venerdì 27 aprile 2018

Registi di Parma - Intervista a Francesco Campanini


Registi di Parma – Intervista a Francesco Campanini

Francesco Campanini è un professionista del settore. Nato a Parma, attualmente vive a Roma e partecipa come regista e produttore esecutivo a vari progetti cinematografici. Esordisce alla regia esattamente dieci anni fa e nei suoi lungometraggi ha indagato i territori del thriller, dell’horror e del noir. Attualmente sta lavorando ad un documentario, ma l’obiettivo è la realizzazione di un film di fantascienza basato su una sua sceneggiatura.


Riferimenti culturali

1) Da dove nasce il tuo amore per il cinema?
È nato molti anni fa, quando ero ancora piccolo e i miei genitori mi hanno portato al cinema per la prima volta a vedere un classico Disney. Sono rimasto folgorato e da li è nata una grande passione. Poi c’è stata l’influenza degli anni ottanta dei registi americani. Mi ricordo che passavo tante ore a guardare i film in compagnia di amici, ne parlavamo tutti i giorni e cercavamo d’imitare gli attori e di rifare le scene. 

2) Quali sono i tuoi registi di riferimento?
Adoro i film di Steven Spielberg, Martin Scorsere, Stanley Kubrick, George Lucas, Christopher Nolan, Billy Wilder, John Ford, Woody Allen, Ridley Scott, Michael Mann, Jean-Pierre Melville.

3) Quali film annoveri tra i capolavori?
Via col vento, Viale del Tramonto, Fronte del porto, Shining, Schindler’s List, A qualcuno piace caldo, Provaci ancora Sam, Biancaneve e i 7 nani, La Rosa di Bagdad, Ombre rosse, Sonatine, Gli spietati, Ben-Hur, Tutti insieme appassionatamente, Un uomo da marciapiede, La stangata, Il cacciatore, Novecento, Il conformista, Balla coi lupi, Il silenzio degli innocenti, 2001: Odissea nello spazio, Aliens - Scontro finale, Gioventù bruciata.

4) Quali sono i film che riguarderesti all’infinito?
Una buona parte di quelli che ho elencato sopra.

5) Quali sono i gruppi e/o cantanti che ascolti abitualmente?
Soprattutto i Beatles e gli Oasis. Altri sono Depeche Mode, U2, The Rolling Stone, Bjork, Radiohead, Prodigy, The Verve, AC/DC, David Bowie.
Gli italiani che ascolto di più sono Carmen Consoli, Tiromancino, Samuele Bersani, Caparezza, Elisa, Eros Ramazzotti, Luigi Tenco, Franco Battiato e Lucio Battisti.

6) Quali sono i libri e gli autori letterari che ami?
I libri che mi fanno sognare subito, come i grandi classici della letteratura mondiale. Ho bisogno di tuffarmi in grandi avventure, di trovare il coraggio di spingermi oltre il limite per inseguire sogni e ideali. Per questo cito Guerra e pace, Il nome della rosa, I miserabili, La Divina Commedia (Inferno), I racconti di E.A.Poe, l'Origine delle specie, Viaggio di un naturalista intorno al Mondo, Delitto e castigo. E poi alcuni classici come: Dalla terra alla luna, 20.000 leghe sotti i mari, Il giro del mondo in 80 giorni, Io Robot, Le avventure di Lucky Starr, La macchina del tempo, L’uomo invisibile e La guerra dei mondi.

  
Processo creativo

7) Da quali idee/influenze nascono i tuoi lavori?
Mi piace lavorare a progetti di film di genere noir/poliziesco e thriller/horror, ma il mio vero sogno è poter realizzare un film di fantascienza.

