili venivano ricoperti con altri rifiuti imbevuti di solventi o alogenati. In poche parole si simulava il riciclaggio degli indumenti e ci si liberava dei rifiuti pericolosi utilizzandoli come comburenti. Le fiamme, alte e potenti, erano di colore molto chiaro, con una nuvola di fumo all’apice. Il fumo nero era quello dei copertoni, il cui incendio serviva a coprire il fumo prodotto dalla combustione di solventi e alogenati, che è bianco per le alte temperature raggiunte. Dopo l’incendio l’intero cumulo di rifiuti scompariva, lasciando solo uno strato di cenere bianca e sottilissima. Le temperature elevate non lasciavano dunque alcun residuo incombusto. Il vero problema era rappresentato dal fatto che per questo tipo di incendi non era possibile usare l’acqua, ma bisognava soffocare le fiamme con la terra. Inoltre nell’aria si liberano metalli pesanti e soprattutto diossine che, come è già stato detto, contaminano i campi circostanti, il foraggio e i prodotti ortofrutticoli.

Per un ulteriore approfondimento: Ugo Ferrero e Peppe Ruggiero, La terra dei fuochi, in «La nuova ecologia», Anno XXIV, Numero 5, Maggio 2004.

lunedì 7 giugno 2010

Troppi volti – Nulla è cambiato


L’editoria libraria sta registrando una vera e propria invasione di volti che stanno sempre più occupando le copertine delle ultime novità.
Due esempi? Il terzo leone arriva d’inverno di Jan Costin Wagner (Einaudi) e La bambina del bosco degli elfi di Vanna de Angelis (Edizioni Piemme).
Più quesiti sorgono spontanei: non sarebbe ora di cambiare? Riusciranno i grafici in questa fantasmagorica impresa?
Spero di sì, anche perché questi volti femminili da interessanti si stanno trasformando in inquietanti.

sabato 5 giugno 2010

I paradossi della comunicazione



Brutto scivolone del governo israeliano che è ancora al centro delle polemiche scatenate dal blitz contro la flotta pacifista. L'ufficio stampa del governo israeliano ha divulgato per errore un video-farsa proprio sul sanguinoso arrembaggio costato la vita a nove persone: creato da Latma Tv, il video sta spopolando su YouTube. Si intitola «Flotilla - We con the world» (Flotilla - Noi inganniamo il mondo) ed è la parodia di «We are the world».

Il governo israeliano ha inviato per e-mail il link a una serie di giornalisti, tra cui quelli di BNO News. Ci sono volute quasi tre ore perchè i funzionari israeliani si rendessero conto della gaffe e tentassero di rimediare inviando un messaggio di annullamento del precedente. Dopo altri venti minuti Efraim Roseman, uno dei portavoce dell'ufficio stampa, ha inviato un ulteriore messaggio di rettifica con maggiori dettagli: «Qualche ora fa, abbiamo inavvertitamente diffuso il link di un video che avevamo ricevuto, che dovevamo valutare con attenzione, non diffondere pubblicamente». E ancora: «Il contenuto di quel video non riflette in alcun modo la politica ufficiale dello Stato di Israele, dell'ufficio stampa del governo e di ogni altri istituzione pubblica».

Nel video si vedono presunti attivisti della Mv Mavi Marmara che cantano sulle note dell'hit del 1985, scritta da Michael Jackson e Lionel Ritchie. Ma i testi sono cambiati: «Arriva un momento in cui si deve fare uno show, per il mondo, per il web, per la Cnn», canta un uomo vestito da capitano della nave. «Non c'è nessuno che muore, quindi la cosa migliore è organizzare un bluff». La canzone prosegue dicendo che gli attivisti devono insistere nel «far finta che a Gaza ci siano crisi, fame e malattia». «Perchè miliardi di dollari d'aiuti non soddisferanno le esigenze fondamentali, come un po' di formaggio e missili per i bambini».

