lunedì 31 maggio 2010

Avatar, Sin City, Gomorra (Risposta alle obiezioni di Gaspare)

Gomorra
Parli della realtà fattuale. Realtà della quale tutti – chi più chi meno – sono al corrente. E chi non era al corrente della situazione campana di certo non è andato al cinema a vedere Gomorra, ma piuttosto si è recato a guardare un cinepanettone. Io ho parlato solo del film, di come è stato sviluppato. E il film è irrimediabilmente mediocre – e non sto dicendo né inutile né brutto. Si erano scandalizzati perché non lo avevano accettato agli Oscar? Meno male, avrebbe partecipato un film italiano mediocre.

Sin city
Hai ragione. Non sarà il capolavoro di sempre. E non lo è. Infatti, quello che mi preme sottolineare è che di certo non ha segnato – e non segnerà – la storia del cinema.

Avatar
Un prima e un dopo Avatar. Non concordo. Purtroppo per Cameron prima di Avatar c’era il cinema e, dopo Avatar, la situazione è rimasta tale. Sì, è stato utilizzato il 3D, ma i primi film a presentarlo (logicamente si registrano tentativi anche nel passato) sono stati Viaggio al centro della terra e San Valentino di sangue. Quindi non ha innovato neanche in quello. Cameron e i suoi tecnici hanno sviluppato speciali macchine da presa che acuiscono la percezione della profondità? Beh, sono stati bravini a utilizzarle. Non di più. Rimane il fatto che il 3D è stato introdotto perché le masse non andavano più al cinema (v. i fallimenti e le chiusure, solo a Parma, di Lux 1 e 2, Capitol Multiplex, Roma, Verdi, ecc.). E infatti, ora, i film che fanno e faranno incassi importanti sono solo i sequel (v. Twilight, Wall Street, Iron Man, Final Destination, Nightmare).
Ma torniamo ad Avatar. Mi preme dire che non solo la storia e i dialoghi sono gravemente insufficienti (quindi la sceneggiatura), ma anche le idee che stanno alla base del tutto. Qualche esempio:
1. Pandora è un pianeta altro dalla Terra. Ma (evviva la fantasia) è come la Terra. Uomini, foreste, animali, fiumi e spiriti la popolano.
2. Gli abitanti di Pandora (evviva la fantasia) sono creature bipedi dotate di razionalità. E che bipedi! Addominali scolpiti, glutei sodi, capelli lunghi e fluenti, super atletici e con uno spiccato senso del pudore (mi riferisco agli straccetti che coprono le loro parti basse. Il che mi fa pensare che abbiano risentito dell’influsso del cristianesimo o del protestantesimo). E dire che, rispetto all’uomo, hanno un maggior feeling con la natura che li circonda. Ma anche sulla Terra ci sono gli animisti.
3. Gli animali: una riproposizione bella e buona degli animali terrestri. Con qualche spostamento qua e là: meduse al posto di farfalle, incroci tra elefanti e rinoceronti e (evviva la fantasia) draghi volanti. Ma l’elenco sarebbe ancora più lungo.
4. I valori in gioco ripropongono uno schema preciso e standardizzato. Gli invasori sono i cattivi senza scrupoli; tra i cattivi c’è qualcuno che si redime; gli abitanti di Pandora (v. gli aborigeni della Terra) sono incapaci di contrastare l’invasore.
5. L’unica, e dico l’unica, innovazione (brutta) con un po’ di senso è la treccia degli Avatar che permette loro un collegamento diretto alle creature del pianeta.
6. L’albero fatto di led, sinceramente, l’ho trovato imbarazzante.
7. Il 3D, a parte la scena iniziale del risveglio del protagonista, mi ha abbastanza deluso.

