venerdì 27 agosto 2010

Usi creativi per i libri cartacei

Nel mese di luglio, Amazon.com ha annunciato che, durante i tre mesi precedenti, ha venduto più e-book di libri rilegati.

Questo può essere o non essere un indizio sulla forma esclusiva che, in un futuro non troppo lontano, il libro potrà assumere, ma ciò che è certo è che esso già da tempo è oggetto di usi che nulla hanno a che fare con le parole e la lettura.

Per prima cosa, i libri sono stati declinati in una varietà impressionante di opere d’arte. Tra gli altri, Jacqueline Lee Rush realizza sculture dalle forme più strane sottoponendo i libri a vari processi: a volte le pagine vengono arrotolate, a volte sembrano nascere dalle copertine aperte, altre volte sono schiacciate in modi diversi. Su Blackwell's taglia vecchi libri ottenendo fiabeschi pop-up, Stephen Doyle crea carri armati e scale tridimensionali, Guy Laramée e Brian Dettmer ottengono le forme più strane da vari processi di lavorazione, Robert The modella libri in forma di pistola.

I vecchi libri possono però essere convertiti anche in impieghi più funzionali, come quello proposto dal sito italiano Gartenkultur.it, che consiglia di scavare dall’interno libri usati per trasformarli in graziose fioriere, oppure, se impilati correttamente, i libri possono diventare pratiche mensole e librerie pronte ad ospitare altri libri.
E infine, per le persone legate alle tradizioni ma che non vogliono rinunciare alle comodità tecnologiche, su Etsy.com sono addirittura in vendita copertine rilegate di veri libri tagliati internamente per nascondere lettori di e-book.

lunedì 23 agosto 2010

1945-1998

Questo video realizzato dall'artista giapponese Isao Hashimoto mostra tutte le detonazioni nucleari che hanno avuto luogo sulla Terra dal 1945 al 1998.
Il ritmo è dapprima piuttosto lento, scandito solo dall'esplosione del Progetto Manhattan seguita a breve distanza dalle due bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki e poi, a poco a poco, il numero delle deflagrazioni cresce sempre più.

Provate a indovinare quante saranno alla fine del video.

sabato 21 agosto 2010

Anorak

Dedicata ai bambini ma apprezzata anche dai grandi, ANORAK è una rivista molto diversa da quelle comunemente pensate per l’infanzia. Perché? Perché è semplicemente un capolavoro.

Vi trovano spazio racconti, giochi, ricette, pagine da colorare, tutto illustrato con una grafica moderna, colorata e accattivante, prodotto non soltanto dell’inventiva degli artisti più cool del momento, ma anche dei lettori più o meno cresciuti che, periodicamente, vengono invitati a partecipare con le loro creazioni.

In forma cartacea esce quattro volte l’anno e in ogni numero viene sviluppato uno specifico tema: la paura, il cioccolato, gli animali o le biciclette.
In Italia ancora non si trova ma, nell’impossibilità di concedersi un viaggio all’estero, si può consultare la versione on-line, dove è facilmente ordinabile.


mercoledì 18 agosto 2010

Libri&Libri: note, recensioni, appunti...




Nella sezione Libri&Libri: note, recensioni, appunti... è stata aggiunta la scheda relativa all'opera teatrale Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, con sintesi, commento e analisi storico-critica.

martedì 17 agosto 2010

Great American Novelist: Jonathan Franzen

Era il 2000, e il «Time» dedicava il servizio di copertina allo scrittore Stephen King. Oggi quella copertina è di Jonathan Franzen, in occasione dell’uscita di Freedom, a nove anni dal suo precedente romanzo Le Correzioni. [...].

Tra Le Correzioni e oggi, Franzen - che compie oggi 51 anni - ha scritto diversi libri di saggi e articoli, ma ha faticato a ricominciare a scrivere un romanzo. Poi, anche grazie allo shock della morte suicida di uno dei suoi migliori amici, lo scrittore David Foster Wallace, Franzen si è sbloccato, e due anni fa ha iniziato e finito la prima stesura di Freedom in circa nove mesi di lavoro. Ora, il 30 agosto, il libro uscirà negli Stati Uniti. [...]. 

In questi giorni ogni quotidiano e rivista sta dicendo la sua sul libro, e Franzen sembra essere riuscito a replicare la qualità del suo precedente lavoro. [...]

domenica 15 agosto 2010

Stagione cinematografica 2009-2010


Leggo su «Repubblica.it», nella pagina Cultura&Spettacoli, un articolo in cui Chiara Ugolini riporta una classifica di Trovacinema. Nell’elenco figurerebbero le migliori pellicole della stagione 2009-2010 secondo gli utenti. Ecco il countdown:


10. Gli abbracci spezzati di Pedro Almodovar.
9. Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino.
8. Sherlock Holmes di Guy Ritchie.
7. Il riccio di Mona Achache.
6. Tra le nuvole di Jason Reitman.
5. Mine vaganti di Ferzan Ozpetec.
4. Baarìa di Giuseppe Tornatore.
3. La prima cosa bella di Paolo Virzì.
2. Il concerto di Radu Mihailehanu.
1. Avatar di James Cameron.

