mercoledì 9 novembre 2011

E' uscito il primo disco solista di David Lynch


Da ieri è disponibile Crazy Clown Time, il primo album solista dell'eclettico David Lynch, composto da 14 brani a metà strada tra l'elettronica e il blues-rock.

"Se pensate che i film di Lynch siano strani, aspettate di sentirlo cantare". Con queste parole il giornalista del Guardian Xan Brooks aveva presentato il disco qualche giorno fa e in effetti aveva ragione. Crazy Clown Time è un disco surreale, un disco che non ti aspetti, proprio come il suo autore. Ci sono ballate romantiche come Football Game, misteriose e terribili canzoni d’amore come Noah’s Ark, psicodrammi all’organo come I Know, brani ipnotici e martellanti come l'iniziale Pimkie's Dream, dove l'elemento vocale è lasciato a Karen O delle Yeah Yeah Yeah's.

Da notare anche il brano allucinato che dà il titolo all'album, il cui testo parla di una festa sul prato osservata attraverso lo sguardo distorto di un bambino, o la robotica Strange and Unproductive Thinking, in cui Lynch si apre all'influenza dalla meditazione trascendentale, che pratica ormai da molto tempo. (Si pensi che è addirittura presidente di una fondazione per la diffusione della pratica della meditazione.)

Del resto l'attenzione di Lynch per l'universo sonoro non è certo una novità, dato che già dal 1986 collabora con il compositore Angelo Badalamenti nella scrittura delle colonne sonore dei suoi film e serie tv (Twin Peaks). In particolare la colonna sonora di Inland Empire comprende due canzoni cantate da lui stesso.

Nel 2009, poi, Lynch aveva partecipato al disco-progetto Dark Night of the Soul di Danger Mouse e di Mark Linkous registrando due canzoni, Star Eyes e Dark night of the Soul.




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