L’elenco potrebbe essere ancora più lungo. Ma non ho voglia di perdere ulteriore tempo nel parlare di Avatar, anche perché rischio di fare il gioco di Cameron. Proprio per questo mi sento di dire – prima di concludere – che la vera innovazione del film è stato il baraccone mediatico che sono riusciti a montargli attorno prima dell’uscita. Risultato: creazione di enormi aspettative, prontamente disattese. Poi – è logico – hanno detto che per realizzarlo hanno usato chissà quale tecnologia. Ed è vero, ma se i risultati sono questi…

venerdì 28 maggio 2010

2/2 Lelio Alfonso "Nuovi modelli di Comunicazione Istituzionale" Winter School 2008

1/2 Lelio Alfonso "Nuovi modelli di Comunicazione Istituzionale". Winter School 2008

Nuova recensione Cineland

Nella sezione Cineland (visti e recensiti per voi) - nella colonna di destra - è stata aggiunta una nuova recensione, relativa a The Final Destination 3D.

Risposta a Gaspare (+ RoBy1987 e Fillo)

Una storia vera
È l’ultimo film di Lynch che mi rimane da vedere. Segnalo anche altri lavori come Dumbland (molto interessante), Rabbits (geniale) e tutti i cortometraggi, giovanili e non. Tra questi ti (vi) consiglio però – su tutti – The Alphabet, il suo capolavoro assoluto.

Totò...
hai ragione. Ma c’è un corpus di film francamente di difficile valutazione: sono tanti, molti allo stesso livello e spesso il De Curtis non ne è il principale protagonista (v. I soliti ignoti). Allora ho deciso di inserire un’opera capace di coniugare il suo talento ad un tema forte. Risultato: Uccellacci uccellini.

Metropolis
Ho il poster in camera. È un film importante per il genere fantascientifico, ma non è un film del tutto compiuto. Mi riferisco alla sceneggiatura, alquanto approssimativa.

Terminator
Gradevole. Niente di più.

Twin Peaks
Sì, devo correggermi. Mi riferivo alla puntata pilota. La prima serie comunque è un capolavoro. La seconda è nettamente inferiore. Certamente avrei dovuto inserire anche Berlin Alexandreplatz e Heimat. Se li avessi visti integralmente. Tu dirai: «Ma non sono film per il cinema». Io ti dico: «Neanche Fanny e Alexander lo è stato, eppure è meglio di un film per il cinema». E ti dico di più: «In Svezia quest’opera bergmaniana è stata trasmessa dalla televisione in, se non sbaglio, tre puntate». «E in Italia?». «In Italia abbiamo Tutti pazzi per amore».

Il cubo
Potevo anche non metterlo. Però: ottimo esercizio di regia, ottima l’idea, ottima la suspance che riesce a creare, ottimo il finale. Homo homini lupus.

Gomorra
A suo tempo avevo visto prima Il divo, poi Gomorra. Risultato: 10 a 0 per il primo. Il divo è arguzia e allucinazione allo stato puro. Basti pensare a come inizia e alla prova di Servillo. Gomorra è un (finto) documentario che non ha aggiunto e non ha tolto nulla a quello che le persone già sanno sulla realtà campana. Non capisco perché sia stato così osannato. È un docufilm assolutamente mediocre e stereotipato.

E.T.
Se, mentre lo stavo guardando, avessi mangiato una fetta di pane con burro e miele sarei sicuramente collassato per eccesso di zuccheri.

Natural Born Killer
Bello l’inizio. Poi scade in un modo scandaloso. Cuore selvaggio è nettamente superiore.

L’esorcista
Un cult. Ma ha solo quello. La storia è veramente debole. Ho preferito inserire, per storia e atmosfere, Halloween e Rosemary’s Baby.

Sin City
Scarso. Violenza gratuita e continuativa senza senso (v. Saw 2 e Martyrs).

Chi ha incastrato Roger Rabbit?
Uno dei film della nostra infanzia. Ma rimane nel limbo. Penso che piaccia così tanto perché c’è una sagoma maggiorata che non sa recitare e che fa la gatta morta. Ma per quello potevano contattare la Bellucci.

Il postino
Indubbiamente romantico. Ma troppo, troppo, troppo approssimativo. Ho sempre avuto seri dubbi sulle qualità recitative di Massimo Troisi.