8) Quando trovi il tempo per scrivere il soggetto e la sceneggiatura?
Il tempo per scrivere è sempre poco, perché bisogna fare i conti con gli impegni della vita quotidiana. Ogni tanto riesco ad estraniarmi per alcuni brevi periodi durante la settimana, dicendo di no a tutto quello che mi potrebbe distrarre. Oltre al tempo che dedico alla scrittura quando sono a casa, ci sono tre posti in cui cerco di andare il più spesso possibile per abbandonarmi completamente ai miei pensieri. A Parma mi piace passeggiare nel Parco Ducale, mentre quando sono a Roma mi piace molto camminare sull’Appia Antica. Ma soprattutto mi siedo su una panchina sul Palatino (dentro ai Fori Imperiali) a prendere appunti e ad immaginarmi la storia. Proprio su quella panchina è nata l’idea per il film di fantascienza.

9) Cortometraggio o lungometraggio? Perché?
Lungometraggio. È il miglior modo per raccontare una storia e far uscire tutto il background dei personaggi. Esistono anche dei cortometraggi ben fatti, ma il film è Cinema con la C maiuscola. Quando lo progetti devi pensare a tanti aspetti che per molti versi sono simili al corto (come la preparazione della giornata di riprese, il set, ecc.) però hai più tempo per lavorare con gli attori e puoi dargli più spazio per fargli conoscere meglio il loro personaggio.

10) Le scene sono frutto di immaginazione o attingi da racconti ed esperienze di vita?
Alcune cose sono frutto di fantasia per andare a completare degli aspetti secondari della storia o dei personaggi. Il resto è preso un po’ da quello che ho vissuto, da racconti di altre persone e soprattutto da quello che ho letto nei romanzi o visto nei film che mi piacciono.

11) I personaggi sono ispirati a persone reali?
Sì, assolutamente.

12) Sei incline a pensare ad ambientazioni e personaggi in un contesto comico, drammatico o fantascientifico?
Il progetto di fantascienza a cui sto lavorando ha anche caratteristiche drammatiche.

13) Cosa cerchi di comunicare? A chi?
Con il mio nuovo progetto di fantascienza vorrei esprimere ad un pubblico più ampio possibile quali sono i reali problemi a cui stiamo andando incontro a livello globale, sottolineando che se staremo ancora a guardare diventeranno sempre più grandi e incontrollabili.

  
Processo realizzativo

14) Come scegli gli attori?
Guardo molte foto e i book delle agenzie di casting, poi ne scelgo una parte e valuto il provino. Gli attori devono avere la capacità di entrare nel personaggio e trasformarsi in esso il più possibile.

15) In base a cosa scegli le location?
La location deve essere bella visivamente e curata, perché deve dare allo spettatore la sensazione di esserci dentro assieme agli attori. Ogni location deve però ricreare l’atmosfera giusta per il tipo di storia che si sta raccontando. Non ci sono location “di passaggio” perché tutto rimane impresso e se si cominciano a vedere difetti o povertà di scenografia, chi guarda si distrae e perde interesse.

16) Preferisci girare in interni o in esterni?
Per le storie che ho in mente attribuisco la stessa importanza sia agli interni che agli esterni.
Mi piace girare in esterno perché posso avere accesso a posti che mi piacciono molto e a cui talvolta il pubblico non ha accesso.
In interno apprezzo la comodità di essere in un ambiente totalmente a mia disposizione a qualunque orario e con la possibilità di modificare la scenografia anche un attimo prima di girare.

17) Che macchina da presa utilizzi? Qual è il suo maggior pregio?
Quando ho fatto il primo film non c’erano tutte le macchine da presa di oggi e per noleggiare quelle più professionali ci voleva un budget abbastanza alto. In questi anni ho vissuto la trasformazione per rendere le videocamere sempre più maneggevoli. Lo stesso ha riguardato l’attrezzatura.
Per quello che mi riguarda deve esserci un tempo di preparazione e assemblaggio relativamente breve e una certa comodità di utilizzo. Una componente importante, oltre alla buona qualità della macchina in sé, dev’essere nelle ottiche. Non devi per forza utilizzare un Red 8k se poi registri nel formato più piccolo per non consumare i giga della scheda, degli hard disk e poi non fai un color correction adeguata. Bisogna saper scegliere il giusto formato sia per la ripresa sia per la post-produzione.