Questa è la ragione per la quale, prima di vedere un film, evito i giudizi degli utenti contenuti in siti internet quali Trovacinema o MyMovies. Di fronte a questa top ten, infatti, rabbrividisco. Sarebbe più corretto chiamarla flop ten. Certamente con qualche eccezione.
Vado ad argomentare:
- Gli abbracci spezzati, Il riccio, Mine vaganti, La prima cosa bella: non posso giudicare in quanto non li ho visti. Riparerò al più presto;
- Bastardi senza gloria: si salva. Indubbiamente un bel film. Il primo quarto d’ora è un capolavoro di cinema. Per il resto buono ma non la miglior prova del regista.
P.s. Non tutti sanno che... questo è un film d’amore. Per stessa ammissione del regista la storia mette in scena una storia d’amore impossibile, ovvero quella tra il giovane tedesco e la giovane ebrea padrona di un cinema parigino. Entrambi amanti del cinema si sarebbero potuti amare ai nostri giorni ma non negli anni quaranta, anni di guerre e di odio tra tedeschi ed ebrei. Sottile;
- Sherlock Holmes: Bocciato. Assolutamente mediocre e tedioso. Ho detto tutto;
- Tra le nuvole: si salva. Bel film;
- Baarìa: si salva in corner. Molto rumore per nulla. È un film ruffiano e il finale è assurdo, inutile;
- Il concerto: bocciato. Storia trita e ritrita fatta di stereotipi. Per far sorridere bisogna necessariamente mettere in scena ebrei avari e russi ubriaconi? Basta!
- Avatar: non mi pronuncio, anche perché l’ho già fatto in questo post.

A questo punto mi si potrebbe obbiettare che i film che non ho visto sommati a quelli che ho salvato raggiungono una cifra superiore alla metà del totale. È vero. Ma il problema è che, nella stagione 2009-2010, sono usciti film decisamente più interessanti e curati sotto tutti i profili – regia, fotografia, sceneggiatura, recitazione.
Ecco il mio elenco, una lista che è più un suggerimento che una classifica.
Fare la classifica spetta a voi dopo averli visti.

I (veri) migliori film del 2009-2010:

Il nastro bianco di M. Haneke;
Il segreto dei suoi occhi di J. J. Campanella;
Lourdes di J. Hausner;
Toy Story 3 di L. Unkrich;
Up di P. Docter e B. Peterson;
L’uomo nell’ombra di R. Polanski;
Revanche - Ti ucciderò di J. Krisch;
Il profeta di J. Audiard;
The Road di J. Hillcoat;
A Serious Man di J. e E. Cohen.

Ed ecco la Top of the Flops:

Predators di N. Antal;
The Final Destinations 3D di D. R. Ellis;
Iron Man 2 di J. Favreau;
Alice in Wonderland di T. Burton;
2012 di R. Emmerick;
Shutter Island di M. Scorsese;
Fuori controllo di M. Campbell;
Parnassus di T. Gilliam;
L’uomo che fissava le capre di Grant Heslov;
Rec 2 di J. Balaguerò e P. Plaza.

venerdì 13 agosto 2010

Libri viaggiatori

Per coloro che quest’estate non possono concedersi una vacanza il quotidiano francese Le Monde propone cinque mete turistiche da visitare attraverso la lettura di altrettante opere letterarie.

Tra queste spicca La testa perduta di Damasceno Monteiro, romanzo di Antonio Tabucchi ambientato nell’affascinante città portoghese di Porto che, con i suoi luoghi incantati e misteriosi, costituisce lo sfondo delle avventure del giovane protagonista, alla ricerca di prove per risolvere il delitto su cui si fonda la narrazione.

giovedì 12 agosto 2010

Chi era Elvira Sellerio?

È morta a Palermo, il 3 agosto scorso, Elvira Sellerio. Aveva 74 anni.

Antonio Calabrò, il 30 giugno 1989, raccontava sulle pagine della «Repubblica» chi era l'editrice palermitana.
(Per leggere l'articolo clicca qui).

Il sito del Foglio ha pubblicato, invece, questo ricordo.

