martedì 5 agosto 2014

Nuova recensione Cineland. Stop the Pounding Heart di R. Minervini


Stop the Pounding Heart 
di Roberto Minervini 
con Sara Carlson, Colby Trichell, Tim Carlson, LeeAnne Carlson, Katarina Carlson 
Drammatico, 98 min., Italia, 2013 

Capitolo conclusivo della trilogia sul Texas, Stop the Pounding Heart è passato quasi del tutto inosservato ma ha raccolto consensi a Cannes e al Festival di Torino vincendo il Premio della Giuria nella sezione Internazionale.doc. È la storia di Sara, giovane ragazza austera di famiglia cristianissima e numerosa che consacra le sue giornate ai precetti della Bibbia, i lavori manuali e la custodia delle sue sorelle. Sarà l’incontro con Colby, giovane cowboy e coraggioso bull ryder, a far nascere in lei pulsioni fino ad allora inascoltate. 

Attraverso una storia minimale dagli interrogativi esistenziali, ci viene restituito un dirompente affresco della realtà statunitense più nascosta e per questo più vera, in quella porzione di America rurale, qui coincidente con la periferia di Houston (Texas), dove le vite sono scandite da patriottismo, religione e tradizioni. La Natura, che tradisce un valore quasi thoreauiano, fa da sfondo ai riti d’iniziazione di giovani e adulti: il rodeo, le grigliate, il tiro al bersaglio. 

È nella ricerca di sé stessa che la protagonista compie un percorso di crescita silenzioso ma dirompente, cadenzato da una tecnica di ripresa che, mescolando richiami alle cifre stilistiche dei fratelli Dardenne (l’attenzione per la protagonista) e di Terrence Malick (il rapporto natura/personaggio), ci spinge ad una necessaria riflessione su una nuova forma di “cinema vérité” o “cinema diretto” che si propone come reazione alla crisi di contenuti che ormai attanaglia il cinema. 

L’operazione non è del tutto riuscita (è ormai evidente che rarefazione della narrazione e intrattenimento non vanno del tutto a braccetto) ma l’ottima tecnica e la qualità delle idee messe in campo ci fanno apprezzare l’opera e ci riempiono di speranza per il futuro di un regista italiano che è riuscito a superare nettamente i risultati dei suoi connazionali più conosciuti (su tutti, per affinità tematiche, Le meraviglie di Alice Rohrwacher). 

Voto: 4 su 5 

(Film visionato il 31 luglio 2014)


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