18) Qual è il tuo movimento di macchina preferito? Quale usi più spesso?
Dipende dalla situazione e cerco sempre di muovere la macchina da presa nel modo più consono ad ogni scena. La macchina a mano è comunque quella che preferisco in assoluto, ma non può andare bene per tutte le inquadrature. Amo le inquadrature molto larghe (come quelle in Balla coi lupi) in cui vedi insieme attori e panorami mozzafiato. Un’altra comodità di oggi è che non hai più bisogno dell’elicottero. Col drone riesci a fare bellissime inquadrature dall’alto.

19) Com’è organizzata una tua giornata di riprese?
Tutto è scandito da un piano di lavorazione e da un direttore di produzione che coordina e organizza la giornata lavorativa. Si parte al mattino presto e si finisce la sera tardi. Le giornate sono impegnative ma sono esperienze indimenticabili. Possono capitare degli imprevisti, come la pioggia quando giri in esterno e devi avere i “cover set” per non stare fermo e buttare la giornata. 

20) La sceneggiatura cambia in corso d’opera?
Mi piace pensare alla sceneggiatura finale come alla miglior versione scritta per quello che si vuole raccontare e allo stesso tempo avere ancora un margine di miglioramento che può arrivare in corso d’opera.

21) Lasci i tuoi attori liberi di improvvisare?
Solo per poche battute, perché anche una piccola variazione potrebbe variare il senso narrativo e non collegarsi perfettamente col resto della storia. Alcune volte però le improvvisazioni hanno migliorato la scena grazie alla bravura e all’esperienza degli attori.

22) Quali indicazioni dai più spesso ai tuoi attori?
Cerco di dargli più indicazioni possibili per farli diventare in modo naturale il loro personaggio. Durante le prove analizziamo tutti gli aspetti e poi proviamo le battute cercando di ricreare l’atmosfera della scena. Le prime volte li lascio liberi d’interpretare a loro modo e poi comunico il mio punto di vista e si continua a lavorare fino a che non si raggiunge l’obbiettivo.

23) Hai dei collaboratori?
Sì. Con Luca Magri (attore e regista) abbiamo lavorato ai due film Il solitario e La casa nel vento dei morti. Ci conosciamo dai tempi della scuola e abbiamo sempre cercato di andare in questa direzione, cercando persone che potessero aiutarci a realizzare un lungometraggio. Questi due progetti li abbiamo pensati e creati con tanta passione e determinazione. Altre due figure importanti che ho conosciuto durante la lavorazione al secondo film sono stati Antonio Amoretti e Pietro Corradi che hanno successivamente prodotto il film Il vincente, esordio alla regia di Luca Magri.

24) Quanto è importante la musica nei tuoi film? Dove preferisci utilizzarla?
La musica è molto importante e deve essere dosata nel modo giusto. Mi piace quando c’è il giusto equilibrio e la musica ti trascina e sottolinea la scena per poi sparire e ritornare. Mi attrae molto anche in quei momenti che sottolineano sentimenti forti di passione, di drammaticità, di tensione.

25) Quanto ritieni sia importante il montaggio?
È molto importante e a volte una buona idea in questa fase aumenta la forza di una scena. Non è tutto però, anche perché il grosso del lavoro lo hai fatto prima. Certo, ti può dare qualcosa in più. Potrei definire il montaggio come “l’ora della verità”, ovvero quella fase in cui ti rendi conto del lavoro che hai fatto, se lo hai fatto bene, se manca qualcosa, o se ti stai avvicinando alla fine del lavoro. 

  
Il prodotto finito

26) Quali canali sfrutti per diffondere le tue opere?
Il primo film Il solitario è stato distribuito al cinema tramite gli indipendenti regionali ed è uscito in alcune delle principali città italiane. In TV è distribuito da RaiCinema, e in HomeVideo da CG Entertainment.
Il secondo film La casa nel vento dei morti è stato distribuito al cinema tramite il circuito The Space Cinema, in TV da RaiCinema, in HomeVideo da Dynit e per lo streaming da iTunes e Amazon.

27) Pensi subito di partecipare a qualche concorso o la decisone dipende soprattutto dal risultato finale?
Non ci penso subito ma credo che sia un buon mezzo per far conoscere la propria opera e un ulteriore riconoscimento al lavoro fatto.  

28) Hai vinto qualche premio/riconoscimento? Con quali opere?

IL SOLITARIO (Lungometraggio)

   -      Evento speciale al "Noir in Festival di Courmayeur" (IT) 2008

    Selezione ufficiale "Accadde Domani-Nuovo Cinema Italiano" (IT) 2009
    Luca Magri vincitore "Miglior attore protagonista" al "Mantova Film Fest" (IT) 2009
    Francesco Campanini vincitore "World Cinema Best Director" al "Phoenix Film Festival" (USA) 2010
    Vincitore del "Silver Remi Award" al "WorldFest-Houston" (USA) 2010
    Selezione ufficiale "B-movies, Underground & Trash Film Festival" (NL) 2010 

LA CASA NEL VENTO DEI MORTI (Lungometraggio)

- Selezione ufficiale al "B-movies, Underground & Trash Film Festival" di Breda (NL) 2012
- Selezione ufficiale al "ToHORROR Film Fest" di Torino (IT) 2012
- Selezione ufficiale al "Horror Project Film Festival" di Roma (IT) 2012

GIUSEPPE VERDI E LA GLORIA - IL MONUMENTO DEL CENTENARIO (Documentario)

- Selezione ufficiale al “Busseto Verdi Festival” - 2015
- Selezione ufficiale al “Roma Cinema DOC” - 2016
- Selezione ufficiale al “Istanbul International Architecture and Urban Films Festival” - 2016

29) Sei soddisfatto dei tuoi lavori? Quale ti rappresenta maggiormente?
Sono abbastanza soddisfatto, anche se c’è qualcosa che vorrei cambiare.
Il primo film però non si scorda mai! Forse per il brivido lungo la schiena che correva ogni giorno di ripresa (un po’ perché era la prima volta e non sapevo come sarebbe andata a finire, un po’ per la felicità di fare quello che avevo sempre sognato), forse per l’atmosfera che si era creata con tutto il cast e la troupe o forse semplicemente perché ero pieno di emozioni positive e stavo concretizzando un progetto complesso con gangster, inseguimenti, rapine, sangue e sparatorie.

30) Progetti futuri?
Sto preparando un documentario che ricostruirà la storia della famiglia Farnese a Parma e del Complesso della Pilotta dalle prime fasi di costruzione e ampliamento per arrivare all’attuale aspetto odierno. L’altro progetto a cui sto lavorando, come dicevo, è un film di fantascienza.


Filmografia

-      - IL SOLITARIO (Lungometraggio), 2008

-      - LA CASA NEL VENTO DEI MORTI (Lungometraggio), 2012

-      - GIUSEPPE VERDI E LA GLORIA - IL MONUMENTO DEL CENTENARIO (Documentario), 2015

http://www.campaninifilm.it (sito ufficiale)




Biografia

Nato a Parma nel 1976, Francesco Campanini ha esordito come regista e produttore con il lungometraggio Il solitario (2008), di cui ha anche firmato il soggetto. Successivamente ha realizzato il secondo film La casa nel vento dei morti (2012), l’episodio “Sei tu il colpevole!” del film P.O.E 3 – Pieces of Eldritch (2014) e il documentario Giuseppe Verdi e la Gloria - Il Monumento del Centenario (2015). Come produttore esecutivo ha curato tre documentari di Francesco Barilli Poltrone Rosse - Parma e il Cinema (2014), Il Regio nel paese del melodramma (2015), I colori nascosti di Benedetto detto Antelami (2017) e il film Il vincente diretto da Luca Magri (2016).

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