giovedì 2 dicembre 2010

Pubblicità politically uncorrect


Un certo clamore è stato suscitato dallo spot della Nivea in cui un malizioso Seedorf rispondeva al tecnico Allegri – in atto di illustrare i rudimenti del calcio – con una fin troppo esplicita battuta a sfondo sessuale.

Pubblicità sessiste erano però la norma sino a pochi decenni fa, come dimostrato dalla raccolta delle 48 pubblicità che non sarebbero mai permesse ai giorni nostri (questo poi è tutto da vedere), pubblicata dal sito Owni.eu.

Le donne sono rappresentate come inette, piagnucolose, iperindecise, dedite esclusivamente al marito e alle faccende domestiche. Lo slogan di una marca di vitamine recita “Più duramente [la donna] lavora (in casa, si intende) e più bella appare”, quella di un sigaro “Soffiale in faccia e ti seguirà ovunque” (!), la Kenwood promette che un suo elettrodomestico fa di tutto tranne che cucinare, ma “per quello ci sono le mogli”, mentre un’altra pubblicità si chiede addirittura se è sempre illegale uccidere una donna.

Ma non è finita qui, perché mentre bambini pubblicizzano note marche di sigarette o vengono avvolti nel cellophan, persone di colore sono invitate a…lavarsi con una determinata saponetta.

3 commenti:

Alberto ha detto...

Molto interessante la pagina del link. Quasi quasi ci faccio un post provocatorio. Ciao.

L.Z. ha detto...

Lo leggerò. Ciao

Lina ha detto...

Articolo molto interessante.

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