giovedì 11 novembre 2010

James Rhodes: dall'ospedale psichiatrico a star della musica classica


Nato a Londra nel 1975, James Rhodes è l'unico pianista classico ad avere firmato, lo scorso marzo, un contratto con la casa discografica più grande del mondo, la Warner, per la quale uscirà il mese prossimo il primo dei sei cd in programma.

Poco conosciuto nel nostro paese, Rhodes è ormai una star in Gran Bretagna, dove negli ultimi anni è stato protagonista di centinaia di concerti, registrando addirittura per la BBC un film documentario per il secondo centenario di Chopin.

La strada per il successo però è stata molto lunga e tormentata.
James Rhodes infatti non è un figlio d'arte e la sua vita è stata tutt'altro che tranquilla e serena.
Iniziò a suonare il piano all'età di 7-8 anni e la musica lo accompagnò durante la sua intera adolescenza, durante la quale le droghe, gli abusi sessuali subiti a scuola e le botte non fecero che accrescere enormemente il senso di isolamento ed emarginazione provato in famiglia e con i compagni.
A 18 anni, a causa di problemi mentali, dovette interrompere la borsa di studio vinta alla Guildhall School of Music & Drama di Londra e, per volere del padre, si iscrisse alla facoltà di psicologia. Da quel momento smise di suonare e cominciò a lavorare nella City, passando da un istituto psichiatrico all'altro in preda a manie depressive e istinti suicidi.

Dopo ben dieci anni di totale astinenza musicale, un incontro casuale con Franco Panozzo, l'agente del celebre pianista russo Grigory Sokolov e la conoscenza con Denis Blais, il suo attuale manager, cambiarono la sua vita. Videro così la luce i suoi due primi lavori, Razor Blades, Little Pills and Big Pianos e Now Would All Freudians Please Stand Aside.

Oggi James Rhodes è uno degli artisti inglesi più richiesti, oltre che un punto di riferimento imprescindibile per la musica contemporanea, anche in virtù dello stile informale e moderno che porta sul palco.

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