American Beauty
Ma dai. Ma come fa certa gente a dire che è un capolavoro? Cinismo a fiumi. Il fatto è che è un cinismo superfluo che male si adatta alla storia. Peraltro stereotipata. Poi l’espediente dell’ombra finale mi ha fatto sinceramente ridere.

Fantasia
Sì, bello. Ma le storie di Dumbo (nettamente superiore a Bambi per quel che riguarda l’analisi del rapporto genitore/figlio) e di Wall-E sono nettamente superiori.

Qualcuno volò sul nido del cuculo
Un cult. Diciamo però che è da sala d’attesa (ovvero da Paradiso terrestre dantesco).

Collateral
Hai ragione ad avermelo fatto notare e, non posso nasconderlo, ho pensato molto prima di escluderlo. Anche questo però è da Paradiso terrestre.

Gli intoccabili
Un’accozzaglia di citazioni filmiche. Alla Tarantino. Ma la storia non è molto originale.

Se mi lasci ti cancello; Watchmen; The game
Non li ho visti.

Heat – La sfida; La 25^ ora; Roma città aperta; Io e Annie
Non li ho visti integralmente.

Toro scatenato; Il Gabinetto del dottor Caligari; La notte dei morti viventi; Il cavaliere oscuro
Sono nel canone dalla prima ora.

Avatar
Sinceramente non ho il tempo per smontarlo pezzo per pezzo. Posso solo dire che è l’apoteosi dell’assenza di fantasia. Può sembrare un controsenso ma non lo è affatto.


Mi scuso per i giudizi affrettati ma è l'unico modo che ho per dare risposte tempestive.

martedì 25 maggio 2010

Risposta ad Alesbus

Ti dico: alcuni film li devo ancora inserire. Effettivamente – pensandoci bene – film come Le ali della libertà e Luci della città meritano di essere inseriti in questa mia specie di canone. Anche se non considererei mai il primo come una pietra miliare. In quanto agli altri – quelli che mi hai segnalato – mi permetto di dissentire. Alcuni si basano su di una bella storia e niente di più; altri sono meri esercizi di tecnica cinematografica, ma le tematiche trattate non sono interessanti e/o esaurienti. In poche parole li definirei I FILM DEL LIMBO. In tutti i modi, ora, devo argomentare. Poi, in fondo, trovi film che mi sono dimenticato di inserire e che inserirò nel canone a breve.

La leggenda del pianista sull’oceano
Tecnicamente non è al livello di Nuovo cinema paradiso. E se non fosse per la storia, peraltro troppo immaginifica e ridondante, sarebbe un film assolutamente mediocre.

I Blues Brothers
È un film ruffiano. Ti conquista (solo) con la musica. Per il resto è un film che, nato come semplice operazione commerciale, non aggiunge né toglie nulla alla cinematografia mondiale.

Ritorno al futuro
Sì, ha segnato una generazione. Come Mamma ho perso l’aereo. Ma non si può certo dire che sia un film imprescindibile.

Blade Runner
Mi hai dato una bella gatta da pelare. Indubbiamente ha influenzato molti film successivi. Ma, se devo essere sincero, l’ho trovato tedioso (come un altro film osannato dalla critica: Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante). Sì, è un giudizio insufficiente. Ma anche il film, sotto alcuni punti di vista, lo è. Ho cercato l’illuminazione un anno sì e l’altro pure. Non l’ho mai trovata. E lo stesso discorso vale per Alien.

Braveheart
Altro film che ha segnato la nostra generazione. Buona la recitazione, buona la storia. Stop.

Il buono, il brutto, il cattivo
Purtroppo, pur amando molto il cinema, devo ammettere che i western non li ho mai digeriti. Troppo lontani dalla storia dell’Europa. Non ho gli strumenti per poterlo giudicare.

Kill Bill
Ottima prova davvero. Ho entrambi i dvd originali. Ma se una persona non l’ha ancora visto, pazienza.

Leon
Storia carina. Carina anche la regia. Carina anche la Portman.