Salvatore Silvano Nigro, italianista e docente alla Normale di Pisa, da più di trent’anni collaboratore della casa editrice, dove approdò anche per volontà di Sciascia e di cui è oggi direttore editoriale, racconta al Foglio, per spiegare chi fosse Elvira Sellerio, che la conobbe “all’inizio degli anni Settanta, dopo una mia recensione molto negativa, uscita su Paese Sera, di un libro da lei pubblicato”. Invece di arrabbiarsi, l’editrice “volle conoscermi. Volle sapere di me, della mia famiglia, della mia vita, e mi propose di collaborare alla sua impresa. Sciascia mi aveva messo scherzosamente in allarme. Attento, mi aveva detto, Elvira è una sirena. Ed è vero, è stata sempre una straordinaria seduttrice intellettuale, capace di ottenere tutto quello che voleva”.

Una sirena, dunque. Di un genere poco convenzionale, grande nuotatrice nel mare delle passioni letterarie: “Era da sempre una lettrice voracissima. Conosceva autori anche minimi della letteratura mondiale, e questo le permetteva di tirar fuori dalla sua biblioteca personale titoli dimenticati, che faceva rivivere nelle sue collane e che noi scoprivamo grazie a lei. Non abbiamo mai pubblicato un libro che Elvira Sellerio non avesse letto e che non avesse discusso, approvato e curato personalmente. Non credo che siano molti gli editori da tremila libri di cui si possa dire la stessa cosa”, dice ancora Nigro. Perché, pur considerata “piccola”, la casa editrice Sellerio è a tutti gli effetti una grande impresa culturale, “con una produzione invidiabile – sottolinea lo studioso – e di questo il merito va soprattutto a lei”.

Se qualcosa non la convinceva fino in fondo, Elvira Sellerio non chiudeva le porte. “Non diceva mai un no deciso, perché temeva di offendere le persone. Diceva semmai: vediamo domani. Con noi collaboratori, compreso Sciascia, dopo averci dato ragione all’inizio, ci portava dove voleva. Con tale sottigliezza che, alla fine, tutti la ringraziavamo, perché aveva davvero ragione lei”. La stessa incapacità di dire dei “no” secchi la conoscono tutti coloro che hanno avuto la ventura di chiederle interviste. Molto rare, quelle concesse, più che altro all’epoca del coinvolgimento nella breve stagione nella Rai dei “professori” (si dimise con sollievo, ansiosa di tornare ai suoi libri e anche alla sua amata campagna dalle parti di Ragusa). Interviste subite con grazia da quella bella signora di eleganza antica, talmente schiva da sembrare scostante.

Nemica delle fotografie: lei, moglie di un grande fotografo. Provava in ogni modo a far desistere il questuante, rimandava, si scusava, prometteva, si sottraeva mille volte prima di rassegnarsi a parlare. E allora, finalmente, non lesinava né cordialità né sorrisi, seduta nella sua poltrona nell’ufficio di via Siracusa 50, sempre avvolta dal fumo delle sue proibitissime sigarette (gustate di nascosto fino all’ultimo, però, perché “i vizi vanno coltivati”). Intorno a lei, la grande famiglia allargata della casa editrice. Prima di tutto i figli veri, Antonio e Olivia. Figli del marito separato ma mai lontano, Enzo Sellerio. Autore della copiatissima veste grafica dei libri blu, dal 1983 si occupa delle pubblicazioni d’arte e di fotografia. “Le persone che lavorano alla Sellerio sono le stesse di trent’anni fa – spiega ancora Salvatore Silvano Nigro – e davvero l’impronta di Elvira Sellerio è inconfondibile. Pochi redattori, tutte donne, tutte cresciute lì dentro, tutte entusiaste. Lei, per prima, non si è mai risparmiata: passava l’intero giorno a leggere, circondata dai manoscritti, o a parlare con gli autori. Li seguiva, li incoraggiava, li consigliava. Non so immaginare un intreccio più appassionato tra vita e lavoro”.

mercoledì 11 agosto 2010

Libri&Libri: note, recensioni, appunti...



Nella sezione Libri&Libri: note, recensioni, appunti... è stata aggiunta la scheda relativa all'opera La Montagna incantata (Der Zauberberg) di Thomas Mann, con sintesi, commento e analisi storico-critica.

martedì 10 agosto 2010

Libri&Libri: note, recensioni, appunti...


Per tutti gli appassionati di letteratura e/o studenti a cui serve un aiuto, da oggi è disponibile sulla colonna di destra la nuova pagina tematica Libri&Libri: note, recensioni, appunti..., destinata ad accogliere riassunti, schede libro e riflessioni critiche su varie opere letterarie, di ogni epoca e lingua.

La pagina verrà aggiornata ogni settimana.

Speriamo possa esservi utile.

giovedì 5 agosto 2010

Quale futuro per l’università italiana?