Ottava e ultima lezione (4 giugno 2010) III


I codici

I codici della comunicazione sono i codici del linguaggio. La CONDIVISIONE è un codice al quale non eravamo abituati. Tutti i codici sono in continuo mutamento perché sono i supporti ad essere in un continuo divenire. L’utilizzo delle tecnologie è allora indispensabile per tenersi aggiornati. Non guasta misurarsi anche con le vecchie tecnologie, soprattutto perché può capitare che a distanza di anni si ripropongano vecchi codici. Siamo passati dalle words alle tags, dagli articoli agli abstracts. Ma potrebbe anche accadere che in futuro dovremmo sapere tornare alle origini.

Ottava e ultima lezione (4 giugno 2010) II

Affinità e divergenze tra internet e intranet

Le due interfacce spesso sono identiche. In intranet, però, è tutto meno curato: immagini e contenuti sono più essenziali. Se tutti ormai sanno usare internet, per intranet ci vorrebbe un minimo di formazione del personale. Ma questa non viene fatta. Un altro limite di intranet consiste nel fatto che è accessibile solo dal luogo di lavoro. Altra grave mancanza, forse la peggiore, è quella che riguarda la diretta, ovvero la realtà del momento. Intranet è troppo statico. In poche parole il suo valore di comunicazione è uguale a zero. E, invece, la comunicazione all’interno dei luoghi di lavoro andrebbe introdotta per due ordini di ragioni:
- Per migliorare i flussi di lavoro;
- Per controllare i flussi di lavoro ed evitare che i dipendenti perdano tempo sui social network.
Creare una rete di comunicazione interna all’azienda sarebbe un’innovazione molto proficua: i dipendenti sarebbero sempre in contatto tra di loro e in tempo reale, si scambierebbero informazioni utili e, nella migliore delle ipotesi, si potrebbero distrarre anche un po’. Per questo alcune grandi ditte hanno promosso la costituzione di radio e di televisioni aziendali. Mediolanum, Telecom, Eni hanno una TV interna (Mediolanum anche una in chiaro esterna). Dove sta la scienza? Nel sapere cosa dire ai dipendenti e quante volte ripeterglielo, senza scadere nel grottesco. Per questo è nata anche una branca di studi, l’Info-philosophy, che cerca di rispondere a domande quali: cosa vogliono sentirsi dire i dipendenti?; cosa gli può essere utile?
In ultima analisi, la comunicazione interna ha bisogno di:
- Gestione delle conoscenze;
- Centro di coordinamento (capire quali informazioni andranno verso l’esterno partendo dal presupposto che queste dipendono dalle informazioni che girano all’interno dell’azienda);
- Condivisione.
Inoltre bisognerebbe recuperare e offrire ai dipendenti tutta una serie di informazione che su internet non ci sono, come bilanci e formazione degli azionariati. E, soprattutto le aziende pubbliche, dovrebbero veicolare una buona immagine, trasparente e pulita. Spesso, invece, formano intranet o il loro sito internet solo per accontentare gli sponsor.

Ottava e ultima lezione (4 giugno 2010) I


Intranet

Intranet ha un potenziale enorme: è la cassetta degli attrezzi ideale per chi lavora. È quindi uno strumento potenzialmente indispensabile. Le sue attività sono in grande crescita sia sotto l’aspetto della credibilità che sotto quello dell’utilità. Non sempre, però, intranet viene usato in modo corretto. Molto spesso viene ridotto ad un semplice programma per i negozi utile solo a tenere il conto delle spedizioni e le informazioni sui prodotti. E, invece, dovrebbe essere una sorta di Grande Fratello (buono) che aiuta il dipendente a capire cosa deve fare, come e quando.
Il suo limite, in Italia, è il basso grado di interattività: spesso viene usato come una semplice agenda dalla quale carpire ed annotare informazioni. E dire che internet, caratterizzato da un alto grado di interattività, era nato come una forma di intranet militare. Intranet è allora un mondo da riscoprire. Anche perché, PER UN BUON INTERNET CI DEVE ESSERE UN OTTIMO INTRANET. Tuttavia quest’ultimo è ancora troppo nascosto e, perciò, poco studiabile.

martedì 1 giugno 2010

Ci sarà un prima e un dopo iPad?

