venerdì 25 giugno 2010

Bookcrossing al Fidenza Village



«Bookcrossing» significa incrocio, scambio di libri e indica una pratica completamente gratuita e volontaria che ha preso piede ormai da anni nei paesi anglosassoni, ma che in Italia stenta ancora a decollare.
In origine consisteva nel rilasciare un libro letto in un luogo pubblico - una piazza, un parco, un bar - così che qualcun altro lo potesse trovare, leggere e farlo circolare a sua volta. Ora esistono però anche spazi specifici di scambio, in cui chiunque può portare i libri letti, di qualunque genere essi siano, per poi tornare a casa con nuove acquisizioni.
Da ieri uno di questi spazi è diventato il Fidenza Village che, dopo una serata dedicata al bookcrossing, ha acquisito ufficialmente il riconoscimento dell’associazione bookcrossing-italy, divenendo a tutti gli effetti una OCZ, ossia una Official Crossing Zone, in cui sarà possibile, ogni giovedì, portare e scambiare liberamente libri, alla scoperta di una nuova dimensione della lettura.

Info: http://www.bookcrossing-italy.com/

Nuova recensione Cineland


Nella sezione Cineland (visti e recensiti per voi) - nella colonna di destra - è stata aggiunta una nuova recensione, relativa a Il segreto dei suoi occhi di Juan José Campanella, vincitore dell'Oscar come miglior film straniero.

Dino Buzzati poeta

Dino Buzzati, stimato autore di romanzi e racconti brevi, tra i quali Il colombre, I sette messaggeri, Il deserto dei tartari, viene riscoperto come poeta: due sono infatti i componimenti autografi ritrovati, risalenti entrambi al biennio 1953-54 e intitolati Bacino di carenaggio e Un addio. Si tratta di poesie sino ad oggi inedite provenienti da collezioni private, pubblicate per la prima volta da Gennaro Cesaro sul nuovo fascicolo della rivista «Nuova Antologia» (editore Le Monnier) che quest’anno festeggia i 145 anni.

mercoledì 23 giugno 2010

Ipse dixit (sui libri e sui lettori)


«Mai prestar libri, non uno fa ritorno; i soli che ho in biblioteca / sono quelli che gli altri / mi hanno prestato».
Anatole France
«Dopo il piacere di possedere libri, nessun altro eguaglia quello di parlarne».
Charles Nodier
«Credi di poter essere considerato anche tu uomo di cultura, perché sei sempre pronto ad acquistare i libri più belli: invece hai imboccato proprio la strada sbagliata e così dimostri la tua ignoranza. Non è che tu acquisti i libri più belli: ti fidi del primo venuto che fa pubblicità alla sua merce. Sei una vera manna per questi imbroglioni e un guadagno bell’e pronto per i librai. D’altronde, come faresti a distinguere i libri antichi e di valore da quelli scadenti e guasti, se il tuo criterio di valutazione è il vederli mangiati dai tarli, che prendi quindi come consiglieri per il tuo giudizio?».
Luciano di Samosata, Contro un bibliomane ignorante, Palermo, Sellerio, 1994, pag. 49.
Un piccolo galateo del lettore all’indirizzo http://www.bergogliolibri.it/bibliofilia/galateo.htm

Bibliofagi

Nelle sue Illusions Perdues Balzac presenta un bizzarro personaggio, il giovane Biron, figlio di un orefice, assunto come segretario dal barone di Goertz, ministro del re di Svezia Carlo XII: «Il giovane segretario trascorre le notti a scrivere; e come tutti i grandi lavoratori contrae un’abitudine, si mette a masticare la carta […]. Il nostro bel giovane comincia con della carta bianca, ma vi fa l’abitudine e passa ai fogli scritti, che trova più saporiti […]. Infine il piccolo segretario, di sapore in sapore, finisce con il masticare delle pergamene e mangiarle». Biron mangia persino il trattato che Carlo XII vuole siglare con Napoleone e viene mandato a morte, ma verrà salvato dal barone.
Da questo episodio balzachiano prende spunto Edgardo Franzosini per scrivere un breve romanzo incentrato sulla figura di Biron, diventato Johann Ernst Biren e intitolato significativamente Il mangiatore di carta.

Balzac, Illusioni perdute, Milano, Garzanti, 2008.
Edgardo Franzosini, Il mangiatore di carta, Milano, Sugarco, 1989.