Il corvo
«Ah, sì. Quello dove è morto Brandon Lee». (Reazione comune a tutti). Basta! Un film interessante che, per sua sfortuna, è stato in piedi proprio grazie alla morte reale del protagonista (lo stesso discorso vale per Parnassus e, in qualche modo, anche per Poltergeist – Demoniache presenze).

Frankenstein Junior
Sì, l’ho visto tutto. E non so come ho fatto! Mi dicevano tutti che faceva morire dal ridere. Risultato? 105 minuti di impassibilità. A me fa ridere Fantozzi.

La vita è bella
Bravo Benigni. Ha toccato tutte le possibili corde della compassione e della partecipazione alla sofferenza. Con finale inaspettato. Mi sono sentito tradito e violentato.

Stargate
No, non ci siamo proprio. Carino, ma inutile.

Matrix
L’idea è una evoluzione di The Truman Show. Il saggio è una “resdora” (lo dico in dialetto) con grembiule e che vive in cucina? Mi sono sentito veramente preso in giro. E poi, dov’è tutta la filosofia della quale parlano i fans? Il settimo sigillo è filosofia, Fanny e Alexander è filosofia, Sussurri e grida è filosofia. Matrix è una “cagata pazzesca” (v. il mio amore per Fantozzi).

Jurassic Park
Effetti speciali sbalorditivi. Punto. Come diceva Dawson a Joy: «Pensavo che i teenagers andassero a vedere Jurassic Park per la storia. Poi ho scoperto che ci andavano solo per pomiciare».

Il signore degli anelli
Carino.

Titanic
Stendiamo un velo pietoso.

Il silenzio degli innocenti
Incompleto. E non c’è nemmeno troppa tensione.

I soliti sospetti
Davvero bella la soluzione finale. E quindi anche lo svolgimento. Ma rimane nel limbo.

Patch Adams
Che ansia! Passo.

L’attimo fuggente
Ovvero il film che ha illuso più di una generazione. O ancora, il film più visto nelle scuole superiori insieme all’Albero delle pere. A parte questo: buoni i valori in gioco, ottime le recitazioni, buona la regia. Penserò se inserirlo o no.

Rain Man
Molto, molto, molto ruffiano. Carino. Però ruffiano. Del resto l’autistico risveglia l’umanità che c’è in noi.

Il miglio verde
Che cosa mi ricordo di quel film? Il topolino. Anche il gigante. Ma più il topolino. C’erano altri attori?

Altri film che inserirò nel canone:
Le ali della libertà (F. Darabont, 1994)
Amarcord (F. Fellini, 1973)
American Graffiti (G. Lucas, 1973)
I quattrocento colpi (F. Truffaut, 1959)

domenica 23 maggio 2010

Cine Story (i film che non puoi non aver visto)


A tutti gli amanti del cinema!

Sulla colonna di destra potete trovare la nuova pagina tematica Cine Story, ovvero la pagina dei film che "non puoi non aver visto".

Spero vi possa essere utile.

martedì 18 maggio 2010

Laborintus, 1

composte terre in strutturali complessioni sono Palus Putredinis
riposa tenue Ellie e tu mio corpo tu infatti tenue Ellie eri il mio corpo
immaginoso quasi conclusione di una estatica dialettica spirituale
noi che riceviamo la qualità dei tempi
tu e tu mio spazioso corpo
di flogisto che ti alzi e ti materializzi nell’idea del nuoto
sistematica costruzione in ferro filamentoso lamentoso
lacuna lievitata in compagnia di una tenace tematica
composta terra dalle dimensioni dialogiche insistenze intemperanti
le condizioni esterne è evidente esistono realmente queste condizioni
esistevano prima di noi e esisteranno dopo di noi qui è il dibattimento
liberazioni frequenza e forza e agitazione potenziata e altro
aliquot lineae desiderantur
dove dormi cuore ritagliato
e incollato e illustrato con documentazioni viscerali dove soprattutto
vedete igienicamente nell’acqua antifermentativa ma fissati adesso
quelli i nani extratemporali i nani insomma o Ellie
nell’aria inquinata
in un costante cratere anatomico ellittico
perché ulteriormente diremo che non possono crescere
tu sempre la mia natura e rasserenata tu canzone metodologica
periferica introspezione dell’introversione forza centrifuga delimitata
Ellie tenue corpo di peccaminose escrescenze
che possiamo roteare
e rivolgere e odorare e adorare nel tempo
desiderantur (essi)
analizzatori e analizzatrici desiderantur (essi) personaggi anche
ed erotici e sofisticati
desiderantur desiderantur