Esercizio Sesta Lezione

La comunicazione istituzionle pubblica e privata.
Alcuni siti di Parma.
Analisi del logo e della mission.

Comune di Parma
http://www.comune.parma.it


Il sito del comune di Parma potrebbe essere migliore. Innanzi tutto il logo, ovvero lo scudo crociato, è molto piccolo e relegato all’angolo superiore destro della home page. La mission non è esplicitata. Le sezioni utili ai cittadini sono poco visibili e raggiungibili solo dopo un’attenta e lunga ricerca. È interessante la sezione Mappa del sito, che enumera le qualità che un sito intenet perfettamente fruibile dovrebbe avere. Peccato che queste regole non sono state seguite dagli sviluppatori del sito. Un esempio: si parla, al punto 2, di «possibilità di accedere agevolmente agli argomenti» ma, come ho detto precedentemente, la navigazione è assolutamente difficoltosa.


Centro cinema Lino Ventura
http://www.centrocinemalinoventura.it

È strano constatare come il sito internet del Centro cinema della mia città sia fatto meglio di quello del Comune di cui vi ho parlato precedentemente. Il logo è graficamente brutto (due O, una gialla e una blu, che si intersecano) ma ben riconoscibile. Come è riconoscibile l’attore al quale il Centro cinema è stato intitolato: il volto di Lino Ventura è riproposto varie volte in tutta la home page. Anche la mission è ben visibile. Cliccando su La parola al Centro si apre infatti un’intervista al responsabile Giacomo Agostini dove, in modo molto colloquiale, egli esplicita l’evoluzione e gli obbiettivi del Centro.


Barilla
http://it.barilla.com/

Il sito della Barilla è ben fatto. Il suo inconfondibile logo campeggia nell’angolo superiore sinistro e, subito sotto, una funzione grafica passa in rassegna i nuovi prodotti. Lo scroll verticale è molto breve, quindi gli argomenti sono stati condensati. Una funzione permette di analizzare tutti i prodotti Barilla in commercio. Un’altra permette all’utente di crearsi il proprio ricettario virtuale. Un’altra ancora consente di ricevere news su corsi eno-gastronomici. Il sito è molto multimediale (e le immagini sono prevalenti) e poco confusionario. La mission della ditta non esplicitata ma è comunque ben riconoscibile.


Guanda
http://www.guanda.it/

Dopo aver selezionato la lingua si accede alla home page. Il sito è molto schematico e le scritte prevalgono rispetto alle immagini (che si riferiscono quasi tutte alle copertine dei libri pubblicati). Il logo (un gufo) è ben riconoscibile ed è identificato dal nome della casa editrice. La mission della casa editrice è visualizzabile dopo aver cliccato sul collegamento La Casa Editrice. Queste le parole utilizzate: «La casa editrice, nel corso degli anni, ha saputo coniugare sapientemente la fedeltà alla tradizione - in particolare per quanto riguarda la poesia - con la vocazione per la scoperta letteraria e il gusto per il nuovo. Dall’esplosione della narrativa latinoamericana all’eccezionale fioritura irlandese, dal nuovo romanzo americano alle voci delle letterature più lontane, dalla new fiction inglese alla chemical generation, la Guanda, grazie all’orizzonte aperto da Luigi Brioschi, offre oggi un catalogo internazionale di qualità, ricco di autori di primissimo piano».

Come ricevere informazioni dalla White House


Facilissimo!
Nella home page della White House, in alto a destra, cliccate su Get Email Updates. Completate poi il campo Email Address e cliccate su Submit. Immediatamente dopo apparirà la schermata che conferma l'avvenuta registrazione (foto sopra). Ora riceverete notizie direttamente dalla Casa Bianca.

OPERAZIONE TRASPARENZA
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