martedì 4 dicembre 2012

Nuova recensione Cineland. Il sospetto di T. Vinterberg

Il sospetto
di Thomas Vinterberg
con Mads Mikkelsen, Thomas Bo Larsen, Susse Wold, Annika Wedderkoop
Drammatico, 115 min., Danimarca, 2012

In una piccola cittadina di uno stato nordico le case e le strade sono sempre pulite, i bambini possono scorrazzare senza paure e tutti sono amici da sempre dacché si conoscono dalla nascita. In questo paese c’è Lucas, insegnante divorziato che ha trovato da lavorare in un asilo e che cerca in tutti i modi di ricostruirsi una vita con l’obiettivo di ottenere l’affidamento del figlio Marcus. Lucas è un uomo affascinante e divertente, soprattutto per i bambini dell’asilo. Tra questi c’è Klara, figlia del suo migliore amico, che lo vede come un punto di riferimento paterno, sino a provare per lui un sentimento che si declina in un regalino e un bacio rubato dato sulla bocca. Lucas mette subito le cose in chiaro: per una bambina di quell’età, regali e baci sono da riservare ai coetanei. È a questo punto che Klara metterà in moto la sua tremenda vendetta, una piccola bugia che darà il via ad un crescendo di accuse che vedranno Lucas incolpato di pedofilia e rifiutato da (quasi) tutta la società.

Lontano dai dettami di Dogma 95 e dalla loro declinazione in Festen (1998), l’ultima opera di Vinterberg si qualifica per un impianto stilistico e narrativo assolutamente classico. Basti pensare alla caratterizzazione dei personaggi: sottili occhiali neri ricordano allo spettatore che Lucas (l’ottimo Mikkelsen) è un uomo di cultura, mentre il suo fisico proporzionato lo rende affascinante (anche agli occhi di una bambina); Klara è una biondina da spot pubblicitario, bella e intraprendente quanto basta per farla spiccare rispetto agli altri infanti del film. La morbosità nello spettatore è presto attivata. Ma il regista mette in atto qualcosa di sorprendente. Benché si sappia fin dall’inizio che Lucas è innocente (diversamente da Il dubbio di J. P. Shanley, 2008), l’interesse per la vicenda rimane alto. Le due domande che permettono questo sono: fin dove si spingerà la società nell’emarginare e nel torturare fisicamente e psicologicamente Lucas (non a caso il titolo originale è Jagten, “caccia” in danese)? Quando la società scoprirà, se lo scoprirà, che Lucas è innocente lo riabiliterà?

Vinterberg ci fa capire che siamo sì pensanti, ma pur sempre degli animali. Vigono dunque l’atavico istinto di conservazione di sé e della prole nonché la legge del branco. Anche nel 2012.

Voto: 4 su 5

(Film visionato l’1 dicembre 2012)

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