(Edoardo Sanguineti, Segnalibro, Milano, Feltrinelli, 1982, p. 13)




Addio Maestro

lunedì 17 maggio 2010

Nasce Edigita

È nata Edigita, la prima piattaforma italiana dedicata alla distribuzione degli ebook. A promuoverla sono tre tra i maggiori gruppi editoriali di casa nostra – Feltrinelli, Messaggerie Italiane con Gems e Rcs Libri –, che insieme raggruppano oltre quaranta sigle editoriali. Il progetto vuole mettere gli editori italiani in condizione di offrire le proprie edizioni anche in formato e-book attraverso i più popolari device presenti e futuri (Kindle, iPad ecc.), agendo sia come fornitore di servizi per le librerie on-line (ibs.it, Libreria Rizzoli.it e laFeltrinelli.it in primo luogo) che per i siti di e-commerce stranieri (come Amazon.com o iBooks.com).
Entro il prossimo autunno Edigita renderà disponibili almeno duemila titoli e gli editori sperano nel successo natalizio, sulla scia di quanto è successo lo scorso anno in America. Resta fuori dalla piattaforma, ma non dal mercato digitale, il gruppo Mondadori che da tempo ha annunciato il lancio, entro l’anno, dei primi e-book.
Ma c’è realmente un mercato per gli e-book? La quota negli Stati Uniti è stata nel 2009 inferiore al 2% e secondo le previsioni crescerà fino al 15-20% entro il 2015. Edigita prevede che il mercato italiano possa raggiungere almeno i 60-70 milioni di euro nel 2015 con una quota non inferiore al 4-5%.

Se canta lo que se pierde

Ovvero, «Si celebra ciò che si sta perdendo» (Antonio Machado)

«La sparizione dei "veri libri" (come la sparizione già avvenuta dei giocattoli) mi sconcerta: è una delle cose che mi fanno capire che sua maestà il Futuro è già qui e che di lui mi importa poco. Una vita senza libri, senza scaffali pieni di libri, una vita senza il piacere di leggere e sfogliare vecchi libri ritrovati e senza il piacere di scrivere a mano appunti di lettura su un taccuino, la considero davvero una vita post umana, una specie di aldilà o una triste anticamera del nulla. I libri materiali di cui abbiamo riempito le nostre case e che contempliamo nelle librerie e nelle biblioteche alimentano il nostro super-io e il nostro istinto vitale. Sono promesse e sono rimorsi. E che cos’è la vita senza promesse e senza rimorsi?».

Alfonso Berardinelli, Una vita senza libri di carta da sfogliare è l’anticamera del nulla, in «Il Foglio Quotidiano», a. XV, n. 114, sabato 15 maggio 2010, p. 2.