Ladri di libri - II

Il caso di Guglielmo Libri è solo il primo di una lunga serie: negli ultimi anni il «Corriere della Sera» ne registra almeno due di una certa entità.
Nel 2009 un monzese di 46 anni è stato fermato dopo essere riuscito ad accumulare ben 5 mila volumi di un certo pregio, presi "a prestito" da varie biblioteche di Milano attraverso un documento falso e mai restituiti.
Ma ancora più eclatante l’episodio che qualche mese prima ha visto protagonista un ricco e stimato studioso di origine iraniana, il quale per otto anni aveva frequentato la British Library di Londra e la Bodleian di Oxford, consultando centinaia di libri rari, alcuni antichi di secoli. Era tanto dedito allo studio da rubare non solo tempo ai propri affari, ma anche le pagine e le mappe più preziose dei libri che consultava, asportate con precisione chirurgica per mezzo di un bisturi. Sono stati quasi 200 i testi mutilati, per un danno complessivo di circa 1.200.000 euro.

Difficile credere che sia stato l’amore per i libri ad animarlo.

Ladri di libri - I

Il più grande ladro di libri che la storia della bibliomania ricordi è un tale che, nomen omen, si chiamava Guglielmo Libri.
Era un insigne matematico fiorentino dell’Ottocento il quale, divenuto stimato cittadino francese, visitò le più abbandonate biblioteche di Francia, riportando alla luce e classificando preziose e rarissime opere altrimenti perdute. Ma la passione per la parola scritta gli prese la mano e Libri giunse ad accumulare quarantamila tra testi a stampa e manoscritti di inestimabile valore finché, scoperto, scappò in esilio a Londra e visse inseguito dai mandati di cattura.
Libri era certamente un bibliofilo: deve avere pensato che quei libri sarebbero stati meglio a casa sua, coccolati e amati, piuttosto che in qualche ammuffita biblioteca di provincia. Ma per averne amati troppi non avrà certo potuto amarli uno per uno.
Per questo era anche e soprattutto un bibliomane.

Atto d’accusa davanti alla Corte d’Appello di Parigi
http://books.google.fr/books?id=0HMEAAAAMAAJ&printsec=titlepage#v=onepage&q&f=false

Che cos'è l'amor (per i libri)

«Il bibliofilo, anche e specie colui che colleziona libri contemporanei, è sempre esposto all’insidia dell’imbecille che ti entra in casa, vede tutti quelli scaffali ed esclama: “Quanti libri! Li hai letti tutti?”. L’esperienza quotidiana ci dice che questa domanda viene fatta anche da persone dal quoziente intellettivo più che soddisfacente. […] Quello che l’infelice non sa è che la biblioteca non è solo il luogo della tua memoria, dove conservi quel che hai letto, ma il luogo della memoria universale, dove un giorno, nel momento fatale, potrai trovare quello che altri hanno letto prima di te». Perché il saggio non è colui che ha letto tutto ma colui che, quando ha un dubbio, sa quale libro aprire.

Umberto Eco, «La Repubblica», 16 settembre 2006.

giovedì 17 giugno 2010

Agli studenti e ai professori di Giornalismo

«Il direttore di «The North American Review» mi ha chiesto di rispondere ad un articolo apparso di recente sulle sue pagine nel quale veniva criticata la Scuola di giornalismo per cui ho istituito un fondo presso la Columbia University. […] Forse chi avanza tali critiche può fare il nome di un grande giornalista che sia già nato con sembianze di dio alato, come Mercurio, messaggero degli dei? Io non ne conosco. Nel nostro Paese l’unica qualifica cui posso pensare della quale un uomo può ritrovarsi in possesso già dalla nascita è quella di idiota. Esiste forse una qualche altra qualifica per la quale un uomo non necessiti di un’adeguata preparazione, vale a dire di apprendimento a casa, a scuola e all’università attraverso insegnanti esperti o grazie alla dura esperienza personale, come le scottature che insegnano al bambino a temere il fuoco, o gli errori che temprano la volontà dell’aspirante? Al momento è quest’ultimo processo a permettere alla professione del giornalismo di procurarsi le proprie reclute. Funziona in base al principio della selezione naturale e della sopravvivenza dei più forti, e le strade sono lastricate dei suoi insuccessi. Il giornalista "nato", che ha avuto grande successo senza alcuna particolare preparazione, altro non è che un uomo dotato di abilità fuori dal comune e notevole fiuto per le proprie scelte professionali, oltre che di grande capacità di concentrazione e resistenza a prolungate fatiche. È un uomo che ama il proprio lavoro e al quale si applica con tutto il cuore e la mente. È, nel senso più stretto del termine, un uomo istruito, ma non ha fatto altro che sostituire l’istruzione a opera di altri con l’autodidattica, compensando eventuali lacune del suo addestramento attraverso il sacrificio incondizionato delle proprie forze, energie e piaceri. Ma anche in questo caso non sarebbe forse un vantaggio avere un sistema di istruzione che gli permettesse di conseguire i medesimi risultati facendogli risparmiare notevole tempo e fatica? […]. Ogni forma di intelligenza necessita di essere coltivata: le più alte ne traggono il maggior vantaggio, le inferiori sarebbero altrimenti perdute».

da: Joseph Pulitzer, Sul giornalismo, Torino, Bollati Boringhieri editore, 2009.