A seguito dei tagli e dei provvedimenti contenuti nella finanziaria (Legge n. 191 23 dicembre 2009), a cui si aggiungono quelli previsti dalla legge 133\2008 e nella successiva legge 1/2009 (ex decreto 180) l’Università e la ricerca pubblica si trovano in una situazione estremamente complicata, in cui è sempre più difficile garantire servizi e didattica di qualità agli studenti. Alcuni dati possono definire oggettivamente la situazione:
- Taglio del Fondo di Finanziamento Ordinario di 1,2 miliardi di euro (le risorse destinate principalmente a stipendi del personale e servizi ordinari degli atenei)
- Limiti alle sostituzioni del personale docente e tecnico e amministrativo andato in pensione (turnover al 50%: ogni due pensionamenti è possibile un'unica assunzione);
- Blocco del reclutamento dei ricercatori;
- Riduzione dei fondi legati al diritto allo studio (borse di studio, alloggi, mense, ...)
- Blocco dei rinnovi contrattuali di tecnici e amministrativi.
La diminuzione delle risorse renderà difficile già dal prossimo anno la copertura degli stipendi del personale; gli effetti sui servizi offerti agli studenti sono già visibili da mesi (chiusura di biblioteche e sale studio, riduzione degli abbonamenti a riviste scientifiche, riduzione orari dei riscaldamenti, riduzione delle pulizie nei locali universitari, riduzione degli orari delle segreterie, ...) e tenderanno ad aumentare nei prossimi anni.
A questa situazione già difficile si aggiunge, dal 28 ottobre 2009, il disegno di Legge Gelmini, una proposta di “riforma a costo zero” che rischia di indebolire il carattere pubblico dell'Università e della Ricerca e rischia di destabilizzare fin dal prossimo anno accademico la didattica offerta dagli Atenei. Oltre ad un riordino complessivo degli organi di governo dell'ateneo (con la maggior parte dei poteri accentrati nelle mani di Rettore e Consiglio D'Amministrazione), il DDL Gelmini contiene due provvedimenti che incideranno sugli studenti:
1. Diritto allo Studio: viene istituito un fondo “per il merito” parallelo a quello attualmente utilizzato per garantire il diritto allo studio, non più basato sui criteri congiunti di reddito e merito, come prescritto nell'art. 34 della Costituzione. Non vengono tuttavia previsti ulteriori finanziamenti per il nuovo fondo, che potrebbero arrivare da privati. Il “merito” degli studenti verrà inoltre valutato tramite prove nazionali standard.
2. Ricerca : viene abolita la figura del ricercatore a tempo indeterminato, sostituita da quella del ricercatore a tempo determinato (contratto di massimo 6 anni), reclutato attraverso concorsi locali, valutati da una Commissione giudicatrice nominata dal Rettore scegliendo tra i professori ordinari dei Dipartimenti, e non più attraverso il sorteggio a livello nazionale tra i professori dello stesso settore scientifico-disciplinare.
Attualmente circa il 40% dell’attività didattica è svolta dai ricercatori: nel nuovo quadro la Didattica e la Ricerca saranno affidate a personale qualificato (in possesso di laurea e dottorato) che dopo 6 anni, dopo aver appena maturato esperienza e produttività scientifica, potrà essere lasciato a casa.
I ricercatori del nostro ateneo, come quelli di molti atenei italiani, hanno da alcuni mesi preso una posizione decisa verso le misure contenute nel DDL che penalizzano fortemente la loro figura.
In questo non vengono infatti introdotte norme che riconoscano il ruolo docente degli attuali ricercatori svolto spesso gratuitamente; non viene in alcun modo considerato il lavoro da loro svolto finora né il loro apporto alla maggior parte dei corsi esistenti; non viene affrontato il tema dello stato giuridico dei ricercatori, atteso dal 1980; non ci sono prospettive di progressione di carriera per i ricercatori a tempo indeterminato che vengono soltanto messi in esaurimento.
Dal prossimo anno accademico, se non interverranno sostanziali modifiche al DDL Gelmini, la quasi totalità dei ricercatori italiani si limiteranno al solo adempimento degli obblighi previsti dal loro ruolo non confermando quindi la loro disponibilità a tenere corsi, fare esami, partecipare a sessioni di laurea, seguire tesisti. La prima conseguenza sarà una diminuzione drastica delle forze a disposizione delle Facoltà e un peggioramento della qualità della didattica, non solo per i nuovi immatricolati ma anche per chi è già iscritto all’Università.
Inoltre già da gennaio 2011 la maggior parte delle Università italiane non sarà in grado di assicurare il proprio funzionamento ordinario né di rispondere alla domanda di istruzione universitaria proveniente dai neo-diplomati: a seguito di pensionamenti di docenti e amministrativi non ci saranno assunzioni a causa del blocco del turnover e della forte carenza di risorse.

Fonte: Lettera del Consiglio degli Studenti dell’Università di Parma.
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