Quinta lezione (14 maggio 2010) I


Requiem per la carta stampata?
Al salone del libro di Torino quest’anno non ha fatto notizia la qualità dei libri usciti ed in uscita. La scena è stata tutta per i supporti che si stanno sviluppando per visualizzarli. Di conseguenza si fanno sempre più ricerche sui cosiddetti "nativi digitali" che potrebbero fruire di queste nuove tecnologie. Ma quali sono queste nuove tecnologie?
Ora ci sono i TABLETS. Questi, sino a qualche anno fa, costavano un migliaio di dollari. Ora, invece, il prezzo è sceso a 500 dollari. Ci sono gli E-Reader, supporti dello spessore di qualche centimetro che permettono di sfogliare virtualmente il giornale o il libro che si desidera visualizzare.
Editoria e pagamenti
A detta di molti, i servizi internet dovrebbero essere gratuiti. Del resto internet è un servizio gratuito per definizione. Però, da questo assunto, nasce una domanda fondamentale per il futuro dell’editoria: i contenuti editoriali devono essere gratuiti o a pagamento? Dare una risposta risulta un’operazione assai ardua. Se si rendessero gratuiti i contenuti editoriali dovrebbero lievitare, per compensazione, i prezzi dei vecchi supporti, come la carta stampata. Ma sappiamo che tutto ciò non è possibile. Farli pagare allora? Chi ci ha provato ha rischiato di affondare.
Qual è ora il futuro dell’editoria? Per adesso i tablets. Tra questi c’è quello prodotto dalla Apple, l’iPad, che arriverà in Italia a giugno. Per quella data i grandi gruppi editoriali usciranno con dei programmi ad hoc. E come si farà a pagare le visualizzazioni? Le tariffe ormai le decidono i produttori delle macchine, non i creatori di contenuti. Apple, ad esempio, ha deciso che farà pagare la visualizzazione dei quotidiani o 0,79 o 1,39 euro.
Ora il problema riguarda sempre più i giornali. Con il web, infatti, tutto ciò che è su supporto cartaceo è andato in crisi. Ma torniamo al primo problema. Se ogni cosa sulla rete, in ambito editoriale, sarà gratuita, questo decreterà un suicidio volontario per lavoratori ed editori. E il fatto è che sono stati proprio questi ultimi a commettere in passato un gravissimo errore, mettendosi in concorrenza tra di loro sul web a colpi di servizi gratuiti.

domenica 9 maggio 2010

Nuova recensione Cineland

Nella sezione Cineland (visti e recensiti per voi) - nella colonna di destra - è stata aggiunta una nuova recensione, relativa a Vendicami.

sabato 8 maggio 2010

Nuova recensione Cineland

Nella sezione Cineland (visti e recensiti per voi) - nella colonna di destra - è stata aggiunta una nuova recensione, relativa ad Iron Man 2.

giovedì 6 maggio 2010

Chi partecipa al Questionario di Proust?

Il Questionario di Proust era un gioco di società in voga nei salotti del XIX Secolo. Il celebre scrittore francese, però, non l'ha inventato. Lo ha reso celebre partecipandovi: qui ci sono le sue risposte, complete di riproduzione del foglio su cui le scrisse.

Di seguito trovate le mie risposte.

Vi propongo di partecipare. Se vi piace l’idea, copiate le domande e postatele con le vostre risposte!



Il tratto principale del mio carattere
La passionalità

La qualità che preferisco in un uomo
La comprensione

La qualità che preferisco in una donna
Una vitale arguzia

Quel che apprezzo di più nei miei amici
La lealtà

Il mio principale difetto
La suscettibilità

La mia occupazione preferita
Pensare

Il mio sogno di felicità
Non potrei mai rivelarlo per paura di vanificarlo

Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia
Fare del male senza averne l’intenzione

Quel che vorrei essere
Mi basta essere me stesso

Il paese dove vorrei vivere
In un paese in cui il denaro non sia importante

Il colore che preferisco
Il rosso

Il fiore che amo
La giunchiglia

L'uccello che preferisco
La rondine

I miei autori preferiti in prosa
Conrad, D’Annunzio, Tondelli

I miei poeti preferiti
Dante, Campana, Pasolini

I miei compositori preferiti
Bach, Mozart, Wagner

I miei pittori preferiti
Géricault, Schiele, Freud

I miei eroi nella vita reale
I minatori

Le mie eroine nella storia
Antigone

I miei nomi preferiti
Letizia, Giovanni

Quel che detesto più di tutto
Il pressapochismo

I personaggi storici che disprezzo di più
Tutti colpevoli, tutti innocenti

Il dono di natura che vorrei avere
Cantare come Frank Sinatra

Come vorrei morire
Soddisfatto

Stato attuale del mio animo
Inquieto

Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza
Tutte quelle che riesco a comprendere pienamente

Il mio motto
Memento Audere Semper
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