martedì 15 giugno 2010

Economisti nuovi intellettuali - Parte II



Dopo Boldrin, un altro economista – o meglio, un’altra economista – prende il posto di quelli che una volta erano gli analisti e critici della società: gli intellettuali, ormai defunti. O forse no. Sembra proprio che i nuovi intellettuali siano gli economisti. In questo caso il video – che riporta un estratto della puntata di Ballarò dello scorso 8 giugno – ci fa conoscere meglio Irene Tinagli, docente all'Universita' Carlos III di Madrid, esperta di innovazione, creatività e sviluppo economico, nonché consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU, della Commissione Europea e di numerosi governi regionali, enti e aziende in Italia e all’estero.

lunedì 14 giugno 2010

Ma il futuro è il 3D?

Penso di sì. Ma non sarà la rivoluzione copernicana delle nuove tecnologie. Per ora costituisce solo un piccolo passo di avvicinamento al grande traguardo di cui parlerò tra poche righe. A livello cinematografico il 3D è stato ormai definitivamente sdoganato e, in qualche caso, funziona veramente bene, aumentando la partecipazione empatica dello spettatore alla proiezione. Ora la moda si è consolidata ed è stata adottata anche dalle grandi case di produzione di televisori – Samsung, Sony, Panasonic su tutte – come elemento di novità finalizzato ad aumentare le vendite. Quale sarà, però, la sua evoluzione successiva?
Purtroppo per il 3D non la vedo. O meglio, il 3D sarà funzionale ad un’altra e ben più importante rivoluzione. Scorgo infatti un grande futuro nei videogiochi. Mi riferisco alla Nintendo Wii: la consolle ha aumentato di molto l’interazione tra il giocatore ed il gioco. Ma è ancora poco. L’evoluzione parallela di 3D e piattaforme che aumentano l’interazione dell’utente, però, aprirà enormi prospettive. Per questo, alla luce delle recenti evoluzioni tecniche, mi sento di affermare che il futuro sarà una totale interazione tra l’uomo e la macchina, che riuscirà a creare un mondo virtuale e completamente fruibile. La prospettiva di giocare una partita del mondiale, di passare il pallone ad un campione o fare gol ad una grande squadra già mi esalta. Questa sarà la grande rivoluzione copernicana, e mi fa sinceramente paura.

domenica 13 giugno 2010

Inchiostro nero


Guido Scarabottolo - disegnatore e grafico - rinuncia ad illustrare la copertina del nuovo libro di Guanda, di cui firma l'intero progetto grafico. Tuttavia, grazie all'intervento di Cristina Reche e il disegno di Sabrina Rinaldi, pur distanziandosi dalle classiche figure disegnate, riesce in una prima veramente ben riuscita e completamente aderente al libro che rappresenta. L'opera in questione è L'assassinio come arte poetica di Angela Vallvey.

Gli scrittori e il calcio


«Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro». E ancora, «Il calcio è un linguaggio per eccellenza, quello che ci poniamo subito come termine di confronto». Pier Paolo Pasolini.

«La palla non arriva mai dove te l’aspetti. Mi è servito nella vita. Soprattutto a Parigi dove non ci si può fidare di nessuno». Albert Camus.

«Sogno che un giorno nessuno farà più gol in tutto il mondo». Metafora surreale di Eugenio Montale.

«Portiere caduto alla difesa / ultima vana, contro la terra cela / la faccia, a non vedere l’amara luce». Il gol secondo Umberto Saba.

sabato 12 giugno 2010

Un Meridiano per Bevilacqua


Bevilacqua e Parma; Parma e Bevilacqua. Un rapporto d’amore e odio. Del resto l’autore parmigiano ha abbandonato la città ducale per vivere stabilmente a Roma. La sua città non l’ha disconosciuto ma, causa il suo auto-esilio, lo guarda con un poco di diffidenza. Del resto, nemo propheta in patria. Ora, però, anche i suoi detrattori devono capitolare all’effettiva incensazione dell’autore.
Mondadori ha infatti realizzato per la collana I Meridiani un compendio della sua produzione narrativa, comprendente i seguenti scritti: Una città in amore, Questa specie d’amore, La califfa, L’occhio del gatto, La polvere sull’erba, Una scandalosa giovinezza, I sensi incantati. Qual è il filo conduttore di queste sette opere? Proprio Parma. E si capisce quanto la cittadina abbia influenzato la sua immaginazione: l’interesse di Bevilacqua è tutto per la componente popolare e l’Oltretorrente è il palcoscenico dove si muovono in difficili condizioni di vita operai ed emarginati, posseduti da istinti elementari, da un sangue freddo generoso e torbido.

giovedì 10 giugno 2010

Nuova recensione Cineland


Nella sezione Cineland (visti e recensiti per voi) - nella colonna di destra - è stata aggiunta una nuova recensione, relativa a